Hanno arrestato un mona che ha tirato un estintore durante le giornata di casino a Roma. Gli amici (posto ne abbia) lo chiamano “er pelliccia”. Chissà dove ce l’ha, la pelliccia.

Er pelliccia peraltro, dovrebbe saperlo, che tirare gli estintori porta, come minimo, sfiga. Sta di fatto che alcune delle mie paure, le più modeste, si sono avverate: A Roma c’è stata una manifestazione con toni simili a quelle svoltesi in altre città d’Europa e del mondo (gli indignados?!?!?) e a Roma c’è stato casino, mentre nelle altre città no. Io temo che la gente comincerà a far fuori il personale di (in)equitalia, ad esempio.

Chi è Er pelliccia? Oltre ad essere un coglione?

Lo abbiamo intervistato per Voi!! L’abbiamo scovato subito prima della Pula e lo abbiamo (io) intervistato. Eccoci dunque faccia a faccia con Er pelliccia:

A: Buongiorno signor Pelliccia, il suo vero nome?

EP: Er – Pelliccia, me chiamo.

A: Benissimo, la chiamerò ER, lei mi sembra molto giovane – Cìò ventiquattr’anni – Ecco. Cosa fa lei nella vita, quando non scaglia estintori contro le forze dell’ordine?

EP: Erghmmm, Grhgggmmm…

A: Non ho capito, scusi, cos’è che fa?

EP: Studio. Ecche poi l’estintore, io nun lo volev… Inzomma, me serviva pèèè…

A: Ah, ma lei non è che è anche pregiudicato?

EP: Poco. Ma io l’estinotore lo volevo usà pè spegne n’incendio….

A: Ