Torno un momento sulla questione del caso diplomatico Italia-India, riguardo l’uccisione dei pescatori da parte dei due fucilieri della San Marco, a bordo della petroliera Enrica Lexie, avvenuta in acque internazionali.

Bene. Le uniche cose verificate della frase di cui sopra sono il nome della petroliera ed il fatto che ci si trovasse in acque internazionali. Sebbene l’ultimo sia tuttora controverso.

Diamo per buono il fatto che le due vittime fossero DAVVERO pescatori. Diamo per buono il fatto che il St. Anthony fosse DAVVERO un peschereccio. Così, per essere carini.

Le posizioni relative dei due natanti non sono MAI state chiarite, il comandante del peschereccio ha cambiato almeno 3 versioni. Nessuno, ripeto NESSUNO ha visto i due militari italiani sparare. Il comandante del peschereccio (posto che sia un peschereccio, ma abbiamo detto che lo diamo per buono) prima ha dichiarato che tutti, eccetto i due morti, dormivano, poi ha detto invece che lui s’è svegliato ed ha visto una nave grande nera e rossa da cui proveniva il fuoco. C’erano, in quei momenti, 5 navi in zona. Tutte Grandi (mercantili e petroliere) e tutte, guarda caso, nere e rosse. Come il 99% delle petroliere e dei portacontainer.

Punto uno. Punto due, le armi presenti a bordo della Enrica Lexie sono state sequestrate dalle autorità indiane, con il beneplacito dell’Italia, che ci hanno potuto fare sostanzialmente il cazzo che volevano. Punto tre. L’autopsia dei due pescatori, posto che sia stata veramente eseguita, non è stata condotta alla presenza di un qualsivoglia esperto convocato dalla difesa, o dal governo italiano. I corpi dei morti non sono più disponibili. Cremati. Autopsia dalla quale, peraltro, si evince che la pallottola trovata nella testa di uno dei due pescatori è incompatibile con il calibro delle armi in dotazione ai fucilieri della San Marco.

Quindi:
1. Affermare che i due Marò abbiano ucciso i due “pescatori” indiani è del tutto opinabile. Sostanzialmente vale tanto quanto dire che il peschereccio fosse una nave di pirati. Nessuna prova, anzi.
2. Io personalmente ho dei fortissimi dubbi che due Militari di carriera (non due carabinieri di leva) abbiano sparato addosso ad una imbarcazione come il St. Anthony, senza prima sparare colpi di avvertimento. Considerando poi i pochissimi colpi sparati sul peschereccio, in pratica i due Marò avrebbero preso la mira e sparato secchi a colpo sicuro per uccidere timoniere e altro tizio in cabina. Anzi no, uno prima era in cabina, poi invece a poppa. Ma si sa, siamo indiani, non siamo tanto precisi.

E perchè, di grazia? Si sono agitati? Han preso paura e perso la testa? Due fucilieri del San Marco? Ma dai! Addestrati come sono? Di fronte ad una merda di cane marina, lunga nove metri? Ma l’avete visto il peschereccio? Il Reggimento San Marco è uno dei corpi di elite della difesa Italiana. Non stiamo parlando di due pirla che stan seduti a timbrare documenti.

Io credo che i due militari (CHE NON AVREBBERO DOVUTO ESSERE A BORDO DI UNA PETROLIERA PRIVATA!!! Che è QUESTO il problema) non abbiano affatto fatto secchi i due pescatori indiani. Credo che l’India abbia voluto creare un caso per mostrarsi “forte”, visto che a livello internazionale è giustamente considerata un nulla. Solo che è un nulla appena meglio dell’Italia, evidentemente.

Il problema non ha nulla a che vedere con i due militari, o con i pescatori morti (peraltro si contano a centinaia i morti tra i pescatori indiani che sconfinano nelle acque territoriali dello Sri lanka). E’ una questione diplomatica. In cui l’Italia ha fatto una figura di mmerda, presa in giro da una nazione di cialtroni. L’India.

Annunci