Triste solitario Y finàl – La cronaca

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Ore 20.30 – Metto in tavola lo spaghettino alle vongole cirietti e gamberetti, preparato per cena per noi, insieme allo spaghettino al pomodoro per la belv Agatuccia de mi corazòn. C’era della fame, visto che per le

Ore 20.45 – è finito tutto. Il padrone di casa riordina e infila la roba nella lavastoviglie, mentre io intrattengo la biondina più bella del Mondo. Con la speranza nel cuore che si addormenti in fretta, dovrebbe essere straziata dal sonno, io lo sono.

Ore 21.15 – Come colpita da un fulmine, Agata si addormenta di botto. Approfitto e la porto a letto, sto un po’ lì con lei e le racconto le storie.

Ore 22.00 – Inizia la partita. Incredibile dictu son riuscita anche a farmi una doccia, quindi non puzzo. Vestita con la maglia della Germania di Italia ’90 (giuro  che è vero, quella originale, non chiedetemi perchè ce l’ho, ma ce l’ho) sotto una copertina, mi accingo ad ascoltare gli inni. L’uomo è al mio fianco. Birette sul tavolino. Di là, tutto tace.

Ore 22.05 – L’inno tedesco a me piace un casino. Lo so che può rimandare ad eventi e sentimenti drammatici, ma secondo me è proprio bello. Quasi come quello inglese. Lo dico all’uomo, il quale nemmeno mi caga, sta guardando il Brasile che sembra quasi una squadra di calcio vera.

Ore 22.15 – Gol. In silenzio esulto. Idem l’uomo. Di là tutto bene. Vado a fare pipì e controllare la cucciola. Dorme.

Ore 22.30 – Gol di Klose! E’ fatta, mi dico, ora sarà davvero dura per i Brasiliani, vuoi vedere che la menagrama ha fallito!? Scrivo un whatsapp ad un amico che non sta guardando la partita, causa turno:
“WOW!!! Te l’avevo detto che era Germania!! 2-0 dopo 25 minuti”
“No scusa, 3-0”
“Mhmmmm… 4-0!”
– “Orcaputtana!! Ma mi pigli per il culo?!”
-“Ziocan!! Sì, nel senso che ora è 5-0! Puoi anche non credermi, ma giuro che è vero!”
– “…”

Ore 22.45 – L’uomo si intristisce, ha capito che non ci sarà nulla da vedere, io son tutta allegra invece, soprattutto perchè di là Agata dorme. I tedeschi tirano un attimo il fiato. Il Brasile deve ancora tirare una volta in porta.

Ore 23.00 – riprendiamo la partita. E’ una farsa, ovviamente, il Brasile finge di avvicinarsi a Neuer, che para un paio di tiri insidiosi, si vede benissimo che i tedeschi fanno finta, non vogliono esagerare e soprattutto immagino si risparmiano un pochino per la finale, giochicchiano e rischiano un po’.

Ore 23.20 – Il Brasile secondo me non segna neanche se stan lì una settimana. Lo spettacolo è imbarazzante, Germania che cerca in ogni modo di non esagerare, ogni volta che prendono palla diventano pericolosissimi. Ripiscio.

Ore 23.25 – Anfatti. I tedeschi spingono un attimo verso l’area del Brasile. Gol. Ma facile facile, che proprio non potevano non segnare. Comincio a pensare che potrebbe anche finire 13 -0.

Ore 23.27 – Vado a vedere Agata. Dorme davvero. La scruto ben bene, non mi sta prendendo in giro, non ha coltelli nascosti sotto il cuscino, occhi chiusi e respiro regolare. E’ così bella che mi commuovo. E mi stupisco che una cosa così meravigliosa possa veramente averla fatta io.

Ore 23.35 – E sono 7. Bellissimo il settimo gol. Massimo rispetto per i tedeschi, che senza infierire o umiliare i Brasiliani in alcun modo (niente giocate del cazzo, tacchi volanti o robe così) stanno continuando a giocare, onorando e rispettando così la partita, il pubblico e soprattutto gli avversari. Non c’è niente di più umiliante dell’avversario forte che si ferma e smette di giocare, secondo me. Infatti eccoli, che fanno l’ottav… no. Ozil la manda fuori.

Ore 00.00 – Finita. Il Brasile ha segnato al 90°. Il pubblica dal sesto gol in poi ha iniziato a fischiare pesantemente il Brasile (segnatamente Fred, che forse non merita tanto astio) e a fare Olè ai passaggi dei Tedeschi. L’uomo al mio fianco è basito. Io non ho mai visto una batosta così pesante in una competizione così importante, mai. Asfaltati. Scene di tristezza Brasiliana, composte manifestazioni di gioia dei tedeschi. Chissà cosa succede domani sera, per me è lo stesso, però la Germania che ho visto stasera se lo meriterebbe il Mondiale, anche per il comportamento, dei Signori, secondo me.

Vado a letto e mi stringo alla mia creatura nel lettone, ha l’odore più buono del mondo, anche quando spuzzacchia. Dorme come l’angelo che non è e io stasera sono felice di averla e tenerla lì. Siamo tutti insieme e una volta tanto, è bellissimo.

Poveri brasiliani però…

 

* Naturalmente – mi son ricordata tardi – il titolo non è mio, ma di un libro di Osvaldo Soriano. Meraviglioso, il libro, e scrittore eccezionale Soriano. Uno che ti fa amare il calcio anche se non capisci il fuorigioco. Uno dei pochi scrittori sudamericani che per me davvero è stato geniale. Se qualcuno volesse leggere di calcio – o di altre cose, di Argentina ad esempio – credo valga la pena leggere lui.

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Mon-dia-li! Mon-dia-li!!

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Siamo in trasferta, in terra straniera. Va detto che abbiamo scelto con perfetto tempismo la settimana per andare a fare compagnia al papino, vero Agata? Eh già, siamo arrivati su domenica e pioveva. Da allora non ha mai smesso. Mai. Neanche per mezzora, mai. Come avessimo fatto un viaggio nel tempo, tornando a Marzo.

