Ancora vivi.

Tutti, tutti e 4. I due più piccoli son quelli che se la sono cavata meglio, in realtà. Avevi dubbi? io no. Sono indistruttibili quei due lì, fatti di TITANIO, cazzo.

Agata ha passato l’ultimo dell’anno con noi, ovviamente visto e considerato che senza di me non mangia, ed ha allietato la serata di tutti (eravamo in 7) con sorrisoni, risate, balletti, scoregge ed urla belluine (di gioia, ‘na volta tanto). E’ sempre più bionda, sempre più grossa (sembra un tacchino con la panza – tutta sua mamma!!!), sempre più incredibilmente bella.

Sì, sì. E’ proprio bella. Non è core de mamma, nè il fatto che i frugoli son tutti belli. E’ lo stereotipo del bimbo bello, tipo quelli sulle confezioni dei (maledetti) pannolini.

Sul piano delle relazioni interpersonali abbiamo fatto dei grossi passi avanti, ora non ti guarda più come una sociopatica che valuta quale sia il metodo migliore per farti fuori (tutta la mamma, cara da Dio!!!!), anzi, sorride, ride, si fa spupazzare, batte le mani, balla. Io ho il sospetto che sia tutta una finta ed in realtà Agata sia come Dexter Morgan, una serial killer in incognito, ma almeno quando siamo in compagnia facciamo delle gran figure, grazie a lei.

Durante le feste ho mangiato come se non avessi più un domani, al punto che, il 28, ho pensato che davvero non avrei visto il giorno successivo, mi son sentita morire, poi grazie a massicce dosi di effervescente Brioschi, all’impagabile aiuto di Illo che ha tenuto la bimba per un po’, a un paio di rutti orrendi ed ad una cagata che mi ha sinceramente spaventato (avrò perso un paio di kg, come minimo) mi son sentita molto meglio. Ma ancora oggi, se visualizzo un cotechino, mi sento morire.

Ho ricevuto molti regali, alcuni molto seri ed utili (tutta roba collegata al mio NUOVO RUOLO DI MADRE) che, vabbè sono appunto seri ed utili, alcuni più frivoli, graditi, uno completamente folle (Sì, ovvio, il padredimiafiglia): Un magnifico Basso acustico Ibanez!! Con il quale ho scassato la minchia a tutti per tutte le vacanze, provando incessantemente (escluso quando Agata mi reclama, cioè sedici ore su ventiquattro) questa canzone.

Come mi viene dici? Una merda. Un po’ perchè il basso lo suonavo tipo otto anni fa e mi fan male le mani solo a guardarlo, un po’ perchè non si trovano i tab da nessuna parte e devo copiare da quelli di iutiùb, un po’ perchè anche quando ero allenata facevo cagare, parecchio perchè è dif-fi-ci-le.

Però a furia di darci ci siamo riusciti (abbiam tirato su chitarra basso voci e la ritmica a mestolidilegno su tavolo) e Agata ha gradito un casino!! Ha riso e ballato (Non è che balli, si muove scomposta – tutta sua madre – sul posto che ovviamente non sta ancora in piedi) come una matta! Io di mio ho interpretato appieno il bassista carismatico, scalza, vestitone in lana cotta su pantacollant bucati, tutta impegnata a cercare di pigiare quelle cazzo di corde, che il mi sembra il cavo della Funivia di Malcesine…

Ecco, fin qua le cazzate. Il resto è fatica, tutti i giorni, ma ce lo siamo voluti.

Buon anno!

PS: Nel senso di buon proseguimento, ma scrivere buon proseguimento mi fa venire la colite da gran che è brutto, quindi buon anno.

 

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