Nel post sotto ci sono diversi commenti (mica tantissimi eh!), dicamo così, scettici nei confronti degli psicofarmaci e del loro utilizzo. Io racconto la MIA storia, ovviamente, che riflette la mia esperienza, le mie sensazioni, il mio vissuto. Non ha alcun valore generale. 

Però magari può servire a chiarire qualche concetto, almeno visto dalla mia parte. 

E’ stato diversi anni fa, ero molto giovane. Non saprei dire se ci sia stato un fattore scatenante o meno, forse sì, forse erano tanti, io non sono riuscita ad individuarne di particolarmente “importanti”, o forse sì, li ho individuati, comunque non mi va di scriverne. Sta di fatto che nel giro di poco tempo, un mese, due, mi sono ritrovata in una specie di buco. Un buco di paura, di solitudine autoinflitta, di sfiducia, rancore, odio, nei confronti di tutti, soprattutto di me stessa, anche se non lo dicevo.

Un buco in cui mi rifugiavo a masturbarmi furiosamente, mangiare schifezze continuamente e dormire. E basta. Per un po’ queste cose erano le sole cose che volevo fare. Poi, in poco tempo, sono diventate le uniche cose che FACEVO. Oltre ad autocommiserarmi, naturalmente. Mi guardavo e vedevo una cosa inutile, una cosa inutile senza una direzione, senza un senso, senza niente. Una vita di merda. Facevo una vita di merda che odiavo e odiavo TUTTI, tutti i colpevoli. Piangevo anche per due-tre ore, senza motivo, nessuno mi faceva niente, ero lì sul divano a guardare la tv e scoppiavo a piangere. Accessi di rabbia? Incontenibili, ho ancora le cicatrici sulle gambe. Graffi, pugni, le nocche bianche a forza di stringere. Dormivo di giorno e di notte stavo come un fantasma, a fare nulla e pensare.

Credevo di pensare, almeno. In realtà no. Ero solo completamente in preda a tutta una serie di ossessioni, pensieri specifici che in nessun modo riuscivo a bypassare, o a dimenticare. Perchè mi consolavano. Perchè quel buco di merda in cui finisci è facile. E’ consolatorio, è solo tuo, non devi rendere conto a nessuno, perchè di nessuno ti interessa, non riesci ad ascoltare gli altri, non riesci assolutamente a comprendere razionalmente che “va tutto bene”, che in fondo hai vent’anni e non è successo niente, che devi rea-gi-re.

Reagire? E a cosa? A me PIACE stare così. A me PIACE stare male, lamentarmi, crogiolarmi in questa merda. Meglio che avere a che fare con VOI.

E’ difficile uscire. E’ ancora più difficile capire che da sola non vai da nessuna parte. E’ mostruosamente difficile uscire di casa, dopo aver preso appuntamento, andare da una che non consoci che fa la psichiatra, per … Per cosa?

Ti dici che sei pazza, dagli psichiatri ci vanno i pazzi. Che non hai speranza, tutta la tua vita, tutta, sarà così. Per sempre così. Finchè, ringraziando il cielo, una mattina non ti svegli più.

Ma ci vai lo stesso. E la prima cosa che ti prescrive, sono gli psicofarmaci. Non per altro, perchè prima di tutto devi scardinare le ossessioni, i pensieri in loop, quel muro che hai nella testa. Se hai la candida, per dire, prima di tutto prendi l’antimicotico, poi cominci una cura “preventiva” antirecidive. Se hai la broncopolominite, prendi l’antibiotico.

Perchè? Perchè se no, muori.

Appunto. Se no, muori.

Il farmaco non serve a curarti per sempre, non nel mio caso. Serve a sbloccarti un attimo, a ridarti una specie di serenità chimica, a renderti un po’ più razionale, a riaggiustare alcuni meccanismi, a permettere al lavoro di uno psichiatra, di funzionare.

Ha funzionato.

Senza farmaci non ne sarei uscita. Solo con i farmaci non ne sarei uscita. Ci sono effetti collaterali? Certo! A bizzeffe! Sono diventata completamente anorgasmica, poi dopo un po’ l’essere anorgasmica era l’ultimo dei problemi, perchè l’effetto collaterale è diventato la assoluta mancanza di qualsiasi desiderio sessuale. Insonnia, certo. Quella la contrasti con le benzodiazepine (Xanax), ma all’inizio non è un granchè.

Però, vedi, è molto meglio di prima. Molto. Meglio. Esci, parli, riesci addirittura a iniziare un percorso di psicoterapia, che non sai assolutamente dove porterà, ma è meglio di prima, perchè con la fluoxetina e lo xanax in corpo, vivi cazzo!! Prima non vivevi.

Danno assuefazione? Ni. Nel senso che bisogna stare molto attenti. Danno astinenza? Prova!!! Prova a mollare la fluoxetina o un triciclico di colpo, poi ne parliamo… Vai letteralmente fuori-di-testa.

Per quello è ovvio che l’assunzione di questi farmaci DEVE essere gestita all’interno di un percorso psicoterapeutico – da un ME-DI-CO, psichiatra. Non da uno psicologo. Non ho nulla contro gli psicologi, ma queste son cose da medici. Tra l’altro gli psicologi non possono prescrivere farmaci (giustamente).

Eppure, non scherzo un cazzo, senza terapia farmacologica io non so proprio dove sarei ora, credo che non sarei mai uscita da quel periodo (che è sempre lì, dietro le spalle, sempre lì che ogni tanto bussa, che ogni tanto ti fa ciao).

Ecco. Questo è quanto.

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