Sì, esatto. Non è che qua arrivino le “bombe d’acqua”, no no. Son Svizzeri qui. Metodici. Piove con metodo, insistenza e calma. Vien giù una bomba d’acqua in comode rate. Ma, siccome le cose bisogna farle bene, fa anche molto freddo. Eccoli lì “Ehhhh, chepppallle, la solita donna-mamma ansiosa e freddolosa, dormi ancora con le calze!?”. No, no cari. Freddo. 13 gradi. Di giorno.

Bene, ergo considerato che l’uomo è in giro a fare nonsocosa, ma credo sia legato al fatto di nutrire le due belve bionde fameliche che ormai lo vessano da anni, io mi annoio. E Agata pure.

Ci annoiamo insieme. Ma lei è molto più incisiva di me, nel farlo notare. Ieri pomeriggio a momenti la strangolo.

Bè, dopo l’ingiusta eliminazione di Belgio (mia patria per qualche mese anni fa, quindi il mio cuore era con loro) e Svizzera (mia patria a settimane alterne ora, ma in procinto di diventarlo davvero tra un po’) – non avrò mica troppe patrie? Che io sia un po’ mignotta dal punto vista patriottico? – Stasera, ahimè ahimè, mi tocca fare un tifo sfrenato per la Germania. Che solo a pensarci mi vengono i brividi, perchè in fondo – absit iniuria verbis – non è che i tedeschi siano proprio simpaticissimi, ecco. Però in confronto al Brasile (quest’anno particolarmente, ma per me, sempre) sono eccezionali. Simpaticissimi, umili e spassosi. Poi stasera l’unico brasiliano che mi stava simpatico (un po’) non ci sarà, quindi posso serenamente gufare. No, non è Neymar, mi spiace si sia fatto tanto male, ma io lo odio. Dico Thiago Silva, il Thiago forte. Che porcaputtana, Thiago per Thiago non potevamo mica naturalizzare lui? No, Motta. Nomen omen, scattante e decisivo come un pandoro.

Sogno una finale Olanda-Germania, che se le suonino alla morte, con rancore proprio.

Ovviamente, siccome è noto (chiedere al padredifamiglia per conferma) che io porto una sfiga micidiale, stasera il Brasile vincerà. Non solo vincerà, ma la mia menagramità è tanto forte che vincerà giocando BENE, in modo che poi io non possa nemmeno recriminare.

Vabbè, vado a comprare le birete. Aurevoir.

 

PJ!!!!!!!! Forse sarò una mamma degenere…

Ma almeno sono una mamma più allegra e soddisfatta.

Rewind.

Venerdì siamo andati (io, Illo, alcuni amici) via da casa, nel pomeriggio, no, non per vedere la partita. Siamo andati a Milano, dopo aver lasciato  il Piccolo Diav…  l’amore della sua mamma dai nonni (paterni, stavolta).

Chè venerdì si svolgeva in quel di Milano (città che io detesto, non me ne vogliate, proprio mi vien tristezza già solo all’altezza di Dalmine, poi aumenta) un evento che io avrei gradito non perdere, diciamo. Diciamo meglio: Se l’avessi perso avrei rotto i coglioni per MESI, rendendo così la vita difficile sia ad Illo (cazzi suoi, è abituato) che alla mia bambina (e lì invece bisognava evitare).

Quindi mi ha fatto una sorpresa ancora molti mesi fa (lo amo, anche se non sembra a volte) e una sera mi fa: “Cosa dici se andiamo a vedere i Pearl Jam?” E io: “SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!” Completamente immemore del fatto di avere una figlia di otto mesi a casa. Poi m’è venuto in mente e mi sono un tantino agitata, ma aveva Lui la soluzione.

Insomma nonostante le mie timide proteste, Agata avrebbe dormito dai nonni. E venerdì fu il grande giorno, o meglio la grande sera…

Tralascio la visione dell’indecente partita di calcio, tantoamechecazzomenefrega, c’era Eddie Vedder lì sul palco… Il resto è una specie di nebbia onirica, tre ore di concerto meravigliose, fossero andati avanti una settimana sarei rimasta lì a ballare, cantare piangere ridere.

Non sarà una grande ambizione, ok, ma è un sogno che si è avverato, vederli finalmente dal vivo, a San Siro!!! Sai cosa vuol dire San Siro pieno, o quasi? E quella voce, quelle canzoni, quella musica…

Tutte me le hanno fatte, tutte!!! Ecco, non riesco nemmeno a descrivere, cosa è stato per una che “A me piacciono i Pearl Jam“, questo concerto.

E allora niente, non descrivo. Siamo tornati a casa che erano le tre e mezza, devastati, puzzolenti, coi piedi neri (io) e gonfi (sempre io) ma così felici (sempre io, sì) che non mi sembrava vero… Sono andata a letto col sorriso e non mi è venuto via neanche il giorno dopo e anche adesso ce l’ho il sorriso…

Che spettacolo!

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Mhmmm… Dal cannibale: I miei miti calcistici

Ha ha!! Ne ha fatta un’altra, di classifica, il Kid. Questa.

E io mi son detta ” Dai dai daiiii, che la faccio anch’io!!!” Chè le classifiche, i test, le autointerviste, tutte quelle robe lì, è noto, mi piacciono molto ma molto. E stavo per farla, no, che mi son messa a pensare, ma poi mi sono anche detta… Ma aspetta, n’atimo…

Io di calcio non capisco un cazzo e guardo SOLO Mondiali ed Europei. Ergo non aveva senso.

Allora me la modifico per me. I miei miti Piloti. I 10 che proprio mi … insomma i 10 che a me fanno impazzire, ma davvero. I motivi ovviamente sono squisitamente personali, vabè, dai. Via!

10. 261_grandeRonnie Peterson

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perchè era silenzioso, riservato, con quell’aria da bambolotto e matto come un cavallo. Sempre di traverso, sempre con la macchina sbagliata, nell’anno sbagliato, col compagno sbagliato e andava fortissimo, come un missile. Perchè era Peterson.

9. Michael Schumacher

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Beh… C’è bisogno di dirlo? Perchè Schumi, che lo vogliamo o meno, è stato il più forte di TUTTI. Simpatico, meno simpatico, in coma o non in coma, è il più forte. Stop. Fine. Chiuso.

