Ieri sera ho preso una decisione.

Andrò a vedere Battleship.

E’ troppo una figata.

Bòn. Confessata così la mia totale incapacità di intendere e volere (fortunatamente mi accompagno ad un decerebrato), passaimo al punto 2.

Oggi hanno portato a casa (dei Signori vestiti di blu, con un marchietto sulla tuta) un nuovo frigorifero, chè quello vecchio una settimana fa ha fatto Sppfffffff… e poi ha preso ad andare un po’ così così, diciamo.

Insomma non andava più un cazzo e la roba veniva un giorno congelata e il giorno dopo calda “de bòjo”. Si va dunque al negozio di elettrodomestici (mi piace tantissimo fare la casalinga, scegliere con competenza fasulla, fingere di interessarmi alle caratteristiche e portarmi dietro il moroso con il compito di portafogli) e scelgo – sì, io, d’altra parte io cucino, io faccio spesa ergo IO scelgo il frigo – un frigo. Grande. Molto grande. Veramente E-nor-me.

E anche costoso, ma questo non importa.

Il punto è che dove abitiamo ci son le scale, due piani, con un paio di simpatiche curve, che neanche sul tracciato di Montecarlo, le trovi così insidiose. Un altro punto è che le scale son strette e il frigo, come dicevamo, grande.

Insomma arrivano i signori, io mi preparo nella mia più perfetta mise da casalinga stuzzicacazzi – Braghe della tuta grige, felpone azzurro macchiato di nonsocosa, occhiali, zavatìna pelosa rosa e capelli raccolti – non avrei sfigurato al CERSAIE (andatevi a vedere cos’è) e tutta tronfia nel mio ruolo di REGINADELLACASA, li accolgo.

Problema N° 1:
Il frigo NON passa dalla porta di ingresso giù. Suggerisco timida di cavare un pomello. Risposta: “Dele bàstième cavèmo, signorina!”. Comprendo che il momento è delicato e taccio.

Smontano mezza porta. Iniziano a portarlo su. Io nel frattempo gli ho creato una specie di autostrada in casa, per portarlo su. Medito se chiudermi al cesso, finchè lo portan su per le scale, temo per la mia incolumità. Invece sto lì, con l’orecchio teso a cercare di carpire botti, sfrisi, colpi. Niente.

Solo bestemmie a mezza voce. Ma tante.

Arrivano. Stravolti. Io nel frattempo avevo provveduto a vuotare il frigo ed il freezer, riponendo tutto in perfetto ordine sparso per tutta la cucina, roba e sacchetti isolanti.

Mettono al suo posto il frigo, pago, offro caffè (declinato, vedi che vestita così sono oltre qualsiasi tentazione, o forse è questione di stanchezza) saluto e …

– Eh no, signorina, no se pòl mìa ‘tacarlo el frigo! –
– Come no!? (zioSTRAcàn!!! C’ho le costolette che mi si scongelano)-
– Eh no, bisogna aspettare quatro (4) ore. Perchè il gas se deposita… Durante il trasporto si è spostato e ora deve tornare giù –
– E io coi surgelati cosa ci faccio!?!? Me li infilo nel culo per sollazzarmi!?!?! (Non l’ho detto, l’ho solo pensato)
– Bè, fuori non c’è caldo, provi così, ma non gliel’hanno detto?-
– No, Zioboia! – (questo invece l’ho detto)
– Eh, fan sempre così…. –
– Eh, vabè, grazie –

Ecco. Così ora ho un frigo bellissimo, enorme, pieno di roba (Ho pensato che essendo isolato sia il posto migliore dove mettere la roba) e perfettamente inutile.  Se mi vanno in culo le costolette so da chi andare.

Ziocàn.

 

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