Questo è un sentimento personale. Uno sfogo personale, mio.

Quindi premetto: Non me ne frega un cazzo in questo momento dei morti in Siria, dei poveri palestinesi, degli Afgani o di qualunque altro cazzo di posto in cui le attività di Politica estera Statunitense abbian fatto ( o si presume abbian fatto) danni.

Qualcuno ha messo almeno tre bombe nei dintorni dell’arrivo della maratona di Boston, facendole esplodere intorno alla 4° ora dall’inizio della maratona, quindi quando arrivano gli amatori. Non gli atleti pro. Morti, feriti, un sacco di gente che resterà invalida per sempre. Un bambino di 8 anni ammazzato.

A Boston.

A Boston, cazzo. Durante la maratona, che … Io amo Boston, come amo in linea di massima gli States. Ma Boston di più, perchè è una città meravigliosa, poco americana, forse, ma la giri a piedi, è piena di giovani, è bella e vivace. E Back bay – dove sono esplose le bombe – è bellissima. E sfregiare Boston è ingiusto e mi fa venire da piangere, uccidere delle persone, delle famiglie, dei bambini che erano lì per una giornata di festa, coi primi caldi, è una cosa ripugnante, repellente.

Io, che non vedo l’ora che la salama sia grande abbastanza da farsi un volo intercontinentale per portarla proprio a Boston, in quei posti che adoro.

Spero che lo/li trovino. In fretta. E spero che soffra/soffrano. Tanto. E a lungo.

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