8. Niki Lauda
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Niki Lauda ha vinto l’ultimo mondiale l’anno in cui io sono nata, Niki E’ la Formula 1, per me. Cioè è la Rockstar dei piloti, per me. Tornato dall’inferno, dopo un mese, per correre ancora, con quella faccia devastata, con quei modi ruvidi, rusteghi, avrebbe potuto essere di Verona, non fosse Austriaco. Idolo.

7. Eddie Irvine
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Perchè Eddie non valeva un cazzo come pilota, ma era uno spasso. Poi era matto duro anche lui. E poi un irlandese!! Daiiii…

6. Nigel Mansell

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Il leone. Non ho mai, mai visto praticamente nessun altro fare quello che in giornata buona sapeva fare Mansell. Re della sfiga, principe della cazzata. Velocissimo, tenacissimo, così demodè con quei baffi che aveva trent’anni e sembrava ne avesse 50. Invece adesso ne ha 60 e sembra che ne abbia 40… Mansell è Mansell, come fai a non adorarlo?!?!

5. Gilles Villeneuve

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Beh, non puoi non citarlo. Cioè è vietato proprio. Ombroso, timidissimo, imbronciato. Guidava quelle specie di carriarmati che erano le Ferrari all’epoca come fossero motoslitte (Attila) proprio perchè veniva dalle corse in motoslitta. Ha vinto poco, sbattuto molto, è diventato un idolo per tutti. Era Gilles. Quando le Ferrari erano 27 e 28.

4. Keke Rosberg

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Keke Rosberg. Papà di Nico. Campione del mondo ’82. Sempre di traverso, sempre con la cicca in bocca. Un figo. Stop.

3. Alain Prost

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Il primo pilota per cui abbia fatto il tifo, ero piccola piccola, adoravo Prost. Non so perchè, era brutto, poco simpatico, ma andava fortissimo, poi ho scoperto che è SEMPRE andato fortissimo, 4 mondiali vinti e almeno altrettanti persi per un niente, tra i 4-5 più forti di sempre, da che hanno inventato le macchine. Perchè sarà anche stato il professore, ma ce n’erano pochi più veloci di lui. Anzi no. Ce n’era uno solo.

2. Kimi Raikkonen

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Kimi, Iceman. L’unico pilota contemporaneo che davvero riesce ad emozionarmi. Kimi è Kimi. Se non c’ha voglia, se c’ha l’hangover, se la macchina è un cesso, se ha sbagliato calzini la mattina non ce n’è. Non corre. Non ci prova nemmeno, è irritante. Ma se ne ha voglia fa andar fortissimo qualsiasi cosa, qualsiasi. E’ fortissimo, secondo me, a livello di talento forse il migliore della sua generazione. E poi è Raikkonen, i finlandesi (quelli che ho conosciuto io almeno) sono matti come cavalli matti. Lui di più. “Leave me alone, I know what I’m doing!”

1. Ayrton Senna Da Silva

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Quello che andava più veloce di Prost.

Senna è la Formula1, sessant’anni di corse spremute in un uomo. Era anche molto bello, cosa dire di più?

Senna.

Mondiali, assassinii, caldo e risvegli?

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E sono cominciati i mondialiiii… Bene! A me piacciono i Mondiali, a mio moroso piacciono i Mondiali, ad Agata piacc… No, ad Agata no, non gliene frega nulla. Comunque, a parte Agata, a tutti piacciono i Mondiali.

Brasile – Croazia, ovvio tifavo Croazia. Ovvio, ha vinto il Brasile.

Spagna – Olanda, ovvio tifavo Olanda. Meno ovvio, l’Olanda ha vintissimo!!! Seeeeeeeeee!!!! Guarda, son così contenta, e il tiki taka, e Xavi, e Iniesta e la vaca de to… E zacchete!!! 5 pappine. Magari la Spagna si ripiglierà e vincerà il Mondiale (impossibile, ha già vinto il Brasile) però che bella soddisfazione.

E l’altra sera Italia-Inghilterra. Bè, m’è piaciuta, non saranno stati perfetti (madonna quante bestemmie ho sentito, riguardo tal Chiellini… Avevamo amici a casa, Agatina sparata a letto tipo alle 8.00, grigliatona, bira, rutto libero e bastième) vinto e poi non si sono mai arresi e non aveano quell’atteggiamento “mollo” che ho visto 4 anni fa. E Candreva secondo me ha due gemelli, chè non poteva essere ovunque in quel modo lì. Vabè. Insomma, bello, la mattina dopo Agatina s’è svegliata alle 8.00 e considerato che noi siamo andati a letto alle 3 e mezza, ecco, non l’ho presa tanto bene, ma poi ho dormito nel pomeriggio, con lei. Sì lo so, non si fa, è diseducativo, ma altrimenti sarei morta certamente.

Molta gente ha guardato la partita, incluso un tipo che prima di vederla sembra abbia massacrato moglie e due figli di 5 e quasi 2 anni. Sembra – perchè è così incredibile che nonostante la confessione, stento a crederci – perchè invaghito di una che non lo voleva vedere neanche da lontano, ma lui ha ben pensato intanto di portarsi avanti eliminando la famiglia, forse per mostrare buona volontà? Non lo so, mi viene solo da scherzarci sopra, perchè è inconcepibile umanamente, quello che – sembra – è successo.

Non riesco veramente a realizzare cosa gli possa essere passato per la testa. Voglio dire… A volte ti senti in una prigione? A volte vorresti addirittura non aver fatto certe scelte? Sì, ok. Ce li ho. A volte sì, inutile negare. Ma, anche al di là dell’amore infinito per tuo/a figlio/a, anche se tu fossi il peggiore figlio di puttana sulla terra, ormai i figli li hai, la moglie ce l’hai, se proprio proprio puoi divorziare, smettere di vedere i figli, scappare. Ma ammazzarli tutti? Cos’è quel tipo lì? Che roba sei, cazzo? Altrochè mostro.

Pare che, giusto in tempo per Germania-Portogallo, Schumacher abbia ripreso un barlume di conoscenza e sia stato trasferito in riabilitazione. Ovvio, nessuno a parte chi lo sta curando e gli sta vicino può sapere quali siano davvero le sue condizioni, ma comunque è una bella notizia per me. Schumi non … Insomma, è Schumi!!!!! Spero davvero che si riprenda almeno in modo decente, anche se qualunque medico io abbia sentito m’ha detto che è praticamente impossibile, oh! Magari, gli è tornato il suo culo proverbiale, non si sa mai. No?

