Me l’ha fatto venire in mente Miele, quindi prendetevela con lei.

No, no, non è una ricetta, io non son capace di fare il bollito come dio comanda, non ci provo neanche, anche perchè se mi metto a fare il brodo in quel cazzo di simil-loft, poi le lenzuola sanno di cappone per una settimana. E’ che el carèl è quasi una pratica religiosa, accedervi non è per tutti e comprendo chi non ama il genere. Ho detto comprendo, NON apprezzo.

Potrei anche scrivere che in effetti i bolliti sono un piatto tipico di tutto il Nord Italia, che anche la commistione, a bordo di un aggeggio affascinante (il carrello, appunto), di carni arrosto e bollite è diffusa, che anche le salse di accompagnamento, a parte qualche differenza, si fanno un po’ dappertutto.

E sarebbe vero.

Ma el carèl è sempre el carèl, soprattutto perchè nel carèl c’è LA PEARA’. Ce n’è tanta. E la pearà è BUONA. Chiarisco subito una cosa: La pearà non c’entra un cazzo di niente con la salsa peverada, Molti siti di cucina le accomunano, dichiarando addirittura che anche a Verona si fa la salsa peverada, solo che ci si mette il midollo. Non è vero niente, son due robe completamente diverse, la peverada a Verona non sappiamo neanche cosa sia. Dopo spiego.

Comunque, dicevo, il carrello è una specie di pratica religiosa, tant’è che, con l’arrivo dell’autunno, si comincia (IO comincio) ad anticipare l’occasione in cui, finalmente “se va a magnàr el carèl”.
Perchè fa inverno, nebbie, pioggia, gelo, calze pesanti come gli aliti a fine cena, fa caminetto e odore di freddo. Fa inviti e mettiti d’accordo, che il carrello si può anche andare a mangiarlo in due, ma è un po’ un peccato, meglio se si è in parecchi, fa bevi tanto vino e non te ne accorgi, visto quello che hai mangiato, fa che il carrello generalmente te lo devi guadagnare, guidando per alcuni kilometri, di sera nella nebbia e col fondo ghiacciato, chè i posti migliori sono invariabilmente nelle basse.

Infatti bolliti e arrosti (come dio comanda) si mangiano ri-go-ro-sa-men-te al ristorante. Non esiste che si riesca a farli in casa e non vale neanche la pena. Un carrello, per esser degno di considerazione, deve prevedere:

Bolliti:
Due pezzi di muscolo (che di solito sono il davanti della mucca), almeno. Tipo punta di petto, sottospalla, collo.
Due lingue (salmistrata e “plain”)
Testina, se non c’è la testina ANDATEVENE.
Cotechino (meglio se ne hanno due)
Gallina (può anche essere optional, ma se c’è…)

Arrosti:
Vitello (due,meglio)
Manzo
Prosciutto (di solito è un Praga)
Altri a piacere

Poi ci sono le salse. Che devono comprendere Pearà, Purè, Salsa verde e Crèn. Stop, il resto è in più, ovviamente gli arrosti vengono conditi col loro sugo. Se sei un lòamaro, come me, ci mangi dietro anche tanto pane. La pearà è una salsona a base di pane raffermo, brodo, midollo di bue, burro (poco) e pepe (tanto). Stop, non ci va altro.

El carèl prevede, come ogni cerimonia, un cerimoniere, che è il tipo (quasi sempre maschio) che guida l’ambaradàn e che ti taglia la carne. Generalmente si tratta di personaggi “particolari”, ruvidi nell’esposizione e sbrigativi nei modi. Usi a perculàr le fanciulle bionde.  Quando arriva, la tavolata scivola nel silenzio, c’è un che di religioso, poi il maestro inizia…

Ah sì! Se te vè a magnàr el carèl non prendere il primo, innanzitutto perchè spesso non è ‘sto granchè (a parte un paio di posti dove ti portano le tagliatelle scondite coi sughi a parte – ragù, ragù bianco, piselli, fegadini – ) secondariamente perchè se no non ti avanza spazio per la carne.

Io prendo di solito “tuto!”, che poi il maestro mi guarda storto e fa ” Ma bisogna mangiare tutto però!” – “”No ghè problema!” e alla fine viene a controllare. E mangio tutto, prima gli arrosti, che mi fanno impazzire, ma meno dei bolliti, poi i bolliti, che comincio col muscolo e poi testina lingua e codeghìn. Con la pearà e il crèn.

Il vino non è quasi mai fondamentale, tanto a Verona e Provincia generalmente l’è bon a sufficienza da mandar giù tutto. Che non si stia lì a scegliere per mezzora… “eeeehh, questo, cosa dite? ” “Oh questo qui? Un cabernèt col retrogusto di ciliegio giappones…” “Dai, dai, dai, diocàn! Rosso va bene.”.

L’unico vero problema è tornare a casa, dopo. Un po’ perchè si è imbugati, un po’ perchè si è avvinazzati (anche se non tanto, mi domando come farò, ora, a buttar giù i bolliti con l’acqua, mi vien da piangere) un po’ per l’odore in macchina (aliti) molto per el giasso e la nebia.

Inutile sottolineare che dopo el carèl il sesso è completamente fuori discussione.

Devo ancora andarci, quest’anno, ma mi sa che presto sarà l’ora. Non si può passare un inverno intero senza mangiare almeno una volta bolliti e arrosti, no?

Brevi consigli: 

In centro a Verona ci sono diversi ristoranti che propongono il carrello, non tutti (anzi quasi nessuno) davvero all’altezza. In compenso possono essere MOLTO cari. Attenzione. Direi che nel complesso non vale la pena, per mangiare bene è meglio andare fuori. Il carrello è egocentrico, quindi chi si specializza in quello, ti propone una roba eccellente, ma il resto “l’è anca istesso”. Ci sono due locali a Dossobuono, ottimi, uno a Colognola, uno (da camionisti e agenti di commercio, eccellente) attorno a Desenzano, ma il meglio per me è “La Pergola”, a Fagnano di Trevenzuolo. Da fuori non gli daresti una lira, da dentro neanche, visto che gusto, stile ed arredi sono del 1974. Ma el carèl butei… Una roba da andare fuori di testa.

Nel caso: http://www.elpesegatomoro.com/ Molte recensioni, generalmente affidabili.

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La foto non è mia, presa da Flickr, in caso non vada bene, la tolgo.

PS e Nota a margine nonchè drammatica comunicazione:
Siccome sto poco bene, sono tornata a casa a pranzo, invece di rimanere nell’ufficio che mi è stato cortesemente offerto. Sono entrata da poco nella 14esima settimana di gestazione, così ho ben pensato di pesarmi (la roba comincia davvero a starmi strettolina) e andare a vedere la tabella del “peso ideale”.
Perfetto. Non l’avessi MAI, MAI fatto. Ho preso 4,5 Kg – quasi tutti nel culo – , contro il chiletto e mezzo da tabella. Se vado avanti così, a termine ci arrivo rotolando sui miei 90Kg. Altrochè carrello e bolliti e pearà. Devo darmi una regolata. 

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