Probabilmente, nel post precedente non mi spiegata bene, visto che ho dovuto poi scrivere dei commenti lunghi un kilometro e mezzo per spiegare cose che mi sembravano chiare (nella mia testa, ma appunto probabilmente non mi son spiegata.)

Allora mi rispiego.

Attila dice che, siccome la Signora Bruno (credo si chiami così) è una venditrice, allora come tale sa benissimo che il Cliente è legittimato a fare tutto e tu come venditore a tutto sopportare – facendo la bella faccia – per raggiungere il tuo obiettivo, ovvero vendere. E di conseguenza, nessun imbarazzo, nessun problema.

E’ vero, il bravo commerciale sorride sempre, annuisce (quasi) sempre e se è donna (lo so benissimo, Attila, giuro, lo so) mette in mostra anche le qualità fisiche. Possono essere le gonne corte, i tacchi e le calze velate, o le camicie strette un po’ sbottonate, le canotte o i vestitini. O entrambi, per le più fortunate. Io sono sempre andata nella seconda schiera, quella delle tette, per capirci. Lo so, funziona così, può essere poco gradevole  (lo è) –vorrei TANTO vedere una volta nella vita, un bravo venditore maschio alle prese con un cliente omosessuale. Vorrei vedere se si mette la camicia aperta sul petto col pelo in mostra o si imbottisce le mutande per mettere in mostra il pacco – ma funziona così. Amen. E’ vero che in una trattativa puoi annuire a qualunque cazzata (anche se hai tutto il diritto di essere imbarazzato, anche se non lo sembri) ma.

Ci sono due ma.

Primo ma. A tutto c’è un limite. Un conto è un cliente vecchio, grasso, orrendo e stronzo che in una riunione con tre persone, mi fa una battutaccia sul genere di quella del Berlusca. Un conto è che Berlusconi stesso ti faccia una battuta del genere, su un palco, davanti a TUTTI i tuoi colleghi e sai quante altre persone. E che nessuno dei tuoi dirigenti (tutti presenti, lì) abbia nemmeno fatto bà, lasciando la brava commerciale ad annaspare. E, ribadisco, lei è stata BRAVA.

Secondo ma. Se capitano cose così, tu (anche se sei un bravissimo commerciale) puoi andare in imbarazzo. Quantomeno vorresti che la tua azienda, nelle figure dirigenziali, non dico ti copra, ma capisca e supporti. A me è capitato. Capita a tutte, prima o dopo, di sentire la battuta pesantina (anche se mai a questi livelli, mai nessuno mi ha chiesto di girarmi per fargli vedere il culo, quello è VERAMENTE umiliante, se permettete). Io sono andata in mostruoso imbarazzo. Anche se ho fatto finta di no. Il mio Dir. Commerciale (che c’era) però si è fatto carico di rimettere un po’ a posto le cose. Per carità, non ha mandato affanculo il cliente, ma almeno io ho sentito il supporto della mia azienda, mettiamola così. In questo caso l’azienda non solo non ha supportato la signora (fossero stati tutti zitti, sarebbe anche andato tutto bene) ma ha diramato un comunicato in cui la Signora avrebbe affermato di essersi sentita “onorata” dalle attenzioni del vecchio satrapo per il suo fondoschiena. A quel punto lei ha scritto una mail, per dire che non era proprio così.

A me, e lo ripeto ancora, non fa schifo Berlusconi (purtroppo nei suoi deliri di onnipotenza ed onnisimpatia è imprevedibile) – omeglio, sì, mi fa molto schifo, ma non è lui il punto, ora – nè trovo che la signora avrebbe dovuto o potuto comportarsi diversamente (ripeto. vorrei vedere in quella precisa situazione ognuno cosa avrebbe fatto, scrivere su un blog è molto facile).
La cosa che mi ha fatto più schifo e mi fa ancora schifo e mi mostra una volta di più, che razza di merda è il mondo aziendale/lavorativo in Italia, è il comportamento dell’azienda. Il mentire (non richiesti) per omaggiare il potente.

Ci credo che la Bruno abbia detto “Il contratto firmato da Berlusconi me lo appendo in ufficio”. Ziocàn! Ci mancherebbe, con quello che mi è costato!! E comunque, lavorativamente, è sempre una bella presentazione. Ma non credo, proprio no, che abbia anche detto che a dover reggere le battute su quante volte viene, davanti a quella faccia mostruosa, a sentirsi imporre di girarsi per offrire il culo, acciocchè il mostro (in senso puramente estetico) potesse valutare e finalmente dare un nullaosta al contratto, si sia sentita ONORATA. No, mi spiace ma non ci credo.

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