La vita continua, il caldone è passato per ora, stasera Germania-Portogallo. Per chi tifo? Germania, of course. No, davvero, CR7 non riesco proprio a tollerarlo. Veramente.

 

Spigolature

Passata la festa, gabbata la Santa.

La Santa ora è tutta impegnata a sdormicchiare, ha (abbiamo) avuto una nottata impegnativa. Dormito un cazzo, per capirci.

Allora, ieri sera, in casa Annuski, era sera di stiro. Scagl Messa a letto la piccina, verso le sette e mezza (sì, sono una madre degenere, ok, ma se voglio combinare qualcosa Agata deve andare a letto presto. PRESTO. Poi tanto me l’ha fatta pagare dalle tre e mezza di stamattina) invece di chiamare Manuel il cubano detto anche “Anaconda” a farmi compagnia, mi son messa a stirare una montagna di roba.

A farmi compagnia ci pensava la Gruber insieme a Freccero, Di Pietro e Alessandra Moretti. Non è un granchè, ma tanto dovevo stirare. Si parlava degli arresti e dell’inchiesta relativa alle malversazioni (Uhuuuuhhhhhh!! Come mi sento professionale!!!) commesse nell’ambito del MOSE.

Che sul MOSE qualcuno ci avrebbe speculato era cosa ovvia. Cioè, Galan?! El Doge?!?!? OOOOOOOOOOOHHHHHHH!!! SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!! Ladies & Gentlemen: In Veneto, quando era Presidente Galan, non si poteva neanche cambiare i sanitari al bagno di servizio, senza che lui non sapesse e approvasse. Quello lì è stato il PADRONE del Veneto per 15 anni.

Esattamente come nella mia città se sputi per terra devi chiedere l’autorizzazione a Tosi. Ergo, figurati se si fanno opere da miliardi di Euro. Comunque, nel serrato dibattito svoltosi dalla Gruber, una cosa su tutte mi ha colpita. Ed affondata.

Alessandra Moretti. Avevo già detto che la trovo una bellissima donna. Ribadisco. E’ bellissima. Di quella bellezza vera, che a me fa invidia. Ma, giustamente lei si incazzerebbe molto se io dicessi che è “solo” bella. Ed anch’io mi incazzo moltissimo a dovermi trovare a scrivere, che ieri sera l’ho trovata “solo” bella.

Perchè questo è. In una situazione piuttosto dimmerda, sia per il suo partito che per gli avversari (se rubi rubi, non importa poi dove vanno a finire i soldi), commentando l’ennesima notizia relativa a ruberie, corruzione, lavori che dovrebbero essere finiti in 7 anni che ce ne metteranno 13 (vedremo), costi che duplicano (e si parla di miliardi di Euro) cos’è stata capace di dire la Moretti?

Eh?

NIENTE. Nulla. Ha ripetuto due volte una specie di slogan di Don Milani, ha concordato sostanzialmente con gli ospiti in studio, ha blaterato banalità sulla nuova generazione di giovani, ha detto che è allo studio un decreto anticorruzione che contiene misure (Ho 30 anni, sono almeno 20 che sento esattamente le stese parole). Non ha detto NIENTE. E a me dispiace molto, perchè avrebbe potuto dire qualcosa, avrebbe DOVUTO dire qualcosa.

Se anche persone giovani come la Moretti si comportano esattamente come i politici di vent’anni fa, trent’anni fa, dieci anni fa, continuerà ad essere sempre così. Se vai ad una trasmissione, vacci per dire qualcosa. Se non hai niente da dire, declina l’invito.

Ma non mi prendere per il culo.

Preparativi

Ci siamo.

Ormai ci siamo. Mancan giusto un paio di giorni.

Ci siamo.

E io, ovviamente, sono nella mmerda. Ma proprio lammerda, quella maròne e puzzolente. No, mica che non ne abbia voglia (NON NE HO VOGLIA) è che io queste cose nonsoncapace. Non-sono-capace. Che poi vengono tutti e i nonni e le zie e gli amici e lavacadeto… Tut-ti.

E allora “ma daiii, dove lo facciamo!? Come ti organizzi, vuoi una manooooo?” NO che non voglio una mano. Ce la faccio benissimo da me.

Nonsoncapace

Ci siamo.

Manca niente ormai e io non ho ancora organizzato una beata cippa. Quell’altro figurati… su che si chiava Heidi in tutte le posizioni immaginabili! …’stardo.

Domenica. Oggi è giovedì. Vedi tu.

Il 1 giugno 2014 la luce dei miei occhi, la meraviglia bionda che è uscita dalla mia panza dopo esserci stata dentro per nove mesi, quella cosa così BELLA che ancora adesso quando la guardo ogni tanto mi vengono le lacrime di gioia, così … (ogni tanto, altre volte vorrei che avesse diciassette anni, così potrei menarla senza rimorsi), Agata, mia figlia, la serial killer dagli occhi di ghiaccio, compie 1 anno.

E devi fare la festina. Eh figurati! Se non le fai la festina. TUTTI vogliono che la si faccia la festina. E facciamo  sta cazzo di  La bella festina, no? Che poi magari domenica piove anche. Niente di più facile.

Non è cattiveria, ho una voglia folle di farle una festa, di farla essere felice, ce l’ho sempre quella voglia lì, è che nonsoncapace. Una cosa piccola sì, ma tutta la gente, dai suoceri col giardino, prepara da mangiare, stai là un giorno intero ecc.ecc. io impazzisco. E se tanto mi dà tanto (sì, Agata è proprio figlia mia) anche lei, dopo un po’.

Inoltre ci saranno migliaia di parenti, amici, tutti lì con gli smartfoùn a fare foto su foto e:
1. Io in questo periodo possiedo il fascino di un cetaceo morto abbandonato su una spiaggia da mesi.
2. Agatina da qualche tempo cammina. Quindi cade ogni tre-quattro passi. Inoltre ha imparato che arrampicarsi sulla spalla del divano è divertentissimo, ma ancora meglio è lasciarsi poi cadere. Risultato: Un bozzo in mezzo alla fronte che oltre ad essere in rilievo è anche un po’ blu. Solo un po’.
3. Il padre di Agata, nonchè mio partnerzzzzzz, “mi sa che ho la febbre”. Fattela passare. Oppure tientela, tanto vieni, dovessi portartici col polmone d’acciaio, ma tu vieni E MI DAI UNA MANO.

