Ci sono dei giorni in cui mi sento indefinita. Come se fossi nella nebbia. Che mi vedi, sono una forma, ma … indefinita. Confini labili, difficile capire dove comincia e dove finisce. Senza colori precisi.

Democristiana.

Sfuggente.

Indefinita.

Forse lo sono sempre, almeno per certe cose. Oggi no. Oggi sono definita. Oggi sono a casa. Tua. Nostra? Nostra, almeno un po’. Mi piace fare finta che sia così. Nostra. Ferie. Dopodomani lavoro, ma oggi no. Oggi sto qua, a casa. Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di uscire. Sto qua, faccio la … casalinga no, chè le casalinghe lavorano, io ho ancora la camicia da notte. Faccio la cialtrona, che mi viene anche bene.

Ho voglia di stare qua, di continuare a definirmi, a definirmi attraverso noi. Striscio dal letto al divano, poi di nuovo a letto. Sa di te. Mi ci affondo tutta. No, no cari miei, io NON do affatto aria alle lenzuola, è prezioso quello che c’è lì dentro. E’ prezioso perchè è raro, ci siamo noi, in queste lenzuola, oggi. E stamattina ho fatto anche un’altra cosa, dopo che sei uscito, una cosa sciocca forse, infantile e un po’ animalesca. Mi sono spogliata, tutta tutta nuda, e mi sono reinfilata sotto il piumone, che sapeva di te, maglia, cuscino e lenzuola – e di me, sapeva anche, ma io il di me non lo sento, se ci sei anche tu, sento solo te – e ho fatto l’amore con te.

Col tuo odore e con le lenzuola ed il cuscino. Mi sono strusciata tutta, finchè non mi sono addormentata, bam! A gambe e braccia aperte, insieme a te, a quel che rimaneva, di te.

Non sai quanto mi mancava, non sai quanto (anche perchè non te lo dico) mi stiano salvando questi giorni. Mi aiutano a ridefinirmi. So chi sono, così. So cosa faccio e perchè.

Sentirti ieri sera, dalla camera che eri di là a trafficare col pc o guardare la tv, che ne so! E’ stato bellissimo,mi sembrava di essere protetta. A casa. Ero a casa. Sono a casa. A casa a non far niente, guardare la TV e farti le lavatrici e pensare a cosa ti faccio da mangiare stasera – Uuuuuuh, come sei banaleeeee, uuuhhhhhh, come sei all’antica, sembri mia nonna – quando torni. No, non capite, non capite che io ho bisogno, bisogno di sentirmi così, bisogno di essere la casalinga, la mogliettina perfetta (o quasi) la geisha. Ne ho bisogno, perchè queste cose mi mancano.

Non le ho. Quasi mai. E oggi che le ho non le voglio buttar via per qualche cazzo di principio imbecille, no. Me le tengo strette e piombo nel più trito dei cliché femminili. Tu sei l’uomo, lavori, esci, guadagni. Io la donna, faccio da mangiare, le lavatrici, pulisco casa.

Sono così felice di questi giorni, che non capisco più niente… Non è una vacanza, è come se avessi una finestrella su un pezzo di vita che non abbiamo da un bel po’. E mi piace quello che vedo dalla finestrella.

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