Ieri sera, come negli ultimi tre anni (credo) NON ho guardato Sanremo. Un po’ perchè è complicato, un po’ perchè a me Sanremo fa cagare e quindi faccio volentieri dell’altro.

Quindi con immenso piacere recensisco la prima puntata del Festival della Canzone Italiana di Sanremo 2012!!

Alle nove all’incirca, terminato il fiero pasto mi accingo a sedere davanti alla Tv. Parte Sanremo, la sigla è sempre quella, il palco pure, Kitsch? No, solo un po’. Luca e Paolo entrano, tra i mormorii degli anziani (tutti) presenti in sala… – Cosa diranno?!? Oooohhh, adesso la sparano grossa, eh! Senti senti, ‘sti gggggiovani – (i due hanno quarant’anni buoni, giovani un cazzo, con rispetto).

Le due nuove leve della satira italiana, dopo aver spaccato (i maroni) al cinema, dopo aver contribuito all’aumento del prezzo delle panda ed al contestuale detrimento della sua qualità, sbancano (again!) a Sanremo e tra turpiloqui (ohmmmmioddììooooo!) e battutone su Berlusconi (Monti non fa ridere, non c’è pezza) vanno avanti nella noi a più mortale per una decina di minuti… Tanto non gliene frega un cazzo a nessuno, stasera c’è CE-LEN-TA-NO!!! Me cojoni.

Arriva Morandi, tra le ali di folla (Morandi arriva da dietro, come un Campione del Mondo di Boxe) festanti, anziane signore tentano di toccare l’eterno fanciullo, lottando a colpi di dentiera.

Arriva Rocco Papaleo, non se lo caga nessuno.

Seguono minchiate.

Comincia la gara!! Apre le danze … mhmm, ‘peta che vado a vedere, Dolcenera!! Apre le danze dolcenera, capello corto, look aggressivo, voce roca. La canzone fa cagare sassi.

Prosegue lo strazio con Samuele Bersani, che fa una canzone di difficile interpretazione, parla di Bologna, dell’Italia, di quanto è dura per noi precari, del pallone, di sticazzi. Brutta e noiosa.

Si alternano altri imbecilli.

Neanche l’ombra di una gnocca, peraltro, causa forfait della modella Ceca. Arriveranno Belen e la Canalis comunque, complimenti per la brillante carriera, la Canalis fa tv da vent’anni e fa ancora la bella statuina. Non c’è niente da fare, se non sei buono da un cazzo non sei buono da un cazzo.

Arriva Celentano, scoppi, fumo, esplosioni, luce, tutto cupo, molto fine del Mondo come i Maya. E’ vestito da cazzo, come sempre, con quegli stivaletti da gagà del primo dopoguerra, e i capelli pitturati. Pausa.

Pausa.

Cazzate a profusione.

Pausa.

Pausa, pausa.

Cazzate a badili, su ogni campo NON interessante dello scibile umano. Pausetta, altre cazzate. Siparietto con Morandi che finge di scandalizzarsi per le quattro banali troiate appena sparate dal rincoglionito.

Tutto questo per un’ora e mezza.

Il molleggiato si molleggia fuori dalle balle e riprende la gara.

Altra merda in versione musicale, insopportabile.

Arrivano Ely e Belen, con le solite facce da troie, vestite da troie. Cosa fanno? Troieggiano.

Se ne vanno.

Elevatissimo il livello della presenza femminile al Festival. Si vota, è primo Giggi d’Alessio, perchè la camorra ha comprato tutti i voti.

Sipario, fine.

Orvuàr.

 

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