In verità, mentre in Italia si celebrano elezioni, si assaltano Equitalie e si spara a dirigenti Ansaldo, io preferisco paralare di cazzate.

Sarà un modo di difendermi, bisogna cercarne sempre uno, altrimenti ci si intristisce. O almeno, IO mi intristisco. Trent’anni fa, lo sanno anche i sassi (per esser precisi il 30esimo ricorrerà domani), a Zolder, in una giornata un po’ cupetta – non pioveva ma il sole, da quelle parti lì, non lo vedi mai – Gilles Villeneuve, idolo delle folle della Formula 1 volava in aria per riatterrare per l’ultima volta. Come sono aulica.

Insomma, 30 anni fa moriva  Villeneuve. Niente di così strano, all’epoca in Formula 1 i piloti morivano con una certa frequenza, Gilles peraltro sbagliò quel pomeriggio, fece un errore, capita. Morto. Capita.

Eppure, a 30 anni di distanza, non solo in Italia, viene ancora celebrato un pilota che, diciamoci la verità, non ha mai vinto un cazzo. 6 Gran Premi. Roba da Coulthard. Eppure. Eppure quando è morto lo hanno riportato in Canada come un eroe planetario. Eppure a trent’anni di distanza si celebrano ricordi, si inaugurano mostre, si scrivono articoli. Anche Senna fu celebrato come un Imperatore, ma Senna ERA il più forte di tutti, lo aveva dimostrato. ERA quello che avrebbe potuto vincere tutto.

Gilles no. Gilles era l’aviatore, quello che sfasciava le macchine, quello che ci provava sempre. E non ci riusciva mai. O quasi. Quello che è diventato leggenda per un secondo posto, quello che faceva un giro tirato su una ruota sola (col risultato di sfasciare completamente una sospensione) quello che indovinava le superpartenze e poi teneva dietro sei-otto macchine per un GP intero, andando ben oltre il fair play.

Eppure Villeneuve ha avuto un carisma, un fascino, è stato oggetto di un amore senza precedenti. Era timidissimo, non amava le interviste, aveva un visino da bambolotto, tenero. Piccolino e indifeso, sembrava.

Forse non fu il pilota più forte della sua epoca, anzi, ne sono sicura, probabilmente non avrebbe mai nemmeno vinto un mondiale, come invece suo figlio è riuscito a fare.

Eppure siamo ancora qua a parlare di quel piccoletto, che con una Ferrari riusciva a fare di tutto, fuorchè vincere, o quasi. Basterebbe solo quello per dire che Gilles Villeneuve era una persona speciale, diversa da tutti. Forse è vero. Chissà cosa aveva, di così straordinario, ma veramente straordinario… Io non lo so, sicuramente qualcosa aveva.

Tra poco più di un mese ricorreranno anche i 30 anni dalla morte di Riccardo Paletti. Con i suoi occhiali da nerd e i suoi 23 anni.

Ciao.

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