Figata! Con ‘sto titolo qua acchiapperò almeno 100.000milioni di contatti.

A me piace il cazzo.

Che cazzo sono I telchini?!?!

Non c’è proprio pezza, a volte immagino anche, nei lunghi periodi di astinenza, orgione lesbo con persone del tutto improbabili, nelle quali mi muovo anche con una certa disinvoltura, lecco, suggo, lappo, infilo, mi faccio leccare, suggere, lappare, infilare.

Che poi si dirà i telchìni o i tèlchini?!?

Eppure, anche in fantasia, mi manca qualcosa, mi manca il cazzo, la consistenza, la fattura, l’odore. Tutto. Mi piace l’uccello, è così. No, non mi sto riferendo alla penetrazione vera e propria, per carità, mica ci sputo sopra, ma a quella trovo dei discreti surrogati. E’ proprio … tatto, appunto, lingua, sfregamento. Posso anche infilarmi su un vibratore, ma non potrei mai fargli un pompino. Sa di plastica, ha la con-sis-ten-za della plastica. Non cambia mai, è un dildo. Punto. Che da un lato è un bene – non fallisce mai, lui – dall’altro è … finto, appunto.

No, non voglio andare su Wikipedia a vedere che cazzo sono i Telchini (o tèlchini), ci devo arrivare da sola. Son forse dei folletti? Hanno a che fare con le muse, o con la scrittura… Cosa sono i telchini!?!? 

Il cazzo (non riesco a trovare un altro modo di definirlo, non me ne voglia chi è offeso dal termine, pene è troppo tecnico, uccello va bene una volta ma non rende, pisello è quello del mio cuginetto di otto anni…) è bello. Bellissimo, non scherzo e non esagero. Quanto è ridicolo in mezzo alla figura completa di un uomo, tanto è bellissimo (se è bello) da solo, quando si erge (hu hu!! Speriamo) a protagonista della tua attenzione. Pensaci, è bello, non riuscirei mai a pensarmi senza. Quando lo vai a cercare, tutto infrattato nelle mutande, che appena lo sfiori, hop! Eccolo che ti ha sentita… Quando gli dai spazio, lo liberi dall’elastico e dal cotone, zac! Guarda che bello che è! Con la pelle che lo copre solo in parte, quella punta, affusolata, così rosa, sfrontata quasi, che ti fissa…

Devo togliermi dalla testa i telchini!!! Ma cosa diavolo saranno i telchini!?!? Che siano … ma no, figurati!

Che io proprio davanti ad una patata non saprei che fare… Insomma, lui è così… Stimolante! Quando ho a che fare con un bel cazzo, vedo solo lui, è egocentrico, richiama tutta, ma tutta la mia attenzione, Anche quando ti avvicini con le labbra, che magari lo esplori un po’, lo lecchi lì, dove si attacca la pelle, che ha tutte quelle scanalature, rigonfiamenti, è lucido, pulsa, lo senti che è vivo e fa quello che vuole lui. La pelle che scivola, sotto le tue mani, la punta che esce – sfrontato! – che sembra proprio fatto apposta per prenderlo in bocca ed è buono, il sapore, l’odore, quanto è a volte difficile tenerlo dentro, che scappa da tutte le parti…

Tick tick tick, Tel-chi-ni! Eh, insomma, mica ci posso morire dietro, ai telchini!! “I Telchini (in greco Τελχίνες) sono personaggi della mitologia greca, figli di Ponto e Talassa (o di Gea). ” Ecco, ne so quanto prima. Uffa.

E’ proprio una cosa bellissima, un invenzione meravigliosa, strusciarselo addosso, toccarlo, baciarlo, è così… strano. A me piace prenderlo in mano, prendere le palle con una mano e giochicchiare con l’altra, sul glande (che brutti che sono questi termini), mentre sto stesa in mezzo alle gambe del mio uomo, guardarlo da vicinissimo, da sotto in su, sentirne l’odore, guardare com’è, come si muove. E’ il gioco più bello del mondo, e sa anche di buono. E’ una cosa, per me, animalesca, nel senso puro del termine, il cazzo mi sa di libertà. E’ libertà prenderglielo in bocca, è libertà giocarci e succhiarlo e leccarlo tutto, toccarlo coi piedi e prenderne quella specie di lubrificante che vien fuori prima e leccarlo, che è salatissimo. E’ una cosa gioiosa, per me. Sempre.

Ancora non ho capito cosa siano i telchini, ho deciso che non mi interessa. Sono dei tipi che pigolano contro il canto di qualcun’altro.  Che pigolino e che cantino, a me non dan fastidio. I presuntuosi un po’ di più, ma dopotutto chissenefrega. A me piace il cazzo, mica i telchini. 

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