Giovedì sera, piccola città del Nord Italia. Serata morta, non fosse che siamo in periodo di lauree. 

Nella piccola, insignificante cittadina, infatti, è presente un Ateneo Universitario. O meglio, è presente un ectoplasma di Ateneo Universitario, chè le Università sono un’altra cosa, quelle vere. 

La piccola, insignificante cittadina gode tuttavia di una certa fama, dovuta principalmente a tre fattori: 

1. Bellezza architettonica e paesaggistica. Presenza di numerosi reperti d’epoca Romana. 
2. Presenza di un Sindaco mediaticamente molto attivo
3. Forte attivismo da parte di gruppuscoli di pseudo estrema destra, che sfocia generalmente nella produzione (meritevole, no!?) di: Cori da stadio di stampo razzista – pestaggi gratuiti (uno con decesso della vittima) ai danni di ragazzi/e, per le strade del centro cittadino – risse. Stop. Non si segnala alcun altro contributo alla vita sociale e/o politica della città da parte di suddette organizzazioni. 

Insomma stiamo parlando di un gruppo (nutrito) di giovani teste di cazzo che – siccome non hanno un cazzo da fare dalla mattina alla sera, eccettuato spillar quattrini ai genitori e, per i più brillanti, stare parcheggiati anni e anni all’Università – impegnano le loro importanti esistenze tra l’assidua presenza per vedere le gesta della loro squadra del cuore (andèmo a stadio a vèdar l’èllas) ed i tentativi di fare rissa la sera. 

Nella piccola, insignificante, sonnacchiosa cittadina, come in tutte le cittadine provinciali, ci sono numerosi locali, generalmente frequentati da giovanotti e giovanotte. Siccome si parla di una cittadina provincialotta, insignificante e ITALIANA, alcuni di questi locali sono caratterizzati dal colore politico degli avventori. O della maggior parte di essi. Chè, generalmente, gli Italiani se votano a sinistra ( o a destra, n’importa), automaticamente “SONO” di destra o sinistra. E l’aperitivo lo vanno a bere solo nei locali di destra o sinistra. 

Pensa te che teste di cazzo!

Insomma, è giovedì sera, periodo di lauree, i giovinotti, di destra e sinistra, tanto c’hanno un cazzo da fare, mica si svegliano alle 6.25, domani, escono a festeggiare allegramente. 

Allegri come sono, anche un po’ bevutelli, alcuni giovini, militanti in organizzazione che prende il nome da un famoso, quanto sopravvalutato, poeta statunitense, entrano proprio (ma guarda te, il caso alle volte!) in uno dei locali considerati “di sinistra” della cittadina insignificante. 

Intermezzo: 
In realtà c’è pochissima differenza tra gli avventori tipo del locale di sinistra e quelli del locale di destra. Le differenze si limitano fondamentalmente al vestiario, al taglio di capelli ed ai gusti musicali. Le cazzate che dicono, sono le stesse. Il rifugio in una sottospecie di “fondamentalismo politico” pur di non guardare alla propria pochezza intellettuale e pur di non scegliere autonomamente una PROPRIA linea di pensiero, pure. Per non parlare della voglia di non fare un cazzo. 

Ora, dicevamo, alcuni ragazzi entrano in un locale “avverso” e cominciano a fare casino, urlando, rompendo bicchieri, intonando canti idioti. Gli avventori, fino ad allora pacifici, del locale, li cacciano. Ok, morta lì. Mica tanto perchè pare siano spuntati da chissà dove dei coltelli, per fortuna subito rientrati. 

Insomma, questa mandria di coglioni se ne va. E dove va? A casa no, chè la notte è ancora nostra, come canta Venditti – che a me fa venire il reflusso, ma a molti piace – quindi in un altro locale. Giustamente. Ancora più “de sinistra” del primo. 

E lì si menano proprio. Dice uno dei “capetti” della suddetta organizzazione (peraltro eletto in consiglio comunale, OMG!!!) dice che non c’entrava nulla, era lì per festeggiare, gli han tirato addosso uno sgabello, lui non c’entra e comunque non era lì, era da un’altra parte e bla, blaaa, bla! Ridicolo. 

Non si capisce come mai la polizia, chiamata dopo la rissa, abbia lascaito questi ragazzi andarsene a casa tranquillamente. Forse che c’entri il fatto che costui è in Consiglio Comunale? Voglio pensare di no, naturalmente. Probabilmente è solo cugino di una nipote di Mubarak. O di Ahmadinejad. 

Il punto è che non è questione di destra, sinistra, centro, fascisti o comunisti. E’ questione di teste di cazzo. 

Una testa di cazzo non ragiona con la propria testa, perchè non ha abbastanza capacità per riuscire a farlo, deve ragionare tramite idee altrui, quali che siano. Alla fine basta bere, andare a  stadio, non pensare e menare le mani. 

Una bella vita, in fondo. 

Annunci