Premetto:

Non sono una fan del Ministro Fornero, nè del Governo Monti, che per quanto io possa pensare sia meglio del governo precedente (e lo penso eccome, purtroppo) mi lascia comunque un senso di … Di sconfitta.

Però, ho letto che l’altro giorno la Ministra ha dichiarato,  in un intervista al WSJ, insieme a molte altre cose, che “La riforma è una scommessa sul cambiamento dei comportamenti degli Italiani, sotto molti aspetti” e che “Il lavoro non è un diritto; deve essere guadagnato, anche attraverso sacrifici”.

Ora: Ci sono molti modi per interpretare una frase. Anche una frase così secca e semplice. Io sinceramente avrei aggiunto, dopo diritto, “Divino” o “assoluto” o “Gratuito” o “garantito”. Ma sta di fatto che il senso della frase del ministro, che comunque va contestualizzato nell’intervista al WSJ, che non è esattamente la “Pravda” e nemmeno “il manifesto”, per me è del tutto chiaro, semplice, evidente.

E condivisibile. Assolutamente condivisibile.

Per me è ovvio. Il lavoro NON è un diritto atavico, te lo devi guadagnare. Non solo. Te lo devi guadagnare nel tempo. Devi CONTINUARE a guadagnartelo. Sempre. Vale per i singoli, siano lavoratori autonomi o dipendenti, vale per le aziende (se lavori poco, male, se sei obsoleto, MUORI! Ed è naturale, sacrosanto) vale per i dipendenti pubblici.

Dove sta scritto che se sei un dipendente pubblico o privato puoi fare il cazzo che ti pare e non risponderai mai del tuo operato? Dove sta scritto che il posto di lavoro è un diritto inalienabile, indipendentemente dal comportamento individuale dei lavoratori?

Nella Costituzione, secondo una lunga serie di parolai, cialtroni, buffoni di corte e approfittatori (Di Pietro, Ferrero ecc.).

Tanto che, sia alcuni esponenti della Lega, che esponenti dell’IDV si sono domandati, sarcastici: “Ha! La sig.ra Fornero vuole forse riscrivere gli articoli 1 e 4 della Costituzione!?” Ha!

Perchè?

SE ANCHE FOSSE?!?!?!?!! La Costituzione è un pezzo di carta, un insieme di princìpi e dettami, nato da tutta una serie di compromessi tra 75 persone. Votata da 550 persone. Niente di più. Non è il monolite di 2001 Odissea nello spazio, non è la Torah (per chi ci crede). Se anche qualcuno volesse riscriverla, xxxIOCANE! Non ci sarebbe nulla di male. Proponi e vediamo.

E in ogni caso la Ministra, maledetti parolai, cialtroni, luridi, non ha parlato di diritto al lavoro in senso generale e di principio – Come nella Costituzione, che infatti non parla certo di “posti di lavoro” o di “lavoro dipendente” e che è stata scritta in un epoca in cui (sì, la nostra ILLUMINATA costituzione) se scoreggiavi storto al alvoro ti cacciavano in trenta secondi netti, senza alcun tipo di “ammortizzatore”, l’unico ammortizzatore che potevi usare era il tuo culo, se eri carina – ha inteso parlare di posto di lavoro.

Porca troia, probabilmente sarò diventata ferocemente di destra, chissà, forse sono la nuova Marine Le Pen e no lo so ancora, ma secondo me…

IL LAVORO TE LO DEVI GUADAGNARE.

E devi guadagnartelo continuamente. Sudando, facendo fatica, migliorandoti, cazzo.

Quindi per una volta, una soltanto, sono d’accordo con la Fornero. Vogliam parlare di 20.000 persone che dovevano essere assunte dalla Regione Sicilia? Di migliaia di assunti cui si deve far fare qualcosa, perchè un ruolo NON CE L’HANNO?

Esemplifico: Ufficio permessi sosta Comune di Annuska. Gestito dalla locale azienda per il Trasporto pubblico urbano (in rosso stecco, da decenni). Bene. La sottoscritta, deve chiedere il permesso di sosta, in quanto avente diritto, abitando in zona centro storico.

Come dovrebbe essere, in un paese civile:

Annuska, tutta tranquilla accede alla pagina apposita del portale dell’azienda che gestisce i permessi, inserisce il suo cod fisc, il numero di Carta d’Identità, la targa della vettura per cui fa richiesta di permesso. Il sistema IN AUTOMATICO (‘codio, bastan tre query stupide!!!!) incrocia e verifica i dati, valida la richiesta. Io pago via carta di credito quanto devo di bolli e menate, il sistema emette un permesso provvisorio da stampare ed esporre, in attesa che arrivi quello definitivo, in plastichina figa, a mezzo posta alla mia residenza. Tempo totale: 3 minuti. Impiegati addetti alla mia pratica=Nessuno.

Ca va sans dire che non funziona così.

Come funziona qui, che ce la tiriamo anche, ziocàn!:

Annuska scruta il sito del Comune, che rimanda alla pagina (Introvabile) dell’azienda Municipalizzata. La quale pagina dice che, visto che ci sono delle code da fogo, è meglio prenotare l’appuntamento via internet. Annuska pensa – Porcodio!! Non devo mica andare a rifarmi le tette, devo solo prendere un cazzo di permesso, vado alla ventura, il primo appuntamento che mi propone è tra 15 GIORNI!!! E io sto pagando circa 12 euri al giorno per tener la macchina fuori – prende i documenti, scarica i moduli, li compila e va. L’ufficio è sito in loco fuori mano rispetto al Centro (i permessi sono solo per chi risiede o lavora in centro), ma ovviamente di difficilissimo parcheggio. Per fortuna ci sono andata furbamente in bici, sopravvivendo al caldo africano. Penso a chi c’è andato in macchina. Entro nella sala d’attesa. Prendo il numerino. Ho 26 persone davanti a me. Faccio due conti, mi tengo larga e spero di cavarmela in un paio d’ore.

No. Ce ne metto 3 e mezza. Alla terza ora, scatta il mio numero, finalmente posso entrare nell’ufficio vero e proprio (nel frattempo ho imparato a memoria la storia di Belen e ho scaricato il cellulare a furia di mandar messaggi e guardare internet) dove, meraviglia delle meraviglie ci sono… 12 PERSONE!!!! Do-di-ci impiegati del COMUNE!!!! Dodici. Non uno, neanche due. Dodici.

Vabbè, in “solo” mezzora mi danno il permesso. Sia ben chiaro che io non ce l’ho personalmente con chi lavora lì, chi mi ha dato udienza era cortese e sufficientemente competente, ma cazzo… Possibile che si debbano mantenere dodici tizi per fare quella CAGATA lì!?!?!! Dodici, santiddio!!

Ne dovrebbe bastare una. Via, son generosa, diamole un back up… Tre. Per stare larghissimi. Le rimanenti 9 non servono ad un cazzo. Moltiplichiamo per 20 Regioni, 111 Province, 8101 Comuni, migliaia di enti, uffici, distaccamenti.

Quanto fa?

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