Appena rientrata.

Io abito in una zona della città di difficile parcheggio, sempre. Non abbiamo garage, ma solo permesso di parcheggio per residenti, che, in linea puramente teorica, mi dovrebbe dare diritto a parcheggiare nelle vie limitrofe a casa (pretendere di parcheggiare proprio sotto casa è illusione).

Dal momento che “sonoincinta”, ma non sono tetraplegica, nè gravemente malata, guido ancora, vado a fare la spesa (niente pesi, of course), vado a fare tutte quelle cose che fanno le casalinghe – che sembra niente, ma se le metti tutte insieme e decidi di farle TUTTE, ti riempiono delle mezze giornate – e poi, mi metto di animo sereno a cercare un buco che non sia distante. Non troppo.

Botta di culo, dopo solo cinque minuti di gira e rigira trovo un parcheggio, vero, comodo, una signora è appena andata via. Metto la freccia e mi accingo alla retro.

Guardo nello specchietto dentro – già di mio quando faccio manovra, causa cervicale, uso sempre praticamente solo gli specchietti, figurati adesso, che girarmi a metà non è proprio il mio forte – e a retro già innestata vedo una macchinetta fiammante di quelle fighe, tipo Audi A1 che si infila di muso per un pezzo nel MIO parcheggio, a tutta manetta.

Ci sono rimasta talmente sorpresa che non mi sono neanche incazzata subito, faccio un chiaro gesto con il braccio – che cazzo fai? Sei scemo? – all’indirizzo del giovanissimo guidatore della macchinetta di merda e aspetto. Lui mi fa segno di spostarmi. Allora mi incazzo e rimetto la retro. Ulteriori smorfie del coglione, che abbassa il finestrino e dice che l’aveva visto prima lui il posto, xxiocàn, è un’ora che gira! Abbasso il finestrino e urlo “Ma stai scherzando!?!? Ho messo la freccia e stavo facendo manovra!”

Nel mentre due tizi che stavano passando sul marciapiede, si fermano e ci guardano. Con l’aria dei pesci da acquario, senza dire una parola. Il tipo non si sposta.

Io generalmente in queste situazioni, cedo. Mi viene una rabbia violenta, mi metto a tremare e piangere, ma cedo. Perchè sono una persona civile. Credo. Oggi no. Oggi mi è salita una furia incontenibile, giuro pensavo mi sarebbe venuto un infarto, mi son tolta la cintura e mi son girata, con la faccia paonazza (immagino) mi giro e gli urlo “Stronzo, vedi tu quello che vuoi fare, io adesso parcheggio!” ho rimesso la retro e ho iniziato ad andare indietro, lenta ma decisa. Lui si sposta un po’ ma non cede e vedo dallo specchio che è furioso e incredulo. Gli sono andata addosso, pianissimo.

Allora è sceso, il ragazzino di merda, inveendo non so cosa, perchè nel frattempo mi si erano aperte le cateratte e piangevo come una fontana, di rabbia e nervoso. Scendo, in tutto il mio metro e mezzo di rabbia e incintitudine e comincio a dirgliene talmente tante che non so se abbia aperto bocca o meno, se me ne abbia dette anche lui, tanto io urlavo e non sentivo altro che la mia voce. “Sei un deficiente!! Imbecille, IO CI ABITO QUI!! E passo delle ORE a cercare parcheggi perchè gli stronzi come te mettono le macchine a cazzo, razza di bambino stupido!! Non me ne frega un cazzo di quello che HAI VISTO! Io ero già dentro e tu te ne cerchi un altro, maleducato, caprone! Ne ho LE PALLE PIENE di gente di merda come te!!!!!!”

Credo che la panza e l’andamento a papera abbiano sortito l’effetto di stupire il bamboccio, il quale ha balbettato qualcosa, tipo delle scuse idiote, ed è rientrato (seguito dagli sguardi severi dei due pesci rossi – dirgli qualcosa prima no, eh!?! – ) in macchina.

E’ possibile che io sia dovuta scendere, che mi sia quasi scoppiata una vena sulla tempia, che sia arrivata a dover urlare insulti per strada solo per ottenere che questo ragazzino di merda si togliesse dai coglioni, solo per ottenere un mio diritto, visto che stavo GIA’ parcheggiando!?!? E’ possibile?

Perchè l’Italia è un paese di merda?

Perchè è abitato da gente di merda.

 

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