Ma ce la possiamo fare, probabilmente non verremo bene in foto, probabilmente domenica sera avrò un mal di testa di quelli che preghi Visnù che la piccola si addormenti di schianto (sarà così, almeno su quello son sicura) alle 7 e venti, così poi tu vai a letto, probabilmente siamo una famiglia un po’ sciancata, ma siamo noi.

E’ già passato un anno.

Celebration

Voglio la mamma

Parto da un presupposto: Le idee e le opinioni – come dice Clint – sono come i coglioni e ognuno, secondo me, ha diritto ad avere le proprie. Ed entro certi limiti anche a diffonderle. Anche se chi scrive, propugna, diffonde, queste idee è solo un imbarazzante paraculo. Anche i paraculi hanno diritti.

Figuriamoci poi in italia.

Sarà un post lungo, quindi chi non ha coglioni di leggere, salti a piè pari (al limite ci si può sempre rileggere “piedi”, fa sempre la sua porca figura).

Da un po’ di tempo leggo molto volentieri fuori luogo, lo leggo volentieri perchè è scritto BENE (per me è una discriminante fondamentale, puoi anche scrivermi il sesto segreto di Fatima che riguarda le bionde cellulitiche, ma se è scritto male non lo leggo) e perchè ci sono tanti, ma tanti post interessanti, divertenti. Lo leggo volentieri perchè da quelle parole scritte emerge una persona vera. Intelligente, ragionevole, spiritosa e piena di amore. Una mamma sempre di corsa, come miliardi di altre mamme.

Il titolo del post è il titolo di un libro scritto da Mario Adinolfi, una specie di pamphlet contro. Contro cosa? Contro le unioni omosessuali, l’aborto, l’eutanasia, qualsivoglia forma di fecondazione assistita, l’adozione per le coppie non eterosessuali e via dicendo. Sostanzialmente una cosetta che l’avrebbe potuta scrivere il Card. Bagnasco (Bertone no, che c’aveva da fare col consulente fiscale). Il libro prelude ad un manifesto in 20 punti  ed alla creazione di una serie di circoli, immagino fondati allo scopo di diffondere il verbo.

Verbo del quale non c’è alcun bisogno di diffusione, visto che in Italia le ideuzze banali e riciclate del nostro blogger/giornalista/parlamentare/pokerista, sono già ampiamente diffuse e radicate. Salvo poi fare in privato ciò che pare e piace, ma quella è un’altra cosa. Ciò che mi fa ridere è l’alibi utilizzato da Adinolfi, ovvero la tutela ed il rispetto dei “più deboli” in questo caso individuati da Mariuccio stesso, in una serie di stereotipi e banalità.

Vado a caso prendendo direttamente dal blog di Mario:
– I piccini indifesi. Inclusi i feti, evidentemente. A Marioooo!!! Ti faccio conoscere Agata, così capisci che NON TUTTI i poppanti sono creature indifese.
– 
I diritti della famiglia: Mamma (casalinga, possibilmente), Papà (che lavora fuori e mantiene l’ordine in casa, magari ammollandone anche qualcuno di quelli giusti alla mamma se rompe i coglioni), Figli (numerosi)
– Le vittime minorenni ed in particolar modo asiatiche del turismo sessuale. Brasiliani/e, Cubani/e, Giamaicani/e, che si fottano. O meglio che si facciano fottere, a Mario ed ai suoi non interessano.
– Le mamme che danno l’utero in affitto. Indiane o Ucraine specificamente. Invece le gestanti Russe vanno benissimo, non saranno fighe come le Ucraine, ma ci andiamo vicino.
– Gli anziani gravemente malati. Che marciscano fino all’ultimo secondo, cagandosi addosso in un letto di ospedale. Magari da soli.
– Varie ed eventuali. La DONNA, su tutto. In quanto incubatrice, gestante, latteferente. Nooo, ma no! Ma che cazzo hai capito!? No, non in quanto persona. Tipo se una donna non è (e non ha intenzione di diventare, o non può essere) madre, non conta un cazzo, anzi. E’ anche un po’ un rifiuto della società.

Uh! Dimenticavo, Adinolfi è stato parlamentare del PD. Poi vediamo come ci è arrivato, che per me è interessante.

La Binetti è Marilyn Manson al confronto.

Non serve nemmeno confutare tutte queste puttanate, se non per dire che il Mario, con quello che mangia a pranzo, sfama tranquillamente legioni di minorenni asiatiche, che in tal modo non sarebbero più costretti a prostituirsi. In compenso rinunciando a parte della cena, a favore di qualche puerpera Indiana o Ucraina, potrebbe porre fine all’orrendo scandalo degli uteri in affitto.

D’altra parte gli piace mangiare, cosa ci puoi fare?

Ma CHI è Mario Adinolfi? Chè io sono precisina (31/08/1984 VERGINE!!!!) e sono andata a cercarmi biografie e curricula, sul webz. Del quale Adinolfi, per sua stessa dichiarazione, è uno dei massimi esperti in italia.

42 anni, giornalista professionista, collabora a varie riviste (tutte politicizzate, area DC). Entra in Rai (apparentemente come precario) dove conduce “settimo giorno”, trasmissione i cui ascolti fanno impallidire quelli delle finali di Champions, collabora a numerose altre trasmissioni, nessuna delle quali particolarmente nota. Scrive per Europa, quotidiano che senza le grasse dazioni statali non sarebbe mai nato. E’ inoltre opinionista (che non mi risulta ancora sia una professione di alcun tipo) e Parlamentare. Candidato due volte alle primarie del Pd ha preso un numero di voti inferiore al numero di abitanti di Isola della Scala (VR), ciononostante è entrato nel direttivo PD. Candidato a sindaco di Roma gli è andata pure peggio. Nel curriculum tuttavia non viene presa in considerazione la tenacia. Errore, che MA, è tenace. Come una cozza. Quindi si candida alle elezioni politiche. E lo trombano ancora, nonostante le liste bloccate. Ma – botta di culo!! – si libera un buco e zac! Lui entra e si becca stipendio e benefit, il vitalizio non credo. Ah, Marietto, io sono MADREEEEEEE, eterosessuale, accompagnata con un maschio, tutto in regola. C’ho bisogno. Sono un soggetto debole. AIUTAMI!!! Passami un 2-3mila euri al mese, dai.

