Mi ricollego ad una lettera che ho letto sul Corriere, relativa a Simoncelli in cui un signore, con una certa sicumera, fa delle affermazioni secondo me un po’ sciocche, oltrechè  in parte inesatte.

L’inesattezza consiste nell’affermazione che “Rossi non lo ha preso … perchè era a destra di Edwards”. Falso. Si vede bene che Rossi prende la testa di Simoncelli mentre Edwards colpisce moto e tronco del pilota. Non vuol dire niente, ma mi dà fastidio leggere palle. Infatti Edwards è caduto, mentre Rossi è riuscito a restare in piedi nonostante lo scarto violento della sua moto.

Amen.

Il resto della lettera insiste invece sul fatto che Simoncelli era, quest’anno, considerato una mina vagante dai colleghi, che aveva fatto un sacco di cazzate, che probabilmente Dovizioso è più bravo di lui e che sostanzialmente Simoncelli era troppo “pompato” dai media, cosa che lo ha portato ad esagerare troppe volte, fino alla caduta fatale.

Posso?

Posso permettermi una chiosa?

Cazzate. Enormi cazzate.

Simoncelli aveva 24 anni, era molto giovane, pilota “irruento”, se vuoi, da soli due anni (pure scarsi) in MotoGP. Un novizio, quindi. Dovizioso corre in MotoGP dal 2008, per capirci. Ed è un altro tipo di pilota. Simoncelli non andava “oltre” il limite, quelle sono sciocchezze, semplicemente ci tirava sempre molto molto vicino ed in quel caso, sbagliare è un’opzione frequente.

Ha avuto sfiga. Punto. Non è questione di “ha voluto tenere la moto, altrimenti sarebbe uscito per la tangente”, “Era troppo pressato”, cazzate. Era un pilota. Fine. Succede. Fine.

Sembra che, il signore che ha scritto, così come un sacco di pseudo giornalisti che capiscono un cazzo di niente e farebbero meglio ad aprire una piadineria, non abbiano compreso un fatto lapalissiano. Le corse sono pericolose. Intrinsecamente. Le gare di motociclismo ancora di più, perchè anche quel niente che è la monocoque di una formula a proteggerti non c’è. E si fila a velocità assurde.

Discorso “mina vagante”. Me ne ricordo tante altre di mine vaganti.

Jim Clark, 2 (!!! M’ero sbagliata, cazzo!) volte campione del Mondo di F1, al primo anno rimane coinvolto (senza colpa) nell’incidente di Von Trips a Monza – 15 morti, il pilota e 14 spettatori -. Mina vagante!

Riccardo Patrese, per me il miglior pilota Italiano dell’era moderna, record di presenze in assoluto in F1, per me davvero un grande pilota (un po’ sfigà, va detto). 1978, partenza a Monza (ancora!) BUM! Un carnaio. Peterson imprigionato con le gambe rotte, nella sua Lotus. Poche ore e Peterson (che era cosciente e lucido, cazzo! altrochè malasanità) muore al Niguarda. Patrese!! Colpa sua! Assassino! Riccardo ha 24 anni, è un novizio (ricorda niente?) gli addossano la colpa, i colleghi, lo processano. Patrese non c’entra, si scoprirà poi. Incidente di gara, succede. Mina vagante!

Gilles Villeneuve. “L’aviatore”. Giappone, Bum! Due spettatori morti (non avrebbero dovuto essere lì), “Pericoloso!” dice Lauda, Imola ’80, BUMM! Da allora la curva si chiamerà Villeneuve. Spagna, tiene dietro per 50 giri quattro macchine, na fa di tutti i colori e ci riesce! Digione, 1979, non aggiungo altro. Mina vagante!

Michael Schumacher.  1992, il tedeschino è irruento. Ha 23 anni è appena arrivato in F1, è forte. Fa un paio di cazzate e subito Senna, che in realtà lo capisce subito per quel che è, un campione assoluto, lo bacchetta. Arrivano perfino alle mani. Schummy fa incazzare tutti, quell’anno. Mina vagante!!

Fernando Alonso, 2003. Nurburgring, il primo di tantissimi botti di Alonso. Prende in mezzo Coulthard, che si incazza. In Brasile BUM!! Di nuovo. Alonso? Va sempre a sbattere. Mina vagante!!

Non mi sembra che i piloti citati siano proprio di secondo piano. Sbagliare capita a tutti e se ti capita nelle corse, la paghi. Sempre. Tutto lì.

Io sinceramente credo che Simoncelli facesse parte di quella schiera di piloti lì, i Clark, i Patrese, gli Schumacher, Alonso, Villeneuve. Eh? Cos’hanno in comune? Che schiera è? Che sono forti.

Chi non capisce il fatto puro e semplice che nelle gare motoristiche si può morire, è FACILE morire, non ha capito un cazzo, delle gare. Speculare, parlare di eccessive pressioni, di “troppa pubblicità” di “piloti montati dai media” vuol dire non capire niente di corse. Niente.

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