Fuori piove, forte.

Mattina inoltrata, fa così buio che sembra sera. Sola, a letto.

Nuda, in mezzo alle lenzuola, ma non c’è proprio niente di quella sensazione bella, di spossatezza, di soddisfazione, di casa, di cuccia, che ti piace tanto. Neanche un po’. Sei sola e ti senti sola. E basta. Le gambe un po’ anchilosate, la figa un po’ gonfia, ma niente male.

Solo un po’. Sei lì, ancora sporca di sperma – sì sporca, così ti senti – stanca, stanchissima, non ti vuoi alzare, non vuoi neanche andare in bagno, a pisciare. Anche se ti sembra di esplodere. Magari, dici. Stai lì. Niente lacrime, solo rabbia e rancore. Stanchezza e nausea.

Ancora.

Che stai lì, a letto, mentre ti tocchi un po’ e capisci che t’è rimasto solo indolenzimento. Nessun ricordo, nessun piacere. Dieci secondi di luce e basta. Che ti chiedi cosa ci fai lì, da sola, è andato via. Va sempre via. Tutti vanno sempre via. A volte non ti salutano nemmeno, poi ti mandano un sms, “dormivi come un angioletto”, no, non dormivi. Eri lì, coi pugni stretti, le labbra serrate a cercare di non piangere, che non sta bene.

A farti un po’ di male, chiederti cosa cerchi. Cosa cercavi.

Che non sai nemmeno perché era lì, perché avete parlato, perché l’hai invitato e perché sia salito. Perché ti abbia scopato. Tu non ne avevi neanche voglia. Lui? Una svuotata di palle, probabilmente. Non importa, no? E’ andato, tanto. Non tornerà. Lo sai benissimo, li conosci ormai, conosci te. Ti piaceva, era gentile, brillante, belloccio.

Andato.

Colpa tua, non c’entra lui. Preventivato. Quindi? Perché ora stai così male? Hai scopato, anche benino, sei venuta, è venuto. Ce l’hai ancora addosso, non è mica niente, allora perché stai così male? E’ bello il sesso. E’ brutto star soli, quello sì. E sola eri ieri sera e sola sei anche adesso. Uguale. Hai solo la figa un po’ indolenzita e una sensazione fastidiosa dietro. Neanche ti piace, perché allora gli hai detto “inculami”? Per tenertelo lì mezzora di più? Pensavi che sarebbe rimasto, solo per quello?

Bè, non è rimasto.

In compenso ti fa male il culo. Bell’affare. Sei stanca, solo stanca e non vorresti più alzarti. Non vorresti uscire, non vorresti niente. Niente lavoro, niente gente, niente amiche – che non ne hai più, di amiche – niente uomini. Basta uomini, né gentili, né carogne, né belli, né giovani, né maturi, basta.

Tanto vanno via, la mattina.

E a volte neanche ti salutano.

E te lo meriti. Dopotutto. Nemmeno tu ti saluteresti.

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