Vuoi salvare una serata in cui il tuo uomo rientra molto tardi, molto stanco, parecchio incazzato e perdipiù affamato?

Dagliela, subito. Oppure prenota in un ristorantino carino a 200 mt. da casa, fatti trovare pronta e via. Oppure vai al cinema. Così ti cavi dalle balle e quando torni magari gli è passato lo scazzo.

Se invece sei pigra ma piena di buona volontà puoi provare a fare questa ricetina. Sappi che non riceverai adeguata soddisfazione, se non quella di vederlo mangiare come un bufalo, sentirlo ruttare fragorosamente e pronunziare (sbuffando) “Buono però!”.

Anche queste sono soddisfazioni.

Iniziamo, dunque!!

Infilati un caftano o tipo sari, una roba setosa e colorata. Ce l’avrai no?! Da qualche parte c’è. Cerca bene. Cavati scarpe e ciabatte, la ricetina va preparata scalza. Rigorosamente, altrimenti non viene bene. Sarebbe anche il caso di mugugnare qualche stronzata stile canto indiano/mantra di yoga, ma è lo stesso.

Apri il freezer, da qualche parte – madonna che casino!! Devo mettere ordine, altrochè! Ah, ma sabato mi ci metto e butto via TUTTO – ci dovrebbero essere delle bistechine di manzo o vitello, ancora mangiabili. Altrimenti, vedi, lì dietro? Sì, lì, ostia! Dietro i piselli del 2002, eccolo lì! C’è del pollo. Petto. Escilo dal freezer.

Dopodichè prendi:

– 1 melanzana, buona. Di quelle lunghe, nere. Tipo melanzana, insomma.
– 2, 3 Zucchine, anche quelle ancora dignitose.
– Sedano
– Carote, 2 grosse.
– 1 scalogno o 1/2 cipolla bianca. Se non ce l’hai bianca va bene anche rossa, o gialla.
– Curry in polvere (eh! Ho scritto io che è indiana)
– Zafferano, 1 bustina
– Farina, poca
– Latte poco
– Sale, pepe, amore e fantasia.

Come sempre, taglia le verdure, iniziando da scalgono o cipolla, sedano e carota, che ci mettono di più a cuocere, getta il tutto nella solita padella, bella grande, con un po’ d’olio, un bel po’. Non friggerle, eh! Solo soffriggile. Quando cipolla e carota si sono scottate, aggiungi un pochino di acqua (poca, se no poi diventa tutto lesso e non sa da un cazzo) e 1/3 di dado. Fai andare. A fuoco medio/basso.

MEDIO/BASSO!!! Ziocàn, vuol dire medio/basso, non che le lingue di fuoco avvolgono tutta la cucina!

Mentre tutto cuoce, taglia anche melanzana e zucchine, mettile in padella e mescola un po’. Alza il fuoco per due minuti. Riabbassalo. Medio, diciamo. Copri tutto e abbassa il fuoco.

Prepariamo ora la salsina, chè se sei scalza in cucina ad infilarti briciole di patatina sotto i piedi, è solo per lei, la salsina – è curioso come le briciole di patatina, che sono così fragranti e friabili sotto i denti, sotto i piedi diventino acuminate e resistenti come cocci di vetro – indiana. La salsa si fa così: Prendi burro o margarina (io ho usato il burro perchè la margarina in casa mia NON ENTRA) fallo sciogliere in un pentolino, lentamente, aggiungi un cucchiaino scarso di curry e la bustina di zafferano. Mescola, mescola, mescola. Aggiungi ora la farina. Un cucchiaio è sufficiente, se la vuoi più densa, metti un cucchiaio e mezzo.

Mescola
Mescola
Mescola.

Mescola
Mescola
Mescola.

Se no vengono i grumi, nemici della cucina e dell’indianità. L’indiano teme il grumo più dei Marò, per dire. Togli tutto dal fuoco e aggiungi il latte. Oh!! Hai dato un occhio alle verdure!?!?!? Eccola!! Lo sapevo io!! Zecche incendià! Spegni il fuoco un attimo, no? Va ben, dai sono ancora salvabili. Dicevo, aggiungi il latte, lentamente. Devo ripetermi? Mescola. Mescola e mescola. Mescola. Rimetti sul fuoco, fai sobbollire (fuoco BASSO), finchè non raggiunge la tipica consistenza della salsina al curry e zafferano indiana. Cioè a cazzo. Aggiungi sale e tasta. Fa schifo? Ottimo, è pronta.

Ora, fai dei bocconcini col vitello o col pollo, facciamo pollo, dai. Bocconcini, dicevo. Riaccendi le verdure e butta il pollo. Farà acqua, ovviamente, quindi alza la fiamma, mescola e salta. Sala, pepa, aggiungi un po’ di spezie.

Quando è morbido senza essere bagnato vuol dire che ci siamo. Metti in tavola e aggiungi la salsina nel piatto. In realtà, è meglio aggiungere la salsa direttamente alla carne, così insaporisce e diventa buonissimo.

Giuro, buono.

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