Routine.

Colazione-carezzagatto-cicca-cacca-doccia.

Mattina.

Escidalladocciatirimiri. Per modo di dire.

Che quell’ostia di specchio è troppo alto. Allora ti giri e ti ri-rimiri nell’altro specchio. Quello a grandezza naturale, appiccicato al mobile alto.

Ho le tette fiappe.

Eh già. Non c’è niente da fare, le guardo, le riguardo, mi accuccio (peggio), gonfio il petto (uguale) allargo le braccia (idem). Fiappe. Ci sono anche delle smagliature. Piccole, ma ci sono. Vi vedo io. Bastarde.

Mi metto a braccia conserte. Conserte sotto. Meglio. Le alzo con le mani – dio che smalto ORRENDO – ecco, così sì che andrebbe bene. Mollo. Cadono come due suicidi dal Pont Adolphe.

Ho la pancia, anche. Non è proprio pancia, è una specie di bolla, con al centro l’ombelico, abbastanza soda, ma sempre tonda è. Addominali? Hahahaha! Se mi dai una settimana mi metto in moto e vado a cercarli.

Un accenno di maniglie sui fianchi. Gambe muscolose, peccato i muscoli non si vedano, eh già. C’è la signorina cellulite, sopra. Meno di prima, ok. Non mi lamento, le gambe, fossero lunghe normali andrebbero anche benino.

La situazione “intima” va bene. Mi piace un sacco il mio monte di venere, anche adesso che è (abbastanza) foltamente impellicciato. MI piace proprio. Allargo le gambe, ok, sono ridicola, sembro una rana, ma voglio vedermi la passerotta. Tutto ok, niente rossore, passo un dito. Fradicia.  Cazzo. STA BUONA!

Dolenti note.

Mi giro un po’, di 3/4. Uhi uhi uhi. Ma è il MIO CULO quella roba lì!?!?

Rifletto. Riflettermi mi fa riflettere.

Palestra? Pilates? Yoga? Corsa? Acqua di Lourdes? Forse l’ultima.

Ho fatto tardi, via di mutande e corri fuori.

Ma devo riflettere. E riflettermi meno.

 

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