Prendo in prestito l’idea da Antipastomisto (gliel’ho chiesto eh!! E m’ha detto di sì, anche perchè sarebbe stato scortese dire di no, tipo che era una richiesta di quelle che sai già che ti dicono di sì, altrimenti si rischia di sembrare maleducati ed antipatici) che è bellissima!!

Che io mi dico sempre che mi autocelebro troppo, soprattutto qua. E se c’è una cosa che mi da sui nervi – non è che non la sopporti, o che se uno lo fa io poi lo odio per sempre, per carità, mi da sui nervi però, mi irrigidisco quando qualcuno lo fa, ecco – è quando qualcuno si autocelebra, insomma si fa i pompini da solo “io so fare benissimo questo, io sono empatica/o, io faccio delle torte buonissime” e così via. Poi magari lo faccio anch’io, maaa… NON OGGI!

Infatti l’idea meravigliosa di antipastomisto (che tale è anche perchè lei scrive PROPRIO BENE) è di elencare le cose che sai fare … Male. O malissimo. Che ce n’è eh!

Preparare i dolci. Non so perchè, forse c’entra il fatto che non sono particolarmente golosa, forse solo non sono capace, non lo so. Ma, nonostante non cucini malissimo – me lo dicono gli altri, è vero che magari me lo dicono per essere cortesi, ma non ce ne sarebbe bisogno, potrebbero stare zitti e non dire niente, no? Cioè non è che se una cucina male per forza devi dirle che è un mago della cucina, per essere cortese, basta non dirle che i suoi piatti fanno cagare sassi aguzzi – i dolci che provavo a fare mi venivano invariabilmente, sem-pre unammerda. Tutti. Mi vengono brutti e anche cattivi. Ora non li faccio più. Venite a cena da me e volete il dolce? Portatevelo. Così vi libero dall’imbarazzo del presente alla padrona di casa.

Ballare, la qualsiasi. Non so ballare. E ci provo eh! Una volta no, mi vergognavo tantissimo, ma adesso con Agata faccio i balletti – una figlia/o per questo genere di cose è tipo “tana libera tutti”, puoi fare tutto, tanto lo fai per il bimbo – e ancora non riesco. Non mi muovo a ritmo, non mi muovo proprio. Sembro sempre un frigo con le gambe, è molto più brava ed aggraziata Agata di me, nonostante stia in piedi a malapena.

Cantare. Sono stonata. Tanto stonata. E la mia voce, quando canto, è gradevole come il suono di una fresa da metallo. Da sempre eh? Mia mamma mi dice che da bambina, pur di non farmi cantare mi davano i gelati, così stavo con la bocca piena e loro si risparmiavano lo strazio.

Parcheggiare a destra Se trovo un posto sulla sinistra, zac! Una maga sono. Temprata da anni di centro cittadino, occhio di falco e rapidità da pantera, mi infilo ovunque stia la macchina. Dall’altra parte no. Parcheggio come una suora ipovedente col cappello e l’artrite alle braccia. Anzi, sovente lascio proprio perdere.

Versare il vino. Condivido con l’autrice del post questa iattura. Non riesco mai, mai, MAI a versare, a me stessa o ad altri, il vino senza che almeno una goccia (bastarda, troia, puttana che non viene via MAI PIU’) cada sulla tovaglia. Mai. Inoltre, siccome a tavola se parlo e mi accaloro, inizio a mulinare la braccia, spesso centro il mio bicchiere (tipo i calici) e lo sparo sulle braghe di chi ho di fronte. Attenzione: Mai mettersi di fronte a me a tavola. Solo il moroso osa. Tanto le braghe gliele lavo io.

Consolare le persone. Non sono empatica. O quanto meno non esprimo empatia. Non sono capace. Alle volte le persone hanno solo bisogno di una parola di conforto, un gesto, magari anche insincero, che le faccia sentire meglio. Uno sguardo, il calore dell’amicizia. Io no. Non riesco. Se provo risulto falsa, oppure pedante, o troppo dura. Sono una sociopatica, quindi non è del tutto colpa mia, ma proprio non riesco a consolare le persone. Se uno/a si mette a piangere davanti a me, sto lì. Ferma. Immota. Priva di espressione. Inutile come la Boldrini.

Ascoltare chi parla Spagnolo. Non riesco a non ridere. Forse sono cretina sul serio, ma se uno parla spagnolo a me viene da ridere. Ma anche se è Spagnolo proprio eh! Niente da fare.

Stare composta su una sedia. Dopo dieci minuti, ovunque io sia – mi succedeva ad ogni riunione, a Lux – comincio a muovermi, incrociare le gambe, alzarne una e metterla sotto il culo, poi mi stiro sulla sedia, poi mi risposto e mi appoggio allo schienale, poi alzo la sedia, poi la sposto, poi la riabbasso, poi mi cavo le scarpe che mi dan fastidio, poi ne perdo una e mi stendo per andarla a recuperare senza che se ne accorgano – ovvio che se ne accorgono – poi scrocchio il collo… Tutto così.

Ricordarmi anniversari, compleanni ecc. Non so se dipenda dal fatto che ho il cervello marcio, o dal fatto che di fondo di queste cose non me ne frega assolutamente nulla. Me li dimentico però. O li sbaglio clamorosamente, generalmente in anticipo.

Ecco, non è ovviamente tutto, ma sono le cose che mi vengono in mente più immediatamente. Voilà.

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