Beatrice ha 15 anni, viene da Mogliano Veneto, è una bellissima ragazza.

No, non mostra la figa per strada. Neanche in TV, se è per quello. E’ una ragazzina bionda, che oltre alle classiche attività da ragazzina bionda (Scuola, feìsbùk, ragazzetti, amiche, ciacole, ecc.ecc.) tira di scherma.

Beatrice a tredici anni si è ammalata di una meningite bastarda, purtroppo a volte succede, generalmente quel tipo di meningite porta alla morte del piccolo paziente. Il mondo è una merda, spesso. La tanto osannata divinità (quale che sia) ha un senso dell’umorismo molto macabro.

Beatrice però non muore. Ci tira molto vicino, ma sopravvive.

La setticemia ovviamente richiede un prezzo, per Beatrice si tratta di braccia (sì, sì tutte e due) e gambe (idem, tutte e due). Oltre ad una serie impressionante di cicatrici (ustioni) sul viso e su tutto il corpo. Già. Can-cre-na. Degli arti e dei tessuti molli. E’ più frequente di quanto si possa pensare.

Cosa fai a tredici anni senza gambe, senza braccia, sfigurata? Io probabilmente mi sarei lasciata vivere, non lo so. Forse no. Non lo so.

So cos’ha fatto Beatrice, è diventata abbastanza famosa, grazie ad un programma di Marco Berry, io l’ho vista lì, la prima volta, soprattutto ha tenuto duro e ha deciso che per lei non era cambiato poi molto. Ovvero ha ricominciato a tirare di scherma, in carrozzina con le protesi alle braccia. Ed è pure forte.

Ha continuato, in tutte le occasioni pubbliche sicuramente, ma a quanto dicono i suoi anche in privato, a ridere, sorridere e guardare il mondo con l’entusiasmo di una ragazzina di quindici anni.

Beatrice ha delle gran brutte cicatrici, in viso. Beatrice è BELLISSIMA. In verità la chiamano tutti Bebe. Io l’ho vista un po’ di volte, in TV e l’ho incontrata, del tutto casualmente, tempo fa ad una manifestazione.

E’ proprio una ragazzina, nessuna differenza con milioni di sue coetanee, forse ha un po’ più di grinta, rispetto alla media. Sì, il primo impatto è forte, mi veniva da piangere a guardare quel visino perfetto così massacrato. Anche la prima volta, in TV, in Invincibili (titolo perfetto, tutte le storie raccontate lì, parlano di persone DAVVERO invincibili) ho pianto da quando l’ho vista a quando è finita la trasmissione, continuamente.

Poi però è proprio lei che ti fa pensare che, in fondo, è stata fortunata. Che, in fondo, la sua storia è finita BENE, non male.

Bebe è una persona straordinaria. Se mai qualcuno volesse ispirarsi, prendere spunto, avere un punto di riferimento nella vita, lasciate perdere i santoni del cazzo, i preti, le starz, chiunque. Prendi Bebe, quindici anni da Mogliano Veneto.

Beatrice voleva partecipare alle paralimpiadi a Londra, quest’anno. Non le è stato possibile, per una qualche questione burocratica o sailcazzo cosa. Ora, vorrebbe andarci comunque. Magari a fare la tedofora.

Si può ancora (fino a stasera) segnalarla, come tedofora, qui:

http://www.paralympic.org/torchrelay

I dati richiesti e la mail sono questi:

L’email giusta dove mandare la segnalazione per Bebe è questa: torchrelay@paralympic.org. Con queste informazioni di contatto per lei, che sono fornite dal sito di art4sport (www.art4sport.org ), l’associazione fondata dai genitori di Bebe:
– Name: Beatrice Vio
– Date of birth: 4 March 1997
– Email address: info@art4sport.org
– Phone Number: +39 041.5900219
– Address: Associazione art4sport ONLUS – via Garibaldi, 2 – 31021 Mogliano Veneto (TV) Italy

Se c’è UNA persona per cui vale la pena, è Bebe.

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