Al di là di queste piccolezze Adinolfi è uno dei giocatori di poker professionisti Italiani più vincenti. Primo a fare nonsochecazzo, ma nel poker è una roba importante. Stop.

Lavorare? Mai. Ma mai mai. Cioè, questo qua che va in giro a fare il filosofo, l’unica roba di un certo peso che abbia mai fatto in vita è stato GIOCARE A POKER. E mangiare.

Come scrivevo all’inizio, ognuno ha il diritto di esprimere le proprie idee, quali che siano, secondo me. Ma mi da fastidio il paraculo. L’ipocrita. Il finto alternativo che si appella a Pasolini (MADONNA CHE DUE COGLIONI!!!!!! E’ stato sicuramente una mente sopraffina, Petrolio a me non è piaciuto, alcuni suoi film sì, anche molto, ma cazzo BASTA!! E’ morto da 40 anni. Lasciamolo in pace, santiddio!) per propugnare un idea “contro”.

Mi da fastidio Adinolfi perchè è falso. Perchè il pamphlet l’avrebbe scritto contro le Pringles, se le Pringles fossero state un argomento fintamente scomodo, perchè le argomentazioni sono patetiche e banali e scopiazzate (molto meglio Bagnasco, a ‘sto punto, almeno lui al culmine delle cazzate può appellarsi al Padreterno e stop), perchè intortare quattro imbecilli retrogradi non è affatto difficile. Perchè sarebbe ora che certa gente cominciasse a lavorare , invece di grattarsi la panza ed andare in Tv.

Mario, se vuoi lo ripetiamo insieme: Giocare a poker non è un lavoro. Un cazzone come te, in un paese del terzo mondo (quelli che tu difendi a spada tratta, pretendendo peraltro l’applicazione di leggi omofobe qui, in Italia. Vai in Pakistan a difenderli, cazzo!!) lo prenderebbero a calci in culo dalla mattina alla sera, giusto per fare un po’ di moto.

Perchè io comprendo la ricerca di una maggiore notorietà, ma non andando a ferire altre persone. Non facendo sentire molte persone (come se ce ne fosse bisogno) ancora una volta esseri di serie B. Discriminare i diritti delle persone in base ad inclinazioni sessuali è razzismo. Punto. Mario Adinolfi e tutti coloro i quali negano a chi è omosessuale i medesimi diritti degli eterosessuale fanno del razzismo. Come negli USA fino a 50 anni fa si negavano i diritti ai neri (niggers!!), il nostro Marione vuole negare diritti agli omosessuali (FROCI!! Lecccafighe!!!). Allo stesso modo. Con le stesse argomentazioni.

Io credo che la tutela di un bambino non venga affatto dal fatto di avere una mamma ed un papà. Credo che i bambini vengano tutelati prima di tutto togliendoli da un orfanotrofio, secondariamente facendola finita con le cazzate sul papà, la mamma, il rosa, l’azzurro il verde e le puttanate di pseudo movimenti VLM. Perchè, se non ci fossero gli Adinolfi, sarebbe perfettamente normale avere due papà, due mamme o un papà e una mamma. Nessun bambino soffrirebbe, se non ci fossero pressioni sociali così forti, verso una malintesa “normalità”.

Cosa vuol dire essere normali? Andare a lavorare, farsi in 4 per i figli, correre di qua e di là, doversi giustificare senza avere nessuna colpa? Cercare di vivere una vita nel modo più sereno possibile? Crescere dei figli – visto che di questo si parla – educati, civili, aperti al mondo? Allora Veronica è normale. E come lei Sara, Simone, Davide e Andrea. Sono normali. Sono brave persone. Lavorano, studiano, vanno avanti e non chiedono niente di più di quello che IO già ho. Di diritti di cui io posso tranquillamente disporre. Solo perchè a me – tanto per capirci – piace il cazzo e a loro (le femmine, dico) invece no.

Io sono eterosessuale. Mi è capitato, tutto lì. Non mi sento particolarmente fiera per questo e non penso che in quanto tale io debba avere maggiori diritti rispetto a qualcun altro. Noi abbiamo GIA’ una bambina, perchè mai potremmo adottarne un’altra mentre invece una coppia omosessuale no? Spiegamelo. Forse perchè sono più brava io, come mamma? Ma per favore!!! Che quando la meraviglia è venuta al mondo non sapevo neanche come si fa a prenderla in braccio. Che continuo a fare cazzate, ogni giorno, ogni giorno. E ogni giorno imparo. Come chiunque altro.

E voglio parità di diritti per tutti. Voglio che esista la possibilità di abortire, anche se probabilmente non lo farei mai, ma voglio sapere che potrei. Voglio le diagnosi prenatali, perchè quelle che definisci, caro Mario, lievi disabilità, possono distruggere persone, famiglie, vite. E comunque voglio che esista la possibilità di scegliere.

Il problema non sono le coppie omosessuali, o le famiglie “genitore1”, “genitore2” (magari possono essere anche solo papà e papà o mamma e mamma) il problema sei tu.

Il problema sono i Marii Adinolfi che fomentano l’odio per la diversità, il sospetto per chi non è conforme a non si capisce quale standard. I Marii Adinolfi che si vogliono ergere a giudici dell’Etica. Quale etica? La tua, evidentemente.

La tua che scrivi (punto 16 di quella puttanata di manifesto): 16. Tra due gay ricchi che fanno strappare dal seno della madre il neonato appena partorito per far finta di essere madre e padre, e il neonato così platealmente violato fin dai suoi primi istanti di vita, chiunque non abbia un bidet al posto del cuore sta con il neonato. E con sua madre.

