Sarà un comune sentire.

Sarà una comunanza di colori, di dimensioni, di passioni.

Sarà che esser (così) bionda qui, fa sì che tu sia sempre un po’ “diversa”, “strana”. Soprattutto se tua sorella è nera come la pece.

Sarà che, di conseguenza, passi del tempo a capire se sei normale o no.

Così bionda, dico. Da piccola al mare mi parlavano in tedesco, i signori dei Bar, quando andavo a prendere il gelato. E io rispondevo con un ORRENDO accento veneto. Che li mandava in confusione. Non so come sia stato che ho quest’aspetto, fattostà che quello è.

Non si creda. Non è facile. C’è di peggio, beninteso, ma comunque è una caratteristica che fa sì che tu (che di tuo saresti estroversa come un Paguro) sia spesso osservata. Squadrata. Insomma, un po’ al centro dell’attenzione, tipo la pecora nera, o la mosca bianca, o Sara Tommasi con le mutande. Una cosa un po’ desueta.

Sarà per tutte queste cose e tante altre che, i miei due primi, soli e veri idoli dello sport femminile siano state Pernilla Wiberg e Anja Paerson. Perchè sono bionde (come me), sciano (come me, loro un po’ meglio, in effetti), sono due personaggi, un po’ come molti nel “circo bianco” – che cagata di espressione – molto discreti, con vite assolutamente normali (come me e come sono io).

Pernilla.

Già il nome mi faceva impazzire, io avevo tipo dieci-dodici anni quando la biondina vinceva dappertutto… Poi Pernilla è piccola e stagna, come mi sentivo io (come ERO io) ed era proprio bella. Bella come avrei voluto essere, con quei denti perfetti, il mento importante, gli occhioni belli e sempre gentile.

E vinceva. Non vinceva come Vreni Schneider (che io la ODIAVO, Vreni Schneider, anche se si ritirò che io avevo dieci o undici anni) vinceva in modo meno eclatante della Compagnoni (che invece mi piaceva un casino, ma era TROOOOPPO Italiana per me, non mi immedesimavo), ma cazzo io mi sentivo LEI, quando veniva giù. E poi Pernilla era una che vinceva tutto. Discesa, Slalom, Gigante, SuperG, tutto. Io adoravo quelli lì. Per me erano dei superuomini. Pernilla vinceva tanto, ma non vinceva sempre, era il mio personaggio preferito, a dodici anni. Anche perchè di lei non si sapeva un cazzo. Bellissimo. Adesso Pernilla è ancora una gran bella biondina, lavora nel comitato olimpico ed ha un bellissimo albergo in Svezia. E due figli. Una storia bellissima, secondo me.

Anj(on)a.

Anja è diversa. Ho iniziato a vedere chi era quando ha cominciato a vincere (è poco più grande di me, 3 anni), tra il ’98 ed il ’99. Aveva diciassette anni ed era un portento. E a me vedere quella culona bionda che veniva giù come una scheggia, che si muoveva fra i pali come una ballerina, con una potenza inaudita, da maschio, quasi… bè, mi faceva venire i brividi.

Anja è bionda come me. Anja si chiama come me. Anja è una culona. Come me.

Soprattutto Anja non è un personaggio, non è la Vonn, non è la Mancuso, non è un Hermann Maier, no. Anja è una ragazzona svedese, che viene da un buco di culo (lo stesso paese di Stenmark, comunque, così, per dire) e sorride sempre, è sempre gentile, modesta. E inarrestabile.

Anjona io me la sono sempre sentita “mia”. Quando vinceva, quando andava male, quando cadeva (quasi mai), sempre. Ha vinto tutto, tutto. E’ di ferro Anja, ha due cosce che fanno impressione, un culo che sembra un monumento, un viso da bambolina. E quando fa scattare la fotocellula e si butta giù è potenza pura, classe, tecnica, tutto.

E’ Anja, fine.

Non ce ne sono tante come lei, obiettivamente – per me non c’è NESSUNA come lei – e non ci sarà mai più nessuno sportivo che mi darà le stesse cose che mi ha dato lei. Io due anni fa ho pianto come una cretina, quando ha vinto il bronzo in Combinata, lei sorrideva. Una normale dopo quel volo sarebbe rimasta in ospedale una settimana, lei la mattina dopo faceva fatica ad andare a pisciare, dal male, ma s’è rimessa gli sci e ha vinto la sesta medaglia alle Olimpiadi.

Sì, c’è chi ha vinto di più, c’è chi è molto più bella di lei, più elegante, più glamour. Ma Anja per me è … quella che avrei voluto essere.

Anche nel suo farsi ostinatamente i cazzi suoi. E’ lesbica? E’ bisessuale? Non ha mai detto un tubo al riguardo. Si fa i cazzi suoi. Come Pernilla.

Ecco, io Pernilla e Anj(on)a le adoro, sì. Perchè mi hanno fatto capire anche un po’ di cose su noi donne. Un bel po’.

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