Sono in Fiera.

Non sto a dire dove, non importa. E’ una piccola fiera, per pochi intimi, molto di settore. Perchè sono qua? Perchè sono bellina, lo so benissimo, non c’è bisogno che qualcuno venga a dirmelo. Lo so.

La mia presenza – son qui col capo e un area manager – è perfettamente superflua, leggiadramente inutile. Sono qui perchè i maschi (presenti a questa fieruccia in una percentuale stimabile nell’85% del totale umani) mi vedono e sorridono. Mentre cercano di capire se ho le tette. Ed eventualmente sbirciano sotto la gonna. Stamattina avevo i tacchi d’ordinanza, ben presto tramutatisi in un paio di macilenti ballerine, causa dolorini fortissimi ai piedi.

Ho anche un buco in una calza, altezza ditino medio del piede.

Ho presenziato ad un incontro (sorridi, sorridi, sorridi), assistito ad un workshop (sorridi, sorridi, ascolta), respinto educatamente un paio di inviti a cena per stasera. Mi sento un soprammobile, un educato, quanto inutile oggettino. Nel frattempo – perchè LO SO che è così – mi si accumulano kili e kili di mail inevase, scadenze si avvicinano e io sto qua.

A sorridere. Avrei una certa voglia di una birretta. Anche di un bidè.

Mi piacerebbe anche non venire trattata come una decerebrata, da parte dei delegati di altre aziende. Sono soprattutto i vecchiotti che mi guardano come … come.

Bè, stasera almeno si mangia bene.

E poi si va a letto, DA SOLA, in albergo… Speriamo che sia bello, almeno. Ziocan.

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