Credo che più o meno a chiunque il nome del titolo non dica assolutamente un cazzo.

Comprensibile, bisogna essere un po’ malati per sapere chi è Sid Watkins, o meglio chi era. E’ morto, oggi, a 84 anni. Bisogna essere, come la sottoscritta, malati di motori.

Watkins era IL medico della Formula1, “The prof”, quello di cui TUTTI, tutti si fidavano ciecamente. Lo è stato per 26 anni, dal 1978 al 2004, ed è sempre rimasto IL medico.

Prima di lui non esisteva il medico di gara, nelle corse di Formula1, semplicemente c’era in ogni circuito, un posto di primo soccorso (talvolta una tenda) con un medico e un infermiere. Stop. Nessuno che seguisse i piloti nel recupero, nessuno in grado di portare realmente, in tempi brevi, i primi soccorsi in caso di incidente.

Quando Watkins prende servizio, nel ’78, i piloti muoiono come le mosche, generalmente in modi orribili, bruciati vivi, intossicati, decapitati, sbriciolati dentro vetture malsicure eppure velocissime. Ma tanti muoiono anche per mancanza di soccorsi, perchè mancano gli equipaggiamenti, perchè non c’è un medico che possa arrivare subito a giudicarne le condizioni. Nel 1978 a Monza perde la vita uno dei piloti più incredibili, generosi, veloci di sempre, Ronnie Peterson. Watkins  è sul circuito, arriva immediatamente dopo che altri piloti hanno tirato fuori lo svedese, cerca di oltrepassare la barriera creata dai poliziotti, ma gli dicono di no. Non si può, vietato l’accesso al pilota per tutti gli estranei.

Ma Sid non è un estraneo, è il MEDICO! Niente da fare. L’ambulanza arriva dopo venti minuti, lo portano al Niguarda, cosciente, la mattina successiva Ronnie Peterson muore, per un ‘embolia. Ha 34 anni. Una moglie e una figlia bellissime.

Dalla gara successiva Watkins pretende di avere un anestesista, l’attrezzatura ed un auto medica che segua la partenza. In modo da arrivare SUBITO, quando c’è un incidente. Ed in seguito una microclinica che permetta di soccorrerli subito.

Ne ha visti morire tanti Watkins, senza poterci fare molto, Villeneuve, Paletti (che ha cercato disperatamente di salvare, nonostante sapesse che era già praticamente morto). Ne ha salvati tanti. Hakkinen, Berger, Barrichello.

Ha dovuto vedere morire Senna, dopo aver visto Ratzemberger, nel 1994. Il giorno dopo avergli chiesto “Ma perchè non ti ritiri? Hai vinto tutto, dai che andiamo a pescare insieme…”

Era un medico.

Salvava vite.

Ci provava, almeno.

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