Sono cose che mi porto dentro da un bel po’. Più di un bel po’ e che ti tirano la pelle, ti gonfiano la testa che ti sembra che ti debbano schizzare via gli occhi, che me le porto dentro e non lo dico a nessuno, non lo faccio vedere, non POSSO dirle a nessuno, perchè se lo faccio chissà poi cosa succede.

Allora fai finta di niente e vai avanti. E ce l’hai ancora lì, sempre dentro. Forse è normale, forse no, io VORREI che fosse normale, vorrei non provarlo, vorrei essere quella che ero e che non sono più, forse. Vorrei PROVARE. Nel senso di Feel, non di Try.

Sono infelice. Letta così sembra una stronzata, probabilmente lo è, ma sono infelice, sono spenta, vuota, morta. Infelice. Dovrei essere felice, dovrei essere piena di energie, dovrei essere radiosa, invece sono triste, infelice, lamentosa.

A volte ci guardo, che siamo sempre lontani, che non riusciamo più neanche a baciarci davvero, che non ti cerco più, non mi ricordo nemmeno com’è fatto quel capolavoro che è il tuo uccello e penso che ho sbagliato tutto, che sto sbagliando tutto, che niente tornerà com’era, che è finito tutto. Ma poi penso a te, a noi, ti sento, torni e ti amo così tanto e non riesco bene a fartelo vedere, ma ti giuro che è vero, sei tu, solo tu. E poi ci guardo un momento e sembriamo la sacra famiglia e mi viene da ridere, il momento dopo penso a noi, com’eravamo, e so che non saremo mai più così e provo IL TERRORE di vivere tutta la vita così come adesso. Ho paura.

E mi sento così stanca, così sola, così disperata che non riesco neanche a piangere da tanto che sono disperata. Sto seduta in soggiorno, davanti alla finestra, ti allatto e guardo fuori. E non vedo niente. Mi sento così sbagliata, così costretta in qualcosa che non sono io, che non riesco a controllare, a dominare. Mangio e poi vomito, una sera su tre. Ma se ti guardo, in quei tuoi occhioni azzurri sbarè, che assomigli anche al tuo papà (poco) lo so, che farei qualunque cosa per te. Qualunque. E lo stesso mi sento sbagliata, mi sento orribile. Non riesco, non posso pensare che sarà sempre così, ci sono delle volte che vorrei …

Che mi chiedo se abbiamo fatto bene, se non abbiamo fatto LA stronzata, se sarò capace, se non abbia (io, sì io) distrutto tutto per egoismo, per … Non so per cosa.

No, non c’entra un cazzo l’amore, LO SO che non è quello, anche se ci sono dei giorni che la strozzerei, lei E’ l’amore, è tutto, è troppo. E’ troppo quello che sento per Agata? Non rimane nient’altro per gli altri? Sono così poco io? Così limitata? E’ per quello che mi sento così male, così sballata?

O è quella domanda, quella cosa che ho dentro, che gira, che preme che non riesco a dire a nessuno, che mi porto dietro e mi vergogno, così tanto che mi faccio schifo, mi sento come se non avessi il diritto di farmela. E non ce l’ho il diritto.

Tanto non serve a niente.

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