No, non è la consueta cazzata.

E’ un’ idea sempre più concreta che si sta facendo strada – non che ci voglia molto, c’è un sacco di spazio – nella mia testolina. Io ho la testa grande come una palla da bowling, ma amo dire “testolina”.

La cosa più o meno si è sviluppata così:

Prima di partire da Lux, mi sono premunita ed ho iniziato ad inviare CV, completi di eleganti, simpatiche, supplichevoli, strappalacrime, lettere di presentazione, più o meno a TUTTE le aziende con sede non solo nella Provincia in cui risiedo, ma in tutto il Triveneto.

Che cercassero o meno.

Non avevo riposto grandi speranze nella cosa, però – mi dicevo – non si sa mai. Il bilancio, devo dire, è stato piuttosto misero, tasso di risposta (positiva o negativa) inferiore al 15%, sei colloqui affrontati, nessuno dei quali con prospettive concrete di assunzione. Sono troppo qualificata, dicono alcuni. Ovviamente è una cazzata paradossale, dal momento che non ho posto particolari paletti (sostanzialmente desidero solo essere pagata, anche in contanti in nero, non importa). Ma non me la prendo, lo sapevo e accetto la cosa.

Sì, sì, certo. Me l’hanno fatta LA domanda.

L’ultima volta – giuro che è vero – mi sono armata di coraggio e faccia da culo e ho testualmente risposto (sorridendo alla COGLIONA con cui stavo facendo il patetico colloquio): “Sono sterile, una malattia congenita”

Quando sono di cattivo umore ripenso all’espressione della decerebrata, quando le ho detto così, e come d’incanto mi passa tutto. Insomma, a quanto pare un impiego da dipendente non lo trovo. Quindi, ci siamo detti – mi sono detta io, per la verità, la dolce metà ha ascoltato, riflettuto, approvato – dato che a me il lavoro da dipendente aveva anche bello che rotto i coglioni, perchè non fare qualcosa per i cazzi miei!?

Detto fatto. Nei prossimi giorni aprirò una Partita Iva ed inizierò a collaborare con alcune aziende. E’ un salto nel buio?

Certo che lo è.

Ma ha anche un sapore – un sapore che, beninteso, mi posso permettere – dolce e salato e buonissimo e delicato e piccante. Sa di libertà, di speranza, di paura, di coraggio. Sa di quello che mi han sempre detto che bisogna fare: Tirarsi su le maniche e farsi un CULO COSI’.

Sa di costruire qualcosa, che magari tra due mesi franerà clamorosamente, ma almeno ci provo. Se ci provo mi sento viva.

Senti, mal che vada farò i pompini rilasciando regolare fattura. E’ un modo come un altro per differenziarsi.

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