Come chiunque (credo) ho delle fisime. Ognuno ha le sue, io alle mie ci tengo moltissimo, perchè fanno parte di quelle routine, di quei gesti e pensieri ripetuti che mi aiutano a non diventare un serial killer o una massa informe di depressione e lacrime su un divano.
D’altra parte devo anche dire che, a parte la persona che convive con me (l’umano, al gatto delle mie fisime non frega un cazzo) – che per inciso è la persona più importante della mia vita – le mie piccole manie non hanno impatti su nessun altro.

Ho la fisima della mattina, la mattina DEVO fare le mie cose con una certa sequenza.

Ho la fisima del letto fatto. NON POSSO uscire di casa se non ho rifatto il letto.

Ho la fisima del sedere, mi devo lavare (con l’acqua e il sapone) il sedere TUTTE le volte che faccio la cacca. Anche se mi viene la Vendetta di Montezuma e cago 20 volte in un giorno. Vorrà dire che mi laverò 20 volte. Anche se non faccio la cacca, il sedere me lo devo lavare almeno due volte al giorno.

Ho la fisima della lavastoviglie. La lavastoviglie va caricata come dico io. Perchè sono più brava e quando la carico io ci sta più roba e viene lavata meglio. E’ un fatto. Scienza sperimentale.

Ho la fisima dello stendibiancheria, DETESTO stendere, non so perchè, ma è una cosa che mi costa veramente degli sforzi sovrumani. Se stendo però, stendo tutto secondo un ordine ben preciso: Calze e mutande SOLO nelle ali dello stendino, calze da un lato, mutande dall’altro. In mezzo, i bianchi con i bianchi, i colorati con i colorati.

Ho la fisima delle mani, me le lavo ogni due ore.

Ho la fisima della puzzadipiedi, ho sempre paura che mi puzzino i piedi, o le scarpe, o le calze, o tutti e tre. In verità non puzzano quasi mai, ma appena sento puzza di piedi (capita, in ufficio o in altri luoghi) mi allarmo subito perchè penso che venga da me.

Ho la fisima dello smalto. Se mi metto lo smalto alle mani o ai piedi, DEVE essere per-fet-to. Infatti ci metto anche tre quarti d’ora a metterlo, con grande dispendio di acetone. Ca va sans dire che non appena noto la più minuscola imperfezione (scheggina, salta via, ecc.) lo tolgo immediatamente.

Ho la fisima del letto. Non entro in un letto sfatto o fatto male. Il lenzuolo sotto deve essere TESO. Per teso intendo teso, senza neanche una grinzina. Detesto anche le lenzuola che fanno caldo, tipo flanella.

Ho la fisima del pigiama, nel senso che li compro, perchè sono cosìììììì bellliniiiiiiiiiiii… Ma poi non li metto mai, che è da quando ho 8 anni che dormo con una canotta o una maglia lunga e senza mutande. Però ne ho di bellissimi.

Ho la fisima dell’alito. Non sopporto l’alito cattivo, negli altri (se mi capita di avere a che fare con una persona che ha l’alito cattivo penso solo a quello, potrebbe dirmi che ho vinto 10 milioni di euri alla lotteria che non lo starei ad ascoltare, è più forte di me) e soprattutto in me stessa. Ho spazzolini e dentifricio ovunque. Casa, uffici, casa dei miei, in borsa ovviamente. Vuoi farmi stare male, ferirmi davvero? Dimmi che ho l’alito cattivo. Vado in tilt.

In compenso convivo con un deficiente. Sì, sì, il padre del fagiolo. Un paio di settimane fa gli ho fatto notare che l’abito che stava fieramente indossando, oltre ad essere stato acquistato nel 2008, aveva anche un buco, su un gomito.

– Ma è comodo, poi mi sta bene!
– Sì, ti sta bene, ma è estivo e siamo a fine ottobre, hai gomiti e cavallo lucenti e un buco davanti
– Non ho soldi per comprarne un altro
– Parliamo dei 700 euro che hai investito per farti tatuare carpa e dragone che ti coprono 3/4 della schiena?!?!?!? –
– Che c’entra, quello l’ho fatto perchè mi piace. E per celebrare quello che sai bene tu –
– Buwaaahhahwwww – (sì, mi commuovo con una certa facilità)
(Mi riprendo)
– Bravo, allora se hai quei soldi avrai anche 300 euro per un cazzo di abito!?!?! –
– No, non ce li ho, nella misura in cui non voglio spenderli per una cosa che non mi frega, non voglio andare in giro per negozi a rompermi i coglioni e  non voglio passare un sabato con te che mi cazzi e mi fai provare tutti i vestiti di Corneliani, inclusi quelli color senape cangiante, solo per ridere con le commesse –

Che cazzo gli dici a uno così? Niente, controlli che si sia messo le calze dello stesso colore, che la camicia non sia a quadretti con il vestito gessato (lo ha fatto, più e più volte, senza dirmi niente), lo baci e lo spari fuori casa.
E’ deficiente, ma mi ama. Basta e avanza, per me.

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