In considerazione del fatto che ho peccato, molto peccato, osando profanare il sacro graal dello stereotipo del maschio itagliano medio – el balon – del quale e’ concesso disquisire ESCLUSIVAMENTE se portatori sani di pene e frequentatori abituali di Bar, processi, controporcessi e domeniche sportive – altrimenti come, come!? Poter acquisire la necessaria perizia nella dissertazione di un argomento cosi delicato, importante, pregno di significato e fondamentale per la sopravvivenza del genere umano – ebbene, faccio pubblica ammenda e mi pento!

Giacche la dura condanna mi venne inflitta non, si badi, da un CT della Nazionale Italiana, no, nemmeno da un giocatore di serie A, no signori miei… Ma DALL’APPASSIONATO DI CALCIO, l’autorita ultima, il custode dei segreti, del Sapere, in fatto de balon, mi pento e mi cospargo il capo di cenere, che sul biondo sta anche bene.

Pertanto, essendo io vaginamunita, dunque impossibilitata a conoscere i reconditi segreti del Graal, inauguro una rubrica piu consona alle mie – ahime limitate- capacita, certa di non rischiare piu il reato di lesa maesta – dove la maesta e’ il balon e cio’ che rappresenta per il maschio itagliano medio -.

Che, quando legge o vede anche di sfuggita, un richiamo al balon, anche in un ambito in cui NON SI PARLA de balon, perde il senno e capisce piu un ostia.

Pizzi & merletti. Consoni alla mia condizione di costola di adamo, angelo del focolare, compagna da letto.

I pizzi generalmente si utilizzano per ornare le mutande, quelle belle, pero, non quelle di cotone di tezenis che porto io. Il pizzo e bello a vedersi, puo ornare anche la tovaglia della festa, quella che noi si e’ use imbandire la domenica a pranzo, quando in cucina attendiamo obbedienti il ritorno dei mariti, dalle fatiche del bar domenicale. Il pizzo e’ piuttosto delicato, no, non va in lavatrice a 90 ed e eglio fare attenzione con unghie lunghe ed anelli.

I merletti son dei pizzi piu pregiati elaborati e costosi e mi fanno financo piu cagare dei pizzi normali.

A presto con la prossima rubrica: “il te delle cinque, come servirlo, come sorbirlo.”

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