A me piacciono i film òror. O trìle… O trìleòror…

Mi piacciono i film “de paura”, insomma. Tutti? Quasi. Nel senso che non mi piacciono i film pseudo horror americani in cui succede poco e la paura è telefonata. Non mi piacciono le serie (SAW è una cagata imbarazzante, per me) non mi piace il pseudo horror patinato. Non mi piacciono certe produzioni ultrastrombazzate e pubblicizzate che poi alla fine le vai a vedere e “nun so’ un cazzo”. Vedi Hostel o The Blair witch project.

Mi piace che un film mi metta PAURA. Inquietudine. Mi piace che un film sia malsano, malato, ributtante e verosimile. O almeno che si possa pensare, almeno per un’ora che sia verosimile. Credo che per quanto mi riguarda il primo film così sia Psycho. E’ geniale, spiazzante, pauroso, coraggioso per l’epoca e fotografato in un bianco e nero incredibile, spaventoso. Angosciante.

Non per niente il remake pedissequo di Gus van Sant (QUANTO CAZZO è sopravvalutato, quello lì!?!?!) fallisce spettacolarmente in ogni senso. Non fa paura, non restituisce un briciolo di Norman Bates, è tutto ridicolo, chiassoso, inadeguato, nonostante il film sia una copia fotogramma per fotogramma, dialogo per dialogo, dell’originale. Tutto ciò per dire che Psycho è bello, grazie al cazzo, dici, è arrivato Tatti Sanguineti… Vero, ma mi serviva un incipit.

Paura. Disagio, senso di … brutto. La sensazione, quando il film finisce di sollievo, perchè sia finito. Non perchè sia brutto (i film brutti  non li finisco) ma perchè sei stata due ore in tensione e … Aaaaaahhh, sono a casa mia, che bello. Niente brutte robe, qua.

Quindi a me piacciono i vecchi òror ‘mericani (The Texas Chainsaw massacre, per capirci), le porcate più indegne del genere R&R (Rape&Revenge), un titolo a caso: I spit on Your grave (non ho visto il remake del 2010 che, dicheno, non è male), mi piacciono le cose malate. O paurose.

Quindi mi piace da matti il blog di JohnTrent, perchè ci sono un sacco di film che a me fanno impazzire. Inutile dire che, tra molti, c’è UN regista (che ora compiango tantissimo, non solo per la prole) che mi ha cambiato (cinematograficamente) la vita.

Dario Argento.

Che, se uno mi chiede “qual’è il tuo film italiano preferito?” io d’istinto rispondo “Profondo Rosso”. Lo so che ci sono film più belli, o più “importanti”, o quello che vuoi, ma l’istinto mi dice così.

E’ uno spartiacque, è (secondo me) lo “Psycho” italiano. IL film. E’ perfetto, dall’inizio alla fine, ambientazione, recitazione, fotografia. Tutto un continuo susseguirsi di nefandezze e di momenti “lievi”, che fanno sì che tu possa tirare il fiato per cinque minuti, per poi precipitarti di nuovo nella paura assoluta. Gli omicidi efferatissimi, avvengono quasi tutti IN CASA delle vittime, nel posto più “sicuro”, più familiare, e seguono modalità verosimili, mentre sei lì che guardi sai che potrebbe benissimo succedere a te.

La musica, le nenie infantili, la villa, tutto, tutto è fatto per crearti una sensazione di inquietudine, ansia, terrore. E ci riesce benissimo. Fino a qualche anno fa dovevo guardarlo a pezzi, perchè tutto di un fiato non ce la facevo proprio, tuttora, quando lo riprendo per rivederlo io, in quell’ora e mezza, HO PAURA.

Di quella vera.

Tanto basta per credere che sia un capolavoro.

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