Stavo scrivendo una cazzata, la solita ricetta della minchia, così per ridere.

Poi però ho iniziato a leggere che di nuovo, in Emilia ci sono morti, che Mirandola e Cavezzo sono venute giù, che nel Polesine ci sono stati altri crolli, che la gente ha perso case, lavoro e speranza.

Io l’ho sentito molto forte, ma ero probabilmente nell’unico posto sicuro, in macchina. Sembrava che qualcuno, da fuori scuotesse la macchina, come quando ti fanno quegli scherzi stupidi. Mi sono terrorizzata, stavolta. In modo del tutto irrazionale, non so perchè, forse perchè, appunto, non potevo esser sicura che fosse il terremoto. Non lo so.

Comunque a scrivere cazzate non ci riesco, oggi.

Quei posti lì sono anche un po’ miei, di origine sono per un quarto ferrarese, ho vissuto a Bologna e conosco bene il modenese. Sentire quegli accenti, vedere quei posti devastati oggi mi fa impressione, non riesco a ridere.

Ogni cinque minuti aumenta il numero dei morti. No.

Non mi va proprio di ridere.

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