Sono una deficiente.

Sono una deficiente di mio, in più sono una deficiente aggredita da orde di oRmoni (che se fossero Omoni, probabilmente cederei alla violenza).

Sono una deficiente di mio, in più sono una deficiente aggredita da orde di ormoni, in quanto incinta di 28 settimane.

Unire i puntini.

Le persone che conosco che hanno già bambini (che non sono molte, in verità) godono della mia ammirazione nel momento in cui le/li vedo che si spupazzano il piccolo mostro urlante tenero fagottino che ha allietato le loro giornate (per non parlare delle notti), in un comodo marsupio.

Mi piace l’idea, mani libere, bimbo/a vicinissimo, così lo puoi baciare a tradimento, passeggino opzionale, bava e vomito sparsi su tutto il busto. Il tuo busto, non il suo. Anzi no, anche il suo. Ed anche il marsupio. Mi piace un sacco. Puoi fare un sacco di cose, mi dico, con un comodo marsupio – la prima che mi viene in mente è sganciarla a suo padre, che la porti lui, almeno per un po’, ma il fatto che sia la prima non vuol dire che sia la principale, vuol solo dire che è la prima in ordine cronologico, no? – andare a spasso (ma lì va bene anche il passeggino), andare a fare la spesa, andare a prendere un aperitivo (eccheccazzo!!!! Tutti lì subito a dire “Eeeeh, ma pensi a queste cazzate, pensa alla tua bambinaaaaah e qua e là e su  e giù. Provate voi, allora!). Insomma un sacco di cose, mi dico, per cui sarebbe bello avere un marsupio. Che non ho.

Sarebbe molto utile, comprare un bel marsupio.

Sarebbe veramente veramente, una cosa intelligente comprare un marsupio.

Un marsupio è praticamente indispensabile, al giorno d’oggi.

DEVO uscire e comprare un marsupio.

Così faccio. Io generalmente, se devo comperare qualcosa (il devo può benissimo originare da autoconvincimento come quello di cui sopra), o meglio se devo scegliere, qualcosa ho due modalità:
1. Qualcuno (che reputo competente e/o sveglio e/o mi è simpatico e/o è un esperto del settore) mi ha consigliato un articolo. Lo compro.
2. Scelgo, nell’ambito di una determinata categoria merceologica presente nel negozio, l’articolo più caro.

Poi torno a casa e piango lacrime amare sulla mia idiozia.

Quindi esco, comincio a girare un po’ in cerca del mio oggetto del desiderio, nonchè oggetto indispensabile. Ne vedo un po’ ma nessuno mi soddisfaceva fino in fondo, carini, sì, ma qualcuno era complicato da infilare, altri non avevano abbastanza supporti, un altro a momenti mi ci strozzo… Insomma, poca soddisfazione. Finchè non trovo LUI.

Bello è bello. In tre fantastici colori, anche se ne avevano, scoprirò, solo uno disponibile in negozio. Blu scuro. Perfetto col vomito giallo, mi dico! Mi guarda dalla vetrina ed io son già persa nelle sue forme, nell’ergonomicità, nell’usabilità, ha fascino, poche balle.

E sono ancora fuori. Entriamo (ho cooptato un’amica) e mi dirigo secca verso la commessa. “Voglio quello lì, il marsupio, il 3 in uno, si può vederlo?”

Ma certo. Eccolo qua. Insomma, sto marsupio si divide in tre parti, si indossa facilmente (riesco a mettermelo perfino io!!!!) e lo puoi usare (e lì ho ceduto completamente, ogni difesa, andata, ogni dubbio, puf! svanito) fino ai tre anni della creatura. Circa.

Insomma, la faccio breve. L’ho comprato. Sul momento non ho nemmeno fatto caso a quanto mi han chiesto, tanto qualunque cifra mi sarebbe sembrata perfettamente ragionevole. Poi con la carta di credito io non riesco a rendermi davvero conto di quanto spendo, sono numeri scritti su uno scontrino.

Torno a casa tutta contenta e attendo il rientro dell’UOMODICASA, cui racconto subito tutto!! Lui fa solo una faccia un po’ contrita e dice “bello”. Poi gli dico quanto l’ho pagato.

Ecco, lì ha un po’ vacillato. Poi m’ha confessato che lui si era fatto una sua idea (tenendosi MOLTO largo sul prezzo) che corrspondeva circa alla metà di ciò che ho speso io.

Vabbè. Ma sono tanto simpatica!

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