Avvertenza: Sono in fase premestruale (mi vengono, speriamo, domani ), sono appena tornata da un posto che adoro in un posto in cui purtroppo non mi riconosco più e fa un caldo terribile. E io non sopporto il caldo. Inoltre ciò di cui parlerò mi fa seccare le ovaie. Ergo è possibile – non certo ma possibile – che il post venga abbellito con alcune colorite espressioni gergali, generalmente conosciute come bestemmie. Se vi infastidiscono non leggete.

Rientro dagli Stati Uniti piena, ma PIENA, di energiavogliapositivitàbeiricordigioventù e, un po’ mesta devo dire, faccio da mangiare mentre guardo il TG. Faccio gli spaghi col sugo, chè in USA mi sono un po’ lasciata andare, credo di avere 370 di colesterolo e sono sicura di avere il culo che sembra una bavarese, nenche tanto soda. 

Beh, son lì che armeggio, tutta sexy in canotta (e basta) ai fornelli – Antò, fa caldo, zioSTRAboia – e sento che Monti ha cianciato qualcosa non so nemmeno quando, a proposito della generazione perduta, che sarebbero i trenta-quarantenni. I giovani.

Di stocazzo, uno a quarantanni è bello che maturo, altro chè giovane. Ma insomma, io sono al limite sotto di tale generazione di perduti o quel che è e la mia dolce (?!) metà invece c’è proprio dentro con tutte le scarpe.

Vabè Monti ha detto, in buona sostanza: “Vecchi, siete nella merda, lo sappiamo benissimo, lo sappiamo perchè nella merda vi ci abbiamo messo NOI, vecchiacci di merda e – baideuei – non abbiamo nessuna intenzione di fare nulla per migliorare la vostra triste condizione, ormai siete cagati.” Bene, lo sapevo anch’io, non per niente sono andata all’estero e ci ritornerò in tempi non lunghi (mi sto già attivando, magari in due, stavolta).

Mi giro verso la dolce (?!) metà e dico: “Visto? Anche Monti dice che sei cagato!” illo mi risponde soavemente: “Diocan! E avevi bisogno che te lo dicesse quel vecchio stronzo di Monti? Lo so, posso solo cercare di farmi il culo ancora di più e andare via il prima possibile. No future.”

Il mio amato ha un’ anima punk.

Pensavo che in risposta ad affermazioni del genere, plotoni di trenta-quarantenni uscissero di casa (dalla loro cameretta in casa dei genitori), si armassero sommariamente – forconi, decespugliatori, epilady, quelle robe lì – e, all’urlo di “XxioBOIA, adesso ci ridate TUTTO quello che ci spetta, altrimenti vi impaliamo e poi vi mangiamo il cuore!!” marciassero verso qualsiasi istituzione pubblica e/o privata in Italia. Parlamento, Università, grandi aziende, vale tutto, tanto di vecchi di merda ex-sessantottini, finto rivoluzionari ora saldamente al potere ce n’è dappertutto.

Invece no. Dei tizi hanno fatto un sito  in cui propongono un manifesto (roba nuova eh!! E poi si lamentano che tutti li sfanculano) le cui parole d’ordine sono:

1. Rispetto

2. Merito

3. Impegno

4. Progetto

5. Fiducia

6. Porcodio

No, la sesta ce l’ho messa io. Patetici. Ho letto poche volte in via mia una cosa così pa-te-ti-ca. L’unica cosa che mi viene da pensare a leggere quell’ammasso di fuffa velleitaria è “ve lo meritate, cazzo. Anzi non è che ve lo meritate e basta, se ragionate così SIETE LA CAUSA del vostro fallimento”. Dietro quelle cinque cazzo di paroline trite e ritrite non c’è assolutamente NULLA, il cosiddetto manifesto è il manifesto del nulla, l’emblema del fallimento di una generazione. 

“Aggregarci attorno ad alcune parole chiave, cinque tag dai quali partire”!?!?!?!?! Ma diocan, SEI DEFICIENTE O COSA!?!?! Attorno a cinque TAG!?!?!? Mavainfiga, tu e i tuoi TAG!!!

Dicono che servono poche parole  e poi ne sprecano a bizzeffe per non dire niente, “recuperare la dimensione perduta dell’impegno”, mi spieghi che cazzo vuol dire idiota!?!?! Impegno per me è fare (al momento) tre lavori, uno per i cazzi miei (legale), uno nei week end e un altro la sera due giorni alla settimana. E anche questo non serve a un cazzo. Nel senso che io (che non sono perduta) ho compreso in modo chiaro e definitivo che qui non c’è più niente da fare o da sperare, nulla da chiedere, si può solo pretendere. O andarsene. Io me ne andrò, lo so già, lo abbiamo deciso e pianificato (a grandi linee, i dettagli verranno a breve) perchè non sono violenta, non so pretendere e quindi preferisco mandare tutti affanculo ed andar via. Ma … il manifesto, cristodio!!!!

Se uno mi venisse a dire, come Monti, “Sai cosa c’è? C’è che tu stai pagando per tutte le truffe, le cazzate, le ruberie, le turpitudini che abbiamo fatto io ed i miei amici coetanei. E sai cosa c’è? Continuerai a farlo perchè io non ho tempo, nè voglia, nè intenzione di migliorare le cose, nella vita c’è chi la piglia in culo e paga e questa volta è capitato a te. Amen” io, francamente oltre a sputargli in faccia tutta la mia rabbia, il mio rancore, i miei insulti, lo prenderei per i coglioni – stringendo forte, che non si sa mai che sia insensibile – e lo obbligherei a cambiare, quel che può, SUBITO. Non per le generazioni future, no. Per me, ziocane!

Se necessario andando in piazza con le spranghe. Non contro il G8, non per la pace nel mondo, no. Perchè fare lo schiavo a quarantanni a milleedue al mese con gli straordinari non pagati E’ INACCETTABILE. E basta.

Me li hanno proposti quei posti lì, quando son tornata, suonavano benissimo “Assistant marketing operation manager” – figata eh!? – millecentocinquanta al mese, contratto di un anno “signorina, le devo fare la domanda, sa… lei è sposata?” possibilità di carriera? Hahahaha!! Inquadramento? Hahahaha!! Benef… Hahaha!!!!
Ho detto no grazie. Il vostro merdoso posto di lavoro precario potete prenderlo e cacciarvelo in culo, io SONO BRAVA, io valgo più della vostra elemosina, valgo anche molto più di te, stronzo, che mi fai il colloquio, morto vivente. Preferisco fare tre lavori, preferisco morire dietro ad un progetto di un cliente che non sa neanche parlare l’Italiano, insegnare l’inglese agli adulti e dare una mano in un bar piuttosto che fare la schiava nella tua azienda del cazzo.

Se i trenta quarantenni lo facessero un po’ più spesso, se non avessero paura di tutto, forse le cose sarebbero cambiate prima. Invece di scrivere inutili manifesti vecchi di quarant’anni. Questi non sono giovani, non sono pieni di risorse, non sono innovativi e non hanno capito un cazzo del mondo che li circonda. Sono VECCHI, sono già vecchi e non lo sanno, usano un linguaggio da vecchi, un linguaggio ed un modo di comunicare che ha almeno dieci anni, non per niente molti sono “esperti di comunicazione”, “Giornalista e blogger” (diocan!!! Blogger NON E’ UNA PROFESSIONE!!!!!), pubblicitari.

Si vede infatti come funziona il mondo della comunicazione in Italia. Spazzatura riciclata spacciata come nuova.

Ve lo meritate di essere perduti.

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