Mattina impegnativa.

Frugale colazione, caffè brioscina in PVC, sigaretta. Piove e c’è un aria che a me piace da morire, l’odore della pioggia, non so come si faccia a spiegarlo, ma il cielo, l’aria e i colori, sanno di Inghilterra. Mi son capita io, va bene così.

Questo tempo mi mette di buonumore, automaticamente, qualsiasi cosa debba io affrontare nel prosieguo della giornata.

Sì, esatto, NON sono “solare”. No. E siccome sono anche una stronza snob, diffido automaticamente da chi si autodefinisce tale. “Sono una ragazza solareeeee!!”

MA CHE CAZZO VUOL DIRE, ZIO CANE!!!!

Non amo le limpide giornate di sole e caldazza che mi fa sudare le ascelle e puzzare i piedi. Preferisco le uggiose girnate grigie di pioggia, che al limite i piedi sapranno di freschin.

La serenità mattutina è stata solo lievemente scalfita da un suono. Insistente. Sgradevole, inquietante. Una musica che sale…

Ziocàn, chi è che rompe i coglioni col telefono mentre cago!?!?!!?

Mia mamma, naturalmente, scoprirò dopo. Il telefono è altrove. Ho lo stronzo lì, a metà via, non mi posso alzare e non posso nemmeno farla finita in fretta, chè lo so che se faccio così, poi mi viene il malessere per tutta la giornata.

A me capita sempre. Se lascio una rigogliosa cagata a metà, poi sto male tutto il giorno. Vaincul, richiamerai.

Ripresa la levità d’animo (e di corpo), esco. Faccio cose, vedo gente. Trovo un SENSAZIONALE maglioncino. Lo compro. Mi sto già pentendo. Cammino per la città apprezzando le conseguenze della scelta fatta mezzora prima. Non rispondere mi ha evitato una serie di rotture di coglioni certe e mi ha regalato un enorme benessere. Sono leggera come una libellula. Grassa. Ma sempre libellula.

Leggo il giornale.

La Chiesa è in una situazione drammatica, tuon sussurra il Pontefice. Amen.

La Lega è nella merda, perchè il Suo tesoriere, un decerebrato ciccione ex buttafuori, uno che io avrei delle forti resistenze anche a fargli fare lo spurgo dei pozzi neri in casa mia, ha utilizzato i fondi provenienti dai rimborsi elettorali (soldi anche miei, diciamo) per fare un po’ il cazzo che voleva. Dandoli anche ad esponenti di spicco del partito a titolo personale, ma loro naturalmente non lo sapevano. Checcazzo, ci mancherebbe. Eh! Mi stupisco dello stupore, francamente.

A Milano, parte della giunta discute animatamente una questione fondamentale per la città Meneghina. E’ bello vedere come, una buona volta, i politici si interessino davvero della città che amministrano.

Oggetto del contendere lo sfratto del McDonald’s in Galleria Vittorio. Sì, non sto scherzando nè mi invento un cazzo. Il centro sinistra si divide sullo sfratto (legittimo e nessuno ne discute, è stato indetto un bando al quale McDonald’s non ha partecipato o ha perso, vinto da Prada) di McDonald’s dalla Galleria Vittorio Emanuele. Se non è in questione la legittimità, qual’è allora il fulcro della discussione? Il NULLA, come di consueto per questa gente.

Secondo esponenti del PD milanese, McDonald’s è “democratico” – leggi: Costa poco – quindi la sua eliminazione dalla Galleria impedirebbe ai poveracci – leggi: La gente comune – di frequentare la Galleria e di goderne l’indubbio fascino a livello architettonico e di prestigio. Per SEL invece è giusto così, quelli di McDonald’s sono degli sfruttatori, capitalisti, anti ecologisti, fordisti e carogne.

La bestemmia ce l’ho proprio sulla punta della lingua, ma la ricaccio giù.

E’ impossibile che non ci sia nulla di più urgente da discutere, impossibile. Tra l’altro si discute del NULLA, perchè Prada ha vinto il bando, Mcdonald’s chiuderà e fine della storia.

Hanno perso mezzora a discuterne? Un’ora? Due? Dei giorni addirittura? Non lo so. Vorrei che i loro stipendi fossero decurtati in misura proporzionale al tempo speso. Razza di gentaglia.

Uh! Che fame!!

Mi sa che vado al Mac!!

 

 

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