Che vai a letto la sera, tardi.

– Io vado a letto, notte.
– Sto qua un altro po’, arrivo…

Alle due. E mezza. Che non capisci perchè eppure non ne hai mica voglia di andare a letto. Che avete passato la serata quasi in perfetto silenzio (TU!?!? Sì, io.), come se si fosse alzata una cortina di nebbia, un separè. Che succede spesso ultimamente. Che sei stanca, stanca morta, ma non sai perchè, non fai un cazzo dalla mattina alla sera o quasi, eppure. Son fastidiosa.

Non disturbo, non disturbo mai, mi hanno insegnato che non si disturba, non ci si lamenta, si fa finta di niente, se proprio proprio stai male, ti infili sotto una coperta e stai lì, in silenzio, finchè ti passa. Ma non vuol dire non stare male, vuol solo dire non disturbare. Son fastidiosa, lo so. Il fatto di non sfogarmi mai mi rende così. Lo so.

Vengo a letto tardi, mi addormento come un sasso, subito. Non ti tocco nemmeno. Son fastidiosa.

– Hai male?
– Un pochino, ma va meglio, speriamo passi del tutto
– Vedrai che ti passa…
– Grazie – Che non è un grazie vero, non è il grazie che vorrei dire, perchè non ce la faccio, non so cosa mi succeda, mi sembra di avere la bocca piena di purè, mi sembra di nuotare nella gelatina, nel sugo. Non mi riesco ad esprimere, non riesco a muovermi a provare niente, non riesco neanche a descriverlo.

Mi sento frenata, come i motorini coi fermi. Depotenziata. E dentro di me vorrei, dio sa quanto URLARE, cambiare, fare qualcosa, aggrapparmi a qualcosa che mi salvi dalla routine, dalle solite cose, da me, da te, da noi. Da ciò che a volte ho paura stiamo diventando. Invece sto zitta, fumo, sorrido e mi lascio portare.

“God only knows what we’re fightin for, All that I say, You always say more…” Ma io NON SONO così, non voglio essere così. Sì, mi piace avere l’ultima parola, ma non sono così. Non ce l’ho con te.

Faccio finta. E’ più … facile, fare finta. Finta di star bene, di non soffrire, di essere serena. Così nessuno mi viene a chiedere nulla, così nessuno mi offre aiuto, non voglio aiuto, non voglio compassione, non voglio impicci.

” I won’t let You close enough to hurt me, No I won’t ask You, You to just desert me” Sono arida, non sopporto più le ferite, non voglio più ferite, non le voglio ora.

“Next time I’ll be braver, I’ll be my own savior when the thunder comes to me”… Ma io non voglio una next time, voglio ora e qui. Voglio gestire tutto, ma non ce la faccio, forse sto sbagliando tutto, forse dovrei lasciarmi andare. Forse.

Forse.

E’ sempre difficile vero? Son sempre difficili le cose importanti.

PS (stupido): Ad XFactor Elio ha dato Turning Tables da cantare ad una delle sue ragazze, quella giovanissima, simpatica con gli occhiali. A me lei – non mi ricordo come si chiama – piace un sacco, ma. Ma. Ma prega dio di cantarla bene quella canzone lì, bimba, prega dio di interpretarla come si deve. 
Perchè se ci riesci sei a posto. Ma se mi manchi di intensità, se mi butti via il testo o se ti vedo che non la senti, vengo nel loft e ti faccio un culo come una campana. 

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