Sono cattiva.

Non sempre, non nel senso “canonico” del termine, ma sono cattiva, credo. E questa è una specie di confessione, perchè questo lato del mio carattere mi spaventa ed ho bisogno di essere rincuorata, o almeno di buttarlo fuori. Come quando senti l’acquetta in bocca, quella nausea fastidiosa, che devi vomitare.

Quindi vomito.

Sono cattiva, non è vero, non sono cattiva, sono insensibile. Sì, insensibile, non nel senso “Zei inzenzzibbbbile”, nel sento che non sento, non sono empatica, non provo. Nulla. Mica sempre ma per certi periodi sì. Non riesco ad essere empatica, a dispiacermi, o riempirmi di contentezza, o a condividere alcunchè, siano gioie, dolori o altro. Non ci riesco, faccio finta. Non è una cosa che riguardi solo chi non conosco, magari uno dice “Bè, la fame in Africa” – “E chicazzo se ne frega”, no. Quello lo fanno quasi tutti. Finta, dico. No, io non riesco, quando mi arrivano questi periodi, ad essere empatica con nessuno.

Nessuno, nemmeno la mia famiglia, nemmeno il mio amore. Nessuno. Penso che vorrei andare via, che vorrei prendere su tre cose (no, neanche il gatto, che vada in culo anche lui) trasferirmi in Nuova Zelanda (non è vero, trasferirmi da qualche parte, qualsiasi parte) e stare là. Da sola a fare niente, lavorare, mangiare, masturbarmi, fare sesso. Senza il pensiero di nessuno. Senza sentimenti, senza DOVER FINGERE di avere dei sentimenti.

Cosa mi frena? L’amore? La volontà di non ferire chi amo (quando non sono così)? Assolutamente no. La pigrizia. Il non voler affrontare le rotture di coglioni che derivano da queste scelte. Il fatto di sapere che questo periodo passerà e tornerò ad essere un essere umano “normale”, con emozioni e sentimenti.

Anche il discorso di tradire, non me ne frega un cazzo. Non me ne frega un cazzo di nessuno, intendo. Nè di sbattermi per trovarmi qualcuno con cui tradire, nè di te. Lo farei? Sì, se ne valesse la pena, ma è solo curiosità, bestialità, mi piacerebbe venire sbattuta da una bella squadra di tizi con dei cazzi grossi come dei bastoni, mi piacerebbe venire umiliata, penetrata, mi piacerebbe farmi pisciare addosso, o peggio, e poi non vederli più, che mi mollassero lì, io piglio e me ne vado. Ma non me ne fregherebbe niente, nè di loro nè del male che eventualmente farei ad altri. Medesimo discorso, non lo faccio perchè non voglio la rottura di coglioni di avere uno di fianco che me ne dice di tutti i colori, che magari piange o roba del genere.

A volte mi immagino mentre uccido qualcuno, nei minimi particolari, sangue, urla, tutto. E mi piace. Mi piace un sacco. Non penso nemmeno per un attimo che quella persona soffrirebbe, mi piace la meccanicità dell’uccidere, il senso di distruzione.

Rompere, distruggere, spezzare, sezionare. Mi piace. Non è questione di far soffrire, nemmeno quello mi interessa, mi piace distruggere, a volte.

E poi scappare, andare via e basta. Rubare e andarmene. Forse è un lato oscuro che abbiamo tutti, ma a me fa paura, perchè dura parecchio, di solito qualche settimana, in cui sono così, priva di sentimenti. Li fingo ovviamente, perchè non potrei mai vivere nella società comportandomi come mi sento. Li fingo anche bene, benino, dai. Riesco quasi sempre e dirottare le indagini, le domande, il sincero interesse di chi mi sta intorno… “Cos’hai Anna, c’è qualcosa che non va? ” – “Nooo, sono stanchissima, nient’altro.”

Ed è vero. Perchè non c’è niente che non vada, solo che non me ne frega niente di nessuno. Ma proprio niente, anzi, le persone a me vicine, mi danno anche un po’ di fastidio. Sparissero, sarei più contenta. Senza alcun legame, nessuno che mi vuole, che mi cerca, che si preoccupa o che addirittura mi ama. Certe volte penso anche che potrei morire io, tipo anche domani.

E non me ne frega assolutamente niente. Niente.

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