Nel post sui Bolliti e Arrosti e Pearà e aggeggio che serve a presentarli in tavola mantenendoli caldi e fragranti nei loro aromi – El Carèl – ho scritto alcune frasi – l’ho riletto prima – e alcune parole in dialetto. In quel dialetto un po’ bastardo e sicuramente impuro, che può avere una persona giovane (come me) e non originaria di qui (come me).

Però lo stesso forse non tutto è sempre comprensibile, o anche sì, ma non me ne frega un cazzo, facciamo finta che ci sia qualcuno che ha difficoltà, altrimenti non ho la scusa per scrivere.

Volevo, in buona sostanza, buttare giù un breve glossario di termini, modi di dire, frasette che si usano molto in dialetto e con le quali un turista-visitatore-viaggiante, potrebbe confrontarsi, dovesse venire a fare un giro qua.

Alcune ovviamente sono molto facilmente comprensibili, altre più difficili, se scrivessi “Signapola”, non credo molti capirebbero di cosa sto parlando.

Andiamo, ordunque! Non so se occuperà un post solo o più, vedarèn!

A

A màca: Gratis. Esempio: “Nèmo dal Mauro, che se magna a màca!” – “Andiamo a prendere l’aperitivo da quel tuo amico, Mauro che nel prezzo dello spritz comprende numerosi stuzzichini da prendersi al banco ad libitum”.
Agro: Acido-Stanco. Esempio: “Ancò son stufa agra” – “Oggi sono molto stanca”
Ancò: Oggi
Arente: Vicino, a fianco. Esempio:“La Ana, la sta arente al gelatàr” – “Anna abita vicino alla gelateria”
Asèno: Asino. Esempio: “Te sì n’asèno!” – “Sei un deficiente”. Attenzione!! Asèno non è un insulto da poco, comprende numerose sfumature di stupidità e perseveranza nei propri errori.

B

Bacàn/Bacàna: Contadino-Grezzo. Esempio: “Te sì ‘na bacàna!” – “Anna, sei volgare e rozza, i tuoi modi non sono urbani”
Baìla: Badile, da cui Sbailà Badilata. Esempio: “Te si peso come ‘na sbailà de giara” – “Sei un tantino noioso”.
Bastiema: Bestemmia.
Bole: Castagnaccio. Esempio: “A mi la bole, la me fa cagàr!” – “Non amo particolarmente il castagnaccio, mangialo tu, se vuoi”.
Buèl: Budello-Obeso. Molto più in uso nel secondo significato, dicesi di persona non snella. Esempio: “Te sì un buèl!” – “Sei un ciccione”
Butèl/Butèla/Butèi: Ragazzo/a/i. USATISSIMO per indicare compagnia di amici. Esempio: “Stasera sè catèmo coi butèi” – “Stasera andiamo fuori con i nostri amici”.
Butelèto: Ragazzino. Molto usato in senso spregiativo: Esempio: “Te sì proprio un butelèto” – “Come sei immaturo…”

C

Caciola: Berrettino.
Cadenasso: Grossa catena. Molto usato per descrivere persona messa male spiritualmente e di non bell’aspetto. Esempio: “Vaca dè, l’è un cadenasso!” – “Perbacco, non è bella come mi aspettavo!”
Can dal Porco: Intrad. Molto usato, probabilmente è l’elisione di una terribile bestemmia. Pare che i tifosi dell’Hellas, in trasferta molti anni fa in Inghilterra, abbiano portato con sè uno striscione con al traduzione “Dog from the Pig”. MOLTO volgare, anche se frequentissimo, da non usare alla prima cena con i genitori del tuo/a fidanzato/a.
Che tà: Che ti ha. Usatissimo!!!! Ogni tre per due si sente Che tà! E’ il nostro “socmèl”, il nostro “maiàl”. Allo stesso modo è l’ingentilimento di una forma piuttosto volgare, infatti non è bene usarla, ad esempio, se siete a cena al Desco allo stesso tavolo del Vescovo. La frase completa sarebbe “Che la vàca, che t’à cagà/cunà” – “Quella vacca che ti ha cagato/cullato”. Va da sè, che non è un complimento. Si usa tantissimo. Esempi: “Gò vinto diese euro all’enalotto!” “Che tà, che cùl!” – “Ho vinto dieci euri all’enalotto” “Che fortuna!”. “Scusa, no gò mìa fato aposta a botàrte la volvo!” “Eh, che tà cagà” – “Scusa, non ti ho livellato la portiera della Volvo volontariamente” – “Eh, ho capito, ma magari la prossima volta stai più attenta, perbacco!”. “Domàn vò a tòrme el capotìn nòvo!” “Che tà cagà…” – “Domani vado a fare dello shopping!” “Accidenti, povero il mio conto corrente…”

D

Degheio: Casino/confusione. Esempio: “No stèmo a pasàr par via massini che gh’è èl degheio” – “Non andiamo in Via Mazzini, che c’è pieno di gente e confusione e sembra un girone dantesco”.
Drìo: Dietro. Usatissimo come ausiliare. Esempio: “Lassème star che son drìo far ‘na roba…” – “Non disturbarmi, sto facendo una cosa difficile”. “Sa sìto drìo far!?” – “Cosa stai facendo!?!” (Inteso come – stai combinando una cazzata)

F

Foresto: Straniero. Molto usato, nei confronti di chiunque, generalmente spregiativo. Esempio: “Ah, quel lì l’è foresto” – “Mhm, quello è straniero”
Freschin: Intrad. E’ ‘odore di pesce/umido/marciume che si trova spesso per le calli di Venezia e sul Lago. Esempio: “Gh’è spusa da freschin” – “C’è un cattivo odore”. Tanto ci si capisce subito.

G

Gatarissole: Solletico. Esempio: “HAAAAAHAHAHAHAHA!! Basta Gatarissoleeee!” – “HAAAAAHAHAHAHAHA!! Smetti di farmi il solletico, che mi piscio addosso… OH! Uh… Ecco!”

Il resto a breve…

Bye!

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