Ci siamo.

Ormai ci siamo. Mancan giusto un paio di giorni.

Ci siamo.

E io, ovviamente, sono nella mmerda. Ma proprio lammerda, quella maròne e puzzolente. No, mica che non ne abbia voglia (NON NE HO VOGLIA) è che io queste cose nonsoncapace. Non-sono-capace. Che poi vengono tutti e i nonni e le zie e gli amici e lavacadeto… Tut-ti.

E allora “ma daiii, dove lo facciamo!? Come ti organizzi, vuoi una manooooo?” NO che non voglio una mano. Ce la faccio benissimo da me.

Nonsoncapace

Ci siamo.

Manca niente ormai e io non ho ancora organizzato una beata cippa. Quell’altro figurati… su che si chiava Heidi in tutte le posizioni immaginabili! …’stardo.

Domenica. Oggi è giovedì. Vedi tu.

Il 1 giugno 2014 la luce dei miei occhi, la meraviglia bionda che è uscita dalla mia panza dopo esserci stata dentro per nove mesi, quella cosa così BELLA che ancora adesso quando la guardo ogni tanto mi vengono le lacrime di gioia, così … (ogni tanto, altre volte vorrei che avesse diciassette anni, così potrei menarla senza rimorsi), Agata, mia figlia, la serial killer dagli occhi di ghiaccio, compie 1 anno.

E devi fare la festina. Eh figurati! Se non le fai la festina. TUTTI vogliono che la si faccia la festina. E facciamo  sta cazzo di  La bella festina, no? Che poi magari domenica piove anche. Niente di più facile.

Non è cattiveria, ho una voglia folle di farle una festa, di farla essere felice, ce l’ho sempre quella voglia lì, è che nonsoncapace. Una cosa piccola sì, ma tutta la gente, dai suoceri col giardino, prepara da mangiare, stai là un giorno intero ecc.ecc. io impazzisco. E se tanto mi dà tanto (sì, Agata è proprio figlia mia) anche lei, dopo un po’.

Inoltre ci saranno migliaia di parenti, amici, tutti lì con gli smartfoùn a fare foto su foto e:
1. Io in questo periodo possiedo il fascino di un cetaceo morto abbandonato su una spiaggia da mesi.
2. Agatina da qualche tempo cammina. Quindi cade ogni tre-quattro passi. Inoltre ha imparato che arrampicarsi sulla spalla del divano è divertentissimo, ma ancora meglio è lasciarsi poi cadere. Risultato: Un bozzo in mezzo alla fronte che oltre ad essere in rilievo è anche un po’ blu. Solo un po’.
3. Il padre di Agata, nonchè mio partnerzzzzzz, “mi sa che ho la febbre”. Fattela passare. Oppure tientela, tanto vieni, dovessi portartici col polmone d’acciaio, ma tu vieni E MI DAI UNA MANO.

Ma ce la possiamo fare, probabilmente non verremo bene in foto, probabilmente domenica sera avrò un mal di testa di quelli che preghi Visnù che la piccola si addormenti di schianto (sarà così, almeno su quello son sicura) alle 7 e venti, così poi tu vai a letto, probabilmente siamo una famiglia un po’ sciancata, ma siamo noi.

E’ già passato un anno.

Celebration

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