Colonna sonora: Stan – Eminem & Dido. 

Dùm, dù-dùm, dù-dùm, dùm, dùm, dùm…

Dù-dùm, dù-dùm — dù —— dù-dù-dùm.

Prendiamo i nostri branzini. Siccome oltre ad essere ingrassati abbiamo anche il braccino corto, non li abbiamo presi in filetti, li abbiamo presi interi, sebben puliti, quindi vanno sfilettati.

Per sfilettare il branzino bisogna munirsi di:

Calma
Pazienza
Serenità d’animo
Due coltelli MOLTO affilati, uno più grossetto, l’altro sottile.

Con il coltello più grande si incide il pesce subito sotto la testa, dopo le branchie, fino alla spina dorsale. Dopodichè, io, inizio a sfilettarlo dalla coda, ma ci sono diverse tecniche, fate come vi pare. Incido subito prima della coda, col coltello sottile, poi passo a tagliare, tenendo una mano sulla panza del branzino, col coltello a piatto, lungo la lisca. Se stai attenta e ti dice culo non resta quasi carne attaccata alla lisca e non ti sventri tu.

Va da sè che l’operazione richiede l’assenza di qualsiasi altra forma di vita in cucina. Il gatto o altro eventuale animale domestico può essere buttato fuori a calci, per gli umani regolatevi voi, in base alle vostre usuali modalità di comunicazione.

Bene. Ce l’abbiamo fatta, anche se in un tempo lievemente più lungo rispetto a quello di uno chef professionista. Sì, meglio che ci metti un cerottino, su quel dito. Dal filetto poi bisogna togliere le spine, chè non è mica finita lì. I migliori usano le apposite pinze.

I peggiori usano le pinzette che trovano. Tipo quelle da sopracciglia, tanto poi basta lavarle e che sarà mai se l’arcata orbitale sa un po’ di pesce… Farà pendant con la patata, al limite.

Le spine che restano… si arrangeranno i commensali, io non ne posso più.

Ora, tagliamo la cipolla o lo scalogno, a rondelle nè troppo grosse, nè sottilissime, va fatto andare, ma non soffriggere, proprio… Morbidino. Tagliamo anche i pomodorini e le olive (buone, se no viene una merda che sa da plastica). Olio, non troppo, in padella, cipolla, poi mettiamo i capperi e le olive, insieme al trito di aromatiche (io uso timo e maggiorana, ma va a gusti). Poco dopo buttiamo anche i pomodorini tagliati. Sfumiamo con un po’ di vino bianco.

Già che l’abbiamo aperto, versiamocene un bicchiere, che va sempre bene. A’sto punto, abbassiamo la fiamma, andiamo verso la credenza, prendiamo l’aperol, un’oliva verde, un po’ d’acqua, il ghiaccio dal super frigo e due stuzzichini. Degustiamo soddisfatte lo spritz.

Lo stesso trito, mescolato con un po’d’olio e limone (PO-CO, limone) lo usiamo per spennellare i filetti di branzino.

Passati due-cinque minuti da che abbiamo messo le verdure – possiamo anche aggiungere un pochino (PO-CA!!) di acqua, per ammorbidire il tutto – mettiamo in padella i filetti di branzino. Io uso le padelle di ceramica, che non si attacca niente, ovvaimetne bisogna fare un po’ di spazio ai filetti…

Vanno cotti poco. Il minutaggio non me lo ricordo, ma poco. Il pesce desfà fa cagare, a meno che non sia richiesto dalla ricetta. Serviamo in tavola, cercando di renderlo carino, il filetto va mantenuto INTERO, ai lati e sopra mettiamo il condimento.

Vualà!!

Finito di mangiare, ti resterà una fame terribile, chiaro segno che la dieta sta funzionando.

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