Ho controllato, non ho un bidet sotto le ormai cadenti tettone. Nè un water, non ci sta. Ho un muscolo che pompa all’incirca 80-83 volte al minuto (sono un po’ tachicardica, ahimè) e che non sente nulla, nulla vede. Ho un cervello col quale invece penso. E penso che non ci sia violenza alcuna nella scena che descrivi, posto che tutti siano d’accordo. Preferisco un bambino sano, amato e cresciuto bene da due FROCI, ad un bambino maltrattato, denutrito, picchiato e insultato da due genitori etero che non lo volevano.

Ma comunque è l’ipocrisia di chi vuole èpater les bourgeois, costi quel che costi, che mi da fastidio. Era molto meglio continuare col poker, che dava delle gran belle soddisfazioni.

 

 

 

 

EuroCHE?

Ora.

Non voglio star qua ad annoiare nessuno con le cronache di casa mia, ma giusto per inquadrare il momento, quando un bimbo inizia a camminare, improvvisamente – tu MADRE! – rimpiangi le primissime settimane quando non faceva altro che piangere, distruggerti le tette e cagare a spruzzo. Almeno stava ferma. E’ un delirio, sto pensando seriamente di mescolarle dello xanax alla pappa, così almeno dorme e di conseguenza sta ferma e la smette di cadere per casa.

Quindi non avevo letto giornali o roba del genere fino ad oggi, che A. è coi nonni – motivo ufficiale: E’ convalescente da un’influenza e io ho da lavorare (è vero). Motivo reale: NE HO PIENI I COGLIONI ED HO BISOGNO DI UNA GIORNATA DI PAUSA – e quindi appunto, tra telefonate e mail, ho anche letto il corrierone onlaìn. Un sacco di articoli (cioè alcuni, ok) sull’Eurofestival o come cazzo si chiama, Emma Maròne che perde, una tipa (che si chiama Conchita Wurst?) con la barba che vince, polemiche, articoli… Di tutto.

Ma scusa, penso, l’Eurofestival non era quella cagata che neanche Mino Reitano ci partecipava perchè faceva cheap? Quella robazza nefanda che tutti la schifavano e alla fine vincevano i Belgi perchè il Belgio era l’unico paese in cui lo davano in Tv? Invece leggo che la serata è passata in DIRETTA su Rai2, IN DIRETTA!!! Che neanche i Gran Premi mi fanno vedere in diretta, porca della puttana, e mi fanno l’Eurofestival?!? Col commento di Linus e Nicola Savino? Ma allora… Dev’essere stata una figata, mi dico. E già che son qua vado ad ascoltare la canzone vincitrice.

Passiamo sopra la mìse di Conchita. Voleva essere originale ed in effetti una drag con la barba non l’ho mai vista. Tanta voce, ma la canzone – a volere essere proprio cortesi – fa cagare verde. Ma tanto, tanto cagare. Cioè, è una roba brutta anche per l’Eurofestival che mi ricordavo io. Insomma, facendola breve, un evento che io ho sempre rimosso, snobbato, ignorato, quest’anno invece è diventato di grande importanza.

Amen, dici. Infatti.

Cmq, la nuda crònaca, come l’ho capita io:

Emma maròne va all’Eurofestival in Danimarca. Viene intervistata in inglese e non capisce una cippa di quello che le viene chiesto. Ciononostante tenta di rispondere in una lingua sconosciuta ai più, l’Inglemmese. La ragazza non sa l’inglese, ok è deprecabile se vuoi, ma mi sembra che in Italia sia in OTTIMA compagnia. E non scherzo un cazzo. Va bene, perculiamola per 3 minuti, poi basta. Altrimenti vado da tutti i sapientoni che l’han presa per il culo sui vari forum socialnetuorks etc,. a fargli fare un esamino di Inglese. Tipo lo Ielts. Così, per vedere come se la cavano.

Emma Maròne canta e mentre canta fa vedere la patacca. No dai. Fa vedere un paio di sciòrtz, dai quali si evince chiaramente che Emma è una femminuccia (cameltoeeeee!!!!!!!!!!). Anche qua, francamente non mi sembra abbia fatto nulla di nuovo, nè di sconvolgente. Dopotutto ha un vinto una drag queen con la barba, no? La canzone è quello che è – ok, è un po’ una merda – ma è meglio dell’80% di quel che ho sentito a Sanremo, è la solita merdina Italiana, almeno c’è un po’ di ritmo. Emma non è esattamente la mia cantante preferita, ma voce ne ha, può piacere o meno, ma dire che canti male male mi sembra eccessivo. Il personaggio Emma a me piace – la persona ovviamente non la conosco – mi piacciono le sue ciccette (SIA CHIARO: E’ solo una ragazza nor-ma-le, una non anoressica)  esibite senza troppi patemi, mi piace una certa grinta, al di là di tutto mi fa piacere che abbia il successo che ha, anche se per me sentirla una volta ogni due settimane alla radio è più che sufficiente. Almeno non cambio stazione, col Liga sì invece PEEEEER SEEEEEEEEMPREEEEEEEEE PEEEEEEEEEER SEEEEEEEEEEMPREEEEEE ecche due maroni per sempre.

Invece quel che ho letto, anche su giornali “seri”, sono stati commenti che grondavano astio, rancore, malvagità gratuita. Da parte degli autori degli articoli, intendo. Non parliamo poi dei commenti della ggggente.

Perchè? No, davvero. Perchè? Ditemelo. Cosa vi ha fatto ‘sta ragazzotta per vomitarle addosso tutto quell’astio? Perchè è antipatica? E’ poco “sccbondanea”? Cosa? Perchè ha fatto intravvedere la patacca (Ca-mel-toe!! Ca-mel-toe!!!)?

Santiddio, ha partecipato ad una gara canora del cazzo (perchè tale rimane, voglio vedere la luminosa carriera di Conchita Wurst, o di CHIUNQUE altro fosse classificato quest’anno, i milioniiii di copie vendute in Europa, i miliardiiii di download da Itunes… maccheccazzo, per favore!!) è arrivata tra gli ultimi e amen. Fine della fiera. Non è Adele, nè Amy Winehouse, ok. Siamo d’accordo.

Naaaa. Lo so io perchè. Perchè ha commesso il peccato mortale, la colpa imperdonabile, porta con sè il marchio ignobile. Ha avuto successo. E non fa finta che non sia così.

