E’ più di un anno che non scrivo un rigo qui, ma non ho mai veramente pensato di chiudere definitivamente tutto perché… Mah, perché ci ero affezionata, forse, perché sapevo che sapere di avere un posto mio, una valvola di sfogo, la pos-si-bi-li-tà di scrivere mi piaceva e non ero disposta a rinunciarci.

Son successe delle cose. Nell’ultimo anno. Tante cose. Al di là delle cose banali (Sì, Agata è cresciuta, ha fatto due anni è sempre più bella e sempre più scassacoglioni, che se entro settimana non mi comincia l’asilo probabilmente la strangolo) io sono cresciuta -31! – ma non divento sempre più bella, sono sempre il solito cesso, solo più vecchia e con le fette fiappe, e tante altre cose.

Riesco a lavorare, prevalentemente da casa, continuo a lavorare da autonoma e mi piace anche quello che faccio. E mi pagano!!!! Poco, ovviamente, ma mi pagano.

Sono diventata una mamma single.

E’ successo, non so nemmeno io come, perché, percome. E’ successo. E’ successo che non si scopava più, che mi dava più spesso fastidio che gioia averlo intorno, che sono diventata una stronza insopportabile, che … Non lo so. Puttanate.

E’ successo che non ci amavamo più. Io almeno. Che un giorno mi son svegliata e mi è successa una cosa terribile, ho avuto un po’ di tempo per pensare e ho provato a vedere il futuro e non lo vedevo. E quel pochissimo che vedevo (rimanere così, lì, provare, restare) era così terrificante che non volevo vederlo. E allora abbiamo parlato, discusso, rotto roba, pianto, rovinato alcuni mesi della vita di Agata (spero non TUTTA la vita, altrimenti mi ammazzo) provato a capire – che non c’era NIENTE, NIENTE da capire, è tutto chiarissimo quando ti succede, sembra che ti venga addosso una macchina da quanto fa male ed è violenta la consapevolezza che non ce n’è più – provato a tenere duro. Ho fatto finta.

Ho fatto finta per un po’ e poi ho pensato ai prossimi vent’anni e allora ho cominciato a piangere in cucina, tutti i giorni, tutti i momenti che Agata mi lasciava in pace piangevo. Per me, per noi.

E’ brutto. E’ orrendo lasciarsi, è orrendo il balletto che segue, dividersi i giorni, organizzarsi, tutto. Ma poi piano piano migliora. Almeno per me migliora. Forse sono una persona malvagia, forse non avrei mai, mai dovuto avere figli, forse non sono nemmeno normale, me lo sono chiesta un sacco di volte e me lo chiedo ancora. Forse non merito amore perché non sono capace di darne, questa cosa mi terrorizza, ma io lì non ce la facevo più, mi stava sulle palle perfino la bambina. Sono una compagna schifosa e una mamma di merda, ma lo ero ancora di più, sa dio cosa succederà adesso.

E’ dura. Dura con le cose di tutti i giorni, coi conti, con la casa, con la piccola che vuole  suo padre, dura.

Ma è meglio che sentirsi morire, o peggio, guardando il futuro avere voglia di morire.

Ciao.

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