Dio mio come sono banale.

Una mattina mi alzo, vado a fare colazione, caffè, cicca (quella della mattina, xdìo, non me la toglierete MAI!! MAI! Chiaro!?), corro al cesso per espletare le consuete funzioni corporali mattutine. Business as usual, diciamo. Oddìo, ho notato che mi si tende a gonfiare il pancino, non l’ho notato solo io, il mio convivente dotato di favella è molto preoccupato. Dice che se scoreggio così adesso, che siamo all’inizio, chissà dove arriveremo per primavera.

In effetti mollo certe bombe che mi spavento da sola.

Ma di flatulenza non è mai morto nessuno, no? Quindi espleto ciò che devo espletare, procedo con il complesso lavaggio del tutto (sono ancora in convalescenza, moooolto meglio, ma perfetta direi di no) vado in doccia, mi vesto, esco. Che ho da lavorare. Parole grosse, lo so, ma insomma insieme ad uno studio con cui collaboro, vado da un cliente.

Bellina eh! Fuseaux grigi scuri (o pantacollant o come cazzo li vuoi chiamare) chè quelli mi stanno ora, stivale in cuoio (moooolto figo), maglione oversize asimmetrico che copre benissimo le vergogne, capotìn. Capello vaporoso, occhiale professionale, un filo di trucco, un filo di nausea. Ma solo un filo.

Andiamo, parliamo, proiettiamo ppt, il tipo ci caga così e così, io espongo la mia idea per l’immagine complessiva (sito incluso) e noto con immenso piacere che l’interlocutore mi sta a sentire. Noto con meno piacere che il filo di nausea sta invece montando, hai presente le tempeste al mare, che le vedi loontaneeeee, poi nel giro di dieci minuti devi correre come una saetta che sta venendo giù il finimondo? Ecco, uguale.

Sono le undici e mezza, più o meno. Mi fermo nell’esposizione, e riesco a dire solo: “Miscusitantissimomanonmisentopernientebenedovetrovounatoilette?”

Riesco a precipitarmi fuori (a volte la fortuna è una toilette VUOTA a fianco dell’aula riunioni) e vomitare anche l’anima dei miei avi lontani nel lavandino. Prima. Poi con tutta calma (10 secondi) riesco addirittura ad arrivare al cesso vero e proprio, ove termino l’opera.

Mi ricompongo  e torno in riunione, ove collega e cliente stanno ridendo come matti. Ha, ha. Vorrei vedere voi, deficienti.

La cosa divertente è che io, cosa nota a chi legge con assiduità, ho delle routine che mi aiutano a mantenere un equilibrio mentale accettabile, ho quella mattutina, ne ho una serale (che non cito), da che ho ricordi ad esempio cago tutte le sante mattine alle 8.20 circa. Ho una forbice in caso di impegni mattinieri o permanenza a letto oltre il normale, che va dalle 7.00 alle 9.45. Altrimenti sono le 8.20.

Perfetto. Mi si è creata una routine anche nel vomito, è meravigliosa questa cosa, se ci pensi! Vomito intorno alle 10. 30 la mattina ed alle 16.00-17.00 il pomeriggio, un giorno sì ed uno no. E’ fantastico perchè posso programmare gli impegni con estrema tranquillità, son precisa come orologio. Ovviamente mia mamma mi chiama tutti i giorni alle 16.30, con una regolarità impressionante. Con altrettanta regolarità la chiamata si chiude con “Sì, mamma sto bene comunque, tutto a posto, ci sentiam… scusa, vado ciao BLUARGGHHH!”

Quando si dice che una ha culo eh!?

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