Dai dai che la butina dorme, forse ghe la fo.

ieri ho visto Rush, di Ron Howard. La storia romanzata, del mondiale f1 1976. La storia della sfida, della battaglia tra Lauda e Hunt. E’ ovvio, io non sono obiettiva, a me bastava anche un ora e mezza di riprese dell 312 t2 che sarei stata piu che contenta ( una delle macchine piu BELLE di sempre).

Spesso i film sullo sport sono francamente brutti, agiografici, retorici, noiosi, troppo “da appassionati” per il pubblico che non si interessa di sport, troppo poco realistici per gli appassionati.

Beh, rush è un film, invece. Un gran bel film. Per chiunque. La storia di due ossessioni. Sì, la rivalitá tra i due è troppo spinta, sì Lauda non era così stronzo come lo si dipinge ad inizio film ( anzi, più che stronzo sembra un disadattato), ma non importa. C’ è tutto il resto, gli anni 70, le piste incredibili, i morti come fosse normale morire in formula1, due persone diversissime che si stanno sulle palle ma si rispettano.

C’è una regia fantastica delle scene di pista, poche pippe sentimentali (hunt scopa con qualunque cosa si muova, Lauda invece no), ma solo il racconto di una storia che è giá di suo incredibile, fantastica. Di come c’erano due mondi in quei due piloti, da una parte un cialtrone bellissimo che corre per un team formato da un baronetto, che alle corse si porta gnocca, ostriche e champagne, dall’altra il primo pilota “moderno”. Attento, concentrato, velocissimo. Chi sarà il più simpatico, eh? C’è tutto e tutto è raccontato benissimo, con delicatezza, romanzando, ma senza violentare o stravolgere la realtà.

Lauda che come Lazzaro risorge e manda affanculo il prete (vero), Marlene che appena può entrare nella stanza di ospedale dove è ricoverato Niki non riesce nemmeno a guardarlo (vero, poi si è abituata), Hunt che scherzando dice a Niki che é l’unico uomo che bruciandosi la faccia ha migliorato il suo aspetto (è vero pure questo!).

C’è lo spirito della formula, di come era, come dovrebbe essere e non è piu. Ci sono Hunt e Lauda, che all’inizio sembra che sia figo solo Hunt, poi capisci che l’eroe, quello VERO, è l’austriaco, quello che torna dalla morte, lui che non capisce cos’abbia da guardare, tutta ‘sta gente, perchè gli parlano e gli guardano le orecchie!?!? Poi capisce.

La scena d’apertura e’ goduria pura.

Ho pianto durante la degenza di Niki in ospedale, in TUTTA la scena del Gp di Monza, quando torna, si caga addosso e poi si riprende e finisce 4º, con le ustioni che sanguinano sotto il casco e ho pianto alla fine, che è fatta bene, delicata, bella. Ci sono le ultime due scene che davvero sono bellissime, Hunt poco prima di morire – ancora bello come il sole – di infarto a 45 anni e Niki vecchio, bruttissimo e ancora li.

Come doveva andare. Ma cos’han vissuto loro!!

Bello, bello e bello.

P.S.: Brühl non interpreta Niki Lauda. E’ Niki Lauda. Non mi stupirei un cazzo lo nominassero agli Oscar, veramente.

P.P.S.: Andrebbe DAVVERO visto in lingua originale, non per snobismo, ma perchè il doppiaggio italiano ha (forse giustamente) appiattito qualsiasi accento.

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