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Sintomi.

Del tutto compatibili con le mestruazioni, in realtà. Che però non arrivano. Aspetti un po’, poi ti decidi, – “Vai a comprarmi i test!!!” – I test, chè non è bene fidarsi di uno solo.

Non che… è una sensazione, qualcosa che ti … è strano. Strano, perchè è già successo, ritardi, malesseri, anticipi. Son 15 anni che ci convivi, le conosci. Ti conosci. Ed è strano, strano perchè, ovviamente, non puoi avere idea di cosa stia succedendo, anzi, ti pare impossibile. Razionalmente.

Che tra l’altro non è che vi siate dati da fare come matti, anzi. Si scopava pochino, io non stavo neanche bene, insomma, no. Ti dici.

Eppure. Eppure sei indietro di una settimana piena, facciamo anche 8 giorni. Vuoi che mi sia sbagliata a fare i conti? Macchè, sarò anche scema, ma ci conto fino a 28.

E’ che è diverso, sembra la solita cagata che a posteriori dicono tutte, invece è così. Lo senti. Punto. Nessun sintomo “fuori posto”, le solite cose, ma sono un pochino … leggermente “diverse”. Sta di fatto che torna, – “Ecco qua, te ne ho presi 3” – “Eh, ziocàn!! Bastava anche meno… “- “Non si sa mai… ” –

Vai in bagno con l’aria di sempre, anche se qualche pensierino per la testa ti frulla, fai il test (ne avrai fatti 200 nella tua vita): Nessun responso. Nè negativo nè positivo, proprio non esce nulla. E’ che ero così calma, tranquilla, serena.

Sicura. Lo SO che sembra un’idiozia, ma è vero, giuro.

– “Sono uno scherzo di naturaaaaaaa!!!! Non impressiono neanche i test!! E’ rotto!”- “Dai, deficiente, fai l’altro, no?” – “Non mi scappa più”-.

Lo rifai, dopo un paio d’ore. BAM! Positivo, chiaro come il sole, evidentissima, una bella croce, lì. Sensazione immediata? Come quando ti dicono che l’acqua è bagnata. Lo sai già. Lo sapevo già, lo so adesso e lo sapevo due mesi fa, era così e basta.

Però avere la certezza ti da sempre un certo nonsochè. Mi sembrava di essere sotto acido, giuro, mi sentivo potente e invincibile, mi sentivo stranissima, mi sembrava di non essere me, di guardarmi da fuori, continui a fissare quel coso di plastica che una volta su duecento ti vien fuori così. Po-si-ti-vo. E’ strano, stranissimo.

Poi esco dal cesso – “Sono incinta” –

E sono state quelle due parole lì, che mi hanno fatto crollare, piangere, capire che era vero. Ho dovuto DIRLO per crederci razionalmente, per cominciare a cagarmi sotto. Come se io, Anna, non potessi diventarlo, io sono ancora una bambina dopotutto, era l’altro giorno che andavo alle medie (no, son passati 15 anni, vabè) essere incinte è roba da persone adulte, da donne, mica da ragazzine, come me. Io volevo andare a sciare, stavo già pregustando la neve, le discese, organizzando i week end… Seeee, te li metti in casa i guantini da sci. E lui che ti guarda come se vedesse la Madonna in persona, tu che ti pensi così diversa – ma son sempre mi – i pensieri che ti vengono, piango.

Che da quel momento, o forse anche da prima (sì, son dolsa e smelensa e non sembro neanche io, ma sono io) non pensi più come prima, non sei più come prima è come se fosse passato lo tsunami, un’onda che spazza via la te di prima e poi col riflusso, spiana, tutto quello che eri. Anche se non l’hai neanche vista ancora quella roba lì, non la senti, non la puoi sentire, eppure la senti e tutto è in funzione di questa “nuova” Anna, che è di più di quella prima, è più importante. Sono più importante, io che mi son sempre considerata poco più di un cazzo, sono importante.
Mi fa malissimo il culo, chiamo, vado – devi operarti, sai? – Ma sono incinta (imbarazzata, quasi fosse una colpa, son cretina, lo so) – Orco!! Congratulazioni!!! Bè, senti la tua ginecologa, ma io ti opererei lo stesso, a maggior ragione, se no mi passi un anno di inferno – E l’anestesia? – Fa niente, è locale ed è meglio così, fidati –

Sai te la fatica a fidarsi? Però ti fidi, poi ti abitui (quasi) addirittura a quelle due parole così strane “Sono-incinta”, vanno bene per chiunque, ma non per te, non hanno senso su di te.

E poi piano piano, mentre sei a casa convalescente, leggi un libro, guardi un sacco di film e ti capita di sentire una cosa così grande, così intensa che non avevi mai provato una cosa così intensa, che non capisci se è gioia, ma ti sembra proprio di sì, gioia, stupore e ti senti grata, senza sapere nè a chi, nè per cosa, ti ritrovi sul divano, a cul busoni che piangi come una scema, non sai perchè, ma ti viene da piangere e da ridere e da saltare per casa, che per mezzora quasi te l’eri scordato “Sonoincinta”.

Continuo a fare le stesse cose, lavoricchio, seguo casa, vado in giro (culo a parte, ma sto meglio) e sempre quelle due parole che mi girano in testa, possibile che non mi fermino a chiedermelo al supermercato? mi sembra di essere solo quello “Sonoincinta”, cioè non sono più quella di un mese e mezzo fa signori!! IO “Sonoincinta”, perbacco!

Infatti. Non puoi nasconderlo, non a tutte, almeno. Ci ha messo dieci minuti, a cena, la Sara a beccarmi – “Ma ascolta… cos’hai, ti vedo giù…” – “Niente, sono solo molto stanca, poi sai che ho male… là! Ha ha!” – “Mmmhhhmm, Anna, sarai mica incinta vero?” – “Ma va lààààà!”- Il giorno dopo, via sms: “Come CAZZO hai fatto a scoprirlo!!??”

Che in casa è tutto un “Come stai? ” “Ti vuoi stendere?” “Riposati un po’…”

OI!! Arda che son sempre mi, ziocàn!! Non son mia dèventà de vèro de Muràn!!

Ma di sciare non se ne parla, ho combattuto strenuamente, ma ho dovuto soccombere.

Non lo so, mi sembra di essere imbecille a scrivere queste cose e mi sembra che siano tutte cose così banali, così scontate, così ovvie, ma me le portavo dentro da un mese e non ne potevo più, dovevo scrivere e basta.

Poi verrà il resto, poi verranno preoccupazioni, casini, organizzazione e spaventi e ansia e rancori e depressione e fatica (quella c’è già, son sempre stanca) e vita e non dormi e tutto. Ora non me ne frega un cazzo.

L’abbiamo vista/o. E’ un miracolo, altrochè pani pesci e Lazzari che camminano.

E’ un miracolo.

E io sono felice. Completamente.

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