Nell’ambito delle varie cialtronat… (discussioni) a proposito del finanziamento pubblico ai partiti e movimenti politici — Sì – No, VOTA QUI!!! In palio 1.000 Iphone 5 bacati!! Non vanno ma ti potrai fare bello anche tu, sfoggiandolo all’aperitivo! — viene spessissimo tirata in ballo la Cooossssss-tiiiii-tuuuuuuu-zzzziooooooo-neeeeeeeeeee, come un totem immodificabile, una specie di “tavole della legge”, di derivazione sostanzialmente divina, come tale perfetta per definizione.

Peccato che la Costituzione Italiana non sia il frutto della discesa dello Spirito Santo sui “paaaaaaaaadriiiiiii cossssssstitueeeennnntiiiiiii”, ma sia il frutto di una serie di incontri, accordi, compromessi, scopiazzature, riunioni, breinstormìn’ (come dicheno gli ammmericani), volti fondamentalmente a:
1. Evitare il riproporsi di situazioni che potessero in qualsiasi modo facilitare un ritorno di un qualche tipo di dittatura. Come han fatto a fare questo? Nel modo più semplice: Impedendo la governabilità. Inutile che ci raccontiamo cazzate, è così. E’ stata fortemente voluta, l’impossibilità sostanziale di governare il Paese da parte di chicchessia, per almeno una legislatura completa. Sarebbe sufficiente leggere l’art. 70, per rendersene conto.
2. Evitare tensioni sociali, che avrebbero potuto sfociare in una rivoluzione. Mantenendo l’impostazione di stampo fascista delle corporazioni, sindacati, camere del lavoro, concertazione, sistema di welfare. Che, dal dopoguerra in poi sono state sostanzialmente prese in mano dal PCI e dalle sue emanazioni, in cambio della pace sociale.

Il resto, perdonatemi, è tutta fuffa. Insomma, qualsiasi costituzione di qualsiasi paese occidentale contiene dei principi volti a garantire libero accesso all’istruzione, parità di diritti per generi, religione ecc.ecc. – Che poi come tutte le dichiarazioni di diritti sono facilissimamente aggirabili. Ed infatti vengono puntualmente disattese (art. 36, 37, art. 7, 8).

Insomma, la Costituzione è un pezzo di carta, su cui stanno scritti dei precetti, delle leggi, degli articoli, che non sono di derivazione divina, ma sono il frutto di accordi tra persone. La caratteristica che ad oggi accomuna maggiormente queste persone è il fatto che siano MORTI. Su 75 ne rimangono in vita 2, Andreotti (Che è l’unico probabilmente immortale) classe 1919 e Colombo, classe 1920.

Il fatto che tutta questa gente sia morta o sia comunque vecchia come matusalemme, non significa ovviamente di per sè che la Costituzione sia una cagata da buttare. Anzi, credo che la Costituzione Italiana sia un ottimo testo, considerando il periodo storico in cui fu scritta. Ma.

MA.

Ma sono passati quasi settant’anni, l’Italia è cambiata, la gente è cambiata, la società e la tecnologia sono CAMBIATE. Il mondo è cambiato. E non poco. Appellarsi ogni volta che si chiede una novità (basta finanziamento pubblico ai Partiti, Facciamo fuori il Senato zioCANE, riduciamo i parlamentari, garantiamo un assetto istituzionale che permetta a chi vince le elezioni di governare, riduciamo la concertazione, bla, bla, blaaa) alla COSTITUZIONE, è come chiedere consiglio ad un novantacinquenne su come far funzionare un javascript. Non è che spari cazzate perchè è rincoglionito (può essere, ma mettiamo di no), ma non ha un idea chiara di come funzionino le cose, oggi.

Allora, anche se la Cossss-ti-tuuuuziooooo-neeeeee, dice certe cose, va ben , amen, la si cambi, cazzo! Non muore nessuno. NOn succede niente, la costituzione è fallibile ed in molti suoi punti è anacronistica ed assurda. Accettiamolo (pace all’anima dei Padri costituenti) e cambiamola. E basta.

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