Mi rifaccio a due post, uno di Uriel, l’altro di restodelmondo, che oltre ad esssere scritti molto bene pongono una questione (e in parte vi rispondono) che mi sta a cuore da un lato e mi illumina da un altro.

Ridere, in Italia è una cosa SERISSIMA. Gioire, sghignazzare, prendere per il culo, sorridere, DI-VER-TIR-SI, sono tutte attività che DEVONO essere in un qualche modo regolate, gestite, autorizzate. Ci sono i posti “seri” e i posti dove puoi anche ridere. Sempre con attenzione però…

Io vivo in una città che si fregia di essere una delle capitali della Musica Lirica. L’Opera, insomma. A me l’Opera non piace, mi annoio da morire e trovo che questi ciccioni/e che urlano da un palco, vestiti come Wanda Osiris sotto acido siano esilaranti. Ci sono un SACCO di persone (autodefinitesi mèlomani, o “Sommi esperti del Canto Lirico”) che, apriti cielo!! Come puooooooooooiiiii dire una cosa simile!?!? La Lirica è una cosa SERIA! Che poi non è mica vero… Una volta la lirica era solo e semplice divertimento, anzi… Ma non importa il punto non è quello, il fatto è che io mica mi incazzo se qualcuno mi viene a dire che il Pop inglese degli anni 80-90 è un mucchietto di merda che fuma e che perlopiù i cantanti ed i musicisti che ne fecero parte erano (e sono tuttora) dei boriosi pagliacci vestiti in modo ridicolo. Amen, a me piace, tu lo trovi ridicolo, nessun reato di lesa maestà.

E’ un esempio stupido, ma è così. Prova a ridere o scherzare o pigliare per il culo il giuoco del calcio, con un appassionato italico. Ah no! Il calcio (che non è altro che un cazzo di giochino in cui dei tizi provano a calciare una palla in uno spazio delimitato da tre pali) è una cosa SERIA! Cioè, puoi ridere, ma fino ad un certo punto. E comunque se ridi è perchè non fai parte dell’Elìte, degli eletti, degli Unti del Calcio. Insomma, non ne capisci un cazzo, sei uno “stupido” del calcio. Come sei uno “stupido” della Musica, della Politica, di qualsiasi ambito dello scibile umano.

Succede ovunque, lo fanno tutti. Sì, è vero, ma in Italia è una cosa professionale. Solo qui ho trovato i “grandi esperti”, di ‘sta minchia, e solo qui è tutto così SERIO.

Questo mi porta (io parlo per me) ad essere in una costante tensione. Cioè, io vorrei essere felice, ridanciana, cialtrona e allegra, senza essere considerata una cogliona o una insensibile o un’ignorante. Ma non si può. Vero è che potrei (potrei) sbattermene i coglioni, ma per come sono fatta io, per il mio carattere, do molto (troppo) peso alle opinioni altrui e mi faccio un sacco di domande.

Avrò sbagliato a trattare di calcio?
Avrò sbagliato a dire che i cardinali mi fanno spataccare dal ridere?
Avrò sbagliato a pensare che i Sindacati si son fatti prendere per il culo come dei coglioni da Marchionne e a riderne?

Perfino i comici in Italia sono seri, serissimi. Non solo sono seri, ma puoi ridere SOLO se sei schierato da una parte o dall’altra. Non puoi ridere e basta, perchè uno ti ha fatto ridere. No. Nè puoi ridere perchè una cosa fa ridere e basta. A meno che tu non te batta i coglioni della “cultura”. C’è sempre e comunque una comicità “alta” che, contrapposta ad una comicità “triviale” è MEGLIO. Quello è il punto, è MEGLIO. Ma perchè!?

Devi pensare. Devi ridere sì, ma seriamente. Altrimenti sei una cogliona. Non sei impegnata. Io rido con Grillo, rido con Luttazzi, rido tantissimo con Guzzanti (Corrado). Rido quando rivedo i film di Banfi, sì, anche quelli con le scoregge e i rutti. Rido con Vacanze di Natale, rido con il cazzo che mi pare. Perchè devi ridere a senso unico!?!

Bè, ma non ti farà mica ridere!?!? Sì che mi fa ridere!!! Cazzo!! E, proprio a titolo di esempio, a me Luttazzi spesso NON fa ridere. Eeeeeh, ma è che Luttazzi fa Sa-ti-ra, mica sempre si riesce a capire…. Non è che non la capisca, non mi fa ridere. Punto!

Non mi sento nè stupida, nè ignorante, per questo.

Ma tutto qui è così fintamente, ipocritamente, serio. Serietà per me non significa avere il muso, essere incazzati od offendersi. Significa comportarsi seriamente, lealmente, esser capaci di confrontarsi, guadagnarsi il rispetto delle altre persone.

Non pretenderlo in quanto autoproclamata autorità di chissàchecazzo.

Mi rendo conto di aver sproloquiato e di aver scritto una cosa confusa e priva di direzione.

D’altra parte io SONO confusa e priva di una direzione.

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