Questo, è imperdonabile in Italia. Allora sì che legioni di sfigati da dietro una qualche tastiera ti massacrano senza pietà, ti cagano addosso ridendo tutta la loro frustrazione. Successo e felicità sono imperdonabili.

Io non credo che Emma sia una grande artista. Credo che sia una cantante mediocre, di canzoni mediocri. Credo che in questo stia perfettamente nel mazzo del panorama musicale italiano.

E’ che a me il/la piccolo/a astioso/a, sfigatello/a dietro alla tastiera che sfoga tutta la sua mediocrità attaccando chi ha avuto un po’ di successo – peraltro cantando, voglio dire non stiamo parlando di Belèn che non sa (con rispetto) fare assolutamente un cazzo, a parte muovere il culo – sta sui coglioni.

Ma da morire proprio. Mi fa anche un po’ schifo.

 

Di cosa (non) sono capace!!

Prendo in prestito l’idea da Antipastomisto (gliel’ho chiesto eh!! E m’ha detto di sì, anche perchè sarebbe stato scortese dire di no, tipo che era una richiesta di quelle che sai già che ti dicono di sì, altrimenti si rischia di sembrare maleducati ed antipatici) che è bellissima!!

Che io mi dico sempre che mi autocelebro troppo, soprattutto qua. E se c’è una cosa che mi da sui nervi – non è che non la sopporti, o che se uno lo fa io poi lo odio per sempre, per carità, mi da sui nervi però, mi irrigidisco quando qualcuno lo fa, ecco – è quando qualcuno si autocelebra, insomma si fa i pompini da solo “io so fare benissimo questo, io sono empatica/o, io faccio delle torte buonissime” e così via. Poi magari lo faccio anch’io, maaa… NON OGGI!

Infatti l’idea meravigliosa di antipastomisto (che tale è anche perchè lei scrive PROPRIO BENE) è di elencare le cose che sai fare … Male. O malissimo. Che ce n’è eh!

Preparare i dolci. Non so perchè, forse c’entra il fatto che non sono particolarmente golosa, forse solo non sono capace, non lo so. Ma, nonostante non cucini malissimo – me lo dicono gli altri, è vero che magari me lo dicono per essere cortesi, ma non ce ne sarebbe bisogno, potrebbero stare zitti e non dire niente, no? Cioè non è che se una cucina male per forza devi dirle che è un mago della cucina, per essere cortese, basta non dirle che i suoi piatti fanno cagare sassi aguzzi – i dolci che provavo a fare mi venivano invariabilmente, sem-pre unammerda. Tutti. Mi vengono brutti e anche cattivi. Ora non li faccio più. Venite a cena da me e volete il dolce? Portatevelo. Così vi libero dall’imbarazzo del presente alla padrona di casa.

Ballare, la qualsiasi. Non so ballare. E ci provo eh! Una volta no, mi vergognavo tantissimo, ma adesso con Agata faccio i balletti – una figlia/o per questo genere di cose è tipo “tana libera tutti”, puoi fare tutto, tanto lo fai per il bimbo – e ancora non riesco. Non mi muovo a ritmo, non mi muovo proprio. Sembro sempre un frigo con le gambe, è molto più brava ed aggraziata Agata di me, nonostante stia in piedi a malapena.

Cantare. Sono stonata. Tanto stonata. E la mia voce, quando canto, è gradevole come il suono di una fresa da metallo. Da sempre eh? Mia mamma mi dice che da bambina, pur di non farmi cantare mi davano i gelati, così stavo con la bocca piena e loro si risparmiavano lo strazio.

Parcheggiare a destra Se trovo un posto sulla sinistra, zac! Una maga sono. Temprata da anni di centro cittadino, occhio di falco e rapidità da pantera, mi infilo ovunque stia la macchina. Dall’altra parte no. Parcheggio come una suora ipovedente col cappello e l’artrite alle braccia. Anzi, sovente lascio proprio perdere.

Versare il vino. Condivido con l’autrice del post questa iattura. Non riesco mai, mai, MAI a versare, a me stessa o ad altri, il vino senza che almeno una goccia (bastarda, troia, puttana che non viene via MAI PIU’) cada sulla tovaglia. Mai. Inoltre, siccome a tavola se parlo e mi accaloro, inizio a mulinare la braccia, spesso centro il mio bicchiere (tipo i calici) e lo sparo sulle braghe di chi ho di fronte. Attenzione: Mai mettersi di fronte a me a tavola. Solo il moroso osa. Tanto le braghe gliele lavo io.

Consolare le persone. Non sono empatica. O quanto meno non esprimo empatia. Non sono capace. Alle volte le persone hanno solo bisogno di una parola di conforto, un gesto, magari anche insincero, che le faccia sentire meglio. Uno sguardo, il calore dell’amicizia. Io no. Non riesco. Se provo risulto falsa, oppure pedante, o troppo dura. Sono una sociopatica, quindi non è del tutto colpa mia, ma proprio non riesco a consolare le persone. Se uno/a si mette a piangere davanti a me, sto lì. Ferma. Immota. Priva di espressione. Inutile come la Boldrini.

Ascoltare chi parla Spagnolo. Non riesco a non ridere. Forse sono cretina sul serio, ma se uno parla spagnolo a me viene da ridere. Ma anche se è Spagnolo proprio eh! Niente da fare.

Stare composta su una sedia. Dopo dieci minuti, ovunque io sia – mi succedeva ad ogni riunione, a Lux – comincio a muovermi, incrociare le gambe, alzarne una e metterla sotto il culo, poi mi stiro sulla sedia, poi mi risposto e mi appoggio allo schienale, poi alzo la sedia, poi la sposto, poi la riabbasso, poi mi cavo le scarpe che mi dan fastidio, poi ne perdo una e mi stendo per andarla a recuperare senza che se ne accorgano – ovvio che se ne accorgono – poi scrocchio il collo… Tutto così.

Ricordarmi anniversari, compleanni ecc. Non so se dipenda dal fatto che ho il cervello marcio, o dal fatto che di fondo di queste cose non me ne frega assolutamente nulla. Me li dimentico però. O li sbaglio clamorosamente, generalmente in anticipo.

Ecco, non è ovviamente tutto, ma sono le cose che mi vengono in mente più immediatamente. Voilà.