Ah! La gioia di aspettare.

Che io non volevo affatto che Biondaggini diventasse un cazzo di blog da premaman isteriche, ma dice che faccio molto ridere quando mi esprimo sulle piccole cose, l’intimità casalinga, i dolci momenti vissuti insieme, in questo calvario spossante viaggio meraviglioso (prima provi anche tu, poi ne riparliamo) che è la maternità. O l’incintitudine. Allora racconto, tanto non ho niente da fare di particolare.

Qui funziona che, dopo aver verificato la lieta (!?!) per quanto inaspettata (sì, è vero, avete ragione, inaspettata una cippa, se siete fan della vaginal creampie e rifuggete la pillola anticoncezionale sono tutti cazzi vostri) novella, aver festeggiato, esserci guardati languidi negli occhioni sprizzando amore incondizionato, aver pensato “ma ziocane, PER UNA VOLTA che si scopa come dio comanda…”, abbiamo iniziato a guardare in faccia la realtà. Un tantino sgomenti, anche, per dirla tutta.

Tipo… “E adesso?” Che è stato come se in casa nostra per un mesetto ci fossero all’ingresso, in cucina/soggiorno/sala, al cesso, in camera da letto, degli enormi cartelloni al neon lampeggianti con su scritto “E ADESSO!?” Più due cartelli personalizzati (quelli a LED) che troneggiavano sulle nostre teste, con la medesima frase.
Eh. E adesso ci organizziamo. Dico. Io.

Detto fatto. Nel senso che dopo aver detto questa cosa, mi son sentita come se avessi già fatto praticamente tutto, invece no, non funziona così. Devi davvero iniziare ad organizzarti. A maggior ragione se nel mezzo o quasi sai che ci sarà anche un trasferimento. Ma quello lo lasciamo da parte.

Parliamo di passeggini. Ora, fino a che tu sei semplicemente una tappetta bionda di 27 anni gattomunita, dei passeggini non te ne frega nulla, anzi, un passeggino, di preciso, non sai nemmeno come è fatto. Figuriamoci se sei un aitante (HAAAAA hahahaa Haaaa ha ha – vabè) giovanotto di 36 anni e mezzo, ben avviato nel lavoro, simpatico e pieno di verve, perdipiù fidanzato con la tappa di cui sopra. Niente, zero, il nulla.

Abbiamo allora iniziato a parlarne. L’uomodicasa ha esordito con “Ma siamo sicuri che sia proprio necessario?” al che io, sinceramente, ho avvertito forte il dubbio se fargli riconoscere la Salama o intraprendere una vita da ragazza madre. Chiarito che sì, è necessario, uomodicasa ha tentato di svicolare “Io pago, tu scegli, fai quello che vuoi basta che io non venga coinvolto”. Col cazzo. Come se mi divertissi. Allora, iniziamo a guardare insieme su indernedd, un incubo. Io non avrei mai pensato, mai che potesero esistere così tanti modelli, marchi, tipologie, di passeggini. Roba che cambiar macchina in confronto è una cazzata (e infatti lui ci ha messo un anno).

Guarda, informati, chiedi, parla, discuti, ascolta, ricevi consigli non richiesti, rincoglionisciti, litiga, fai pace, giungiamo almeno a definire alcuni paletti.

– Si compra unarobasola, cioè un combi o come cazzo si dice, uno di quei cosi che col telaio poi ci metti la culla, il passeggino e si ti dice culo c’è anche un seggiolino da macchina, almeno uno.
– Deve stare nei bauli di entrambe le macchine (nella mia è concesso tirar giù i sedili, altrimenti non ci sta neanche quello della Barbie)
– Devo essere capace di aprirlo e chiuderlo in un tempo ragionevole, senza amputarmi alcuna estremità (sembra facile, ma non è)
– Devo essere in grado di alzarlo ed abbassarlo senza che mi venga l’ernia.

Non abbiamo affrontato l’argomento “quanto costa”, tanto io sono quella che sono (purtroppo) e lui per la Salama è serenamente disposto ad andare a rapinare gli Uffici Postali, in caso di necessità. Allora ne abbiamo provati un po’. Scartati subito quelli a ruotine piccole che qua in Centro vengono a testare le sospensioni di moto e macchine per la Parigi Dakar, visto lo stato di strade e marciapiedi. Scartati un altro tot in quanto più grandi sia da aperti che da chiusi della mia macchina. Non del baule, di tutta la macchina. Scartati un altro tot “perchè è brutto, io con quella roba lì in giro non ci vado” Indovina chi? Bravissimo!!!

Sono rimasti (e sono tuttora in lizza) praticamente solo i modelli ” ‘codio!”, così catalogati in base all’esclamazione dell’uomodicasa, alla vista dei prezzi. Ora, non sto qua ad elencare la marche, i produttori sono prevalentemente nordeuropei o scandinavi. Ma. Agli scandinavi abbiamo già dato. Quindi lo escluderei.

Restano tre/quattro possibilità.

Ma tanto sono tutte specchietti per le allodole, mi servono per tenerlo buono e prender tempo – io HO GIA’ scelto – per spiegargli che il modello che voglio io – che ho visto in un negozio all’estero, mentre lui giocava a fare l’imprenditore – lo possiamo comodamente andare a comprare a Trento. Visto che in Italia, lo vendono solo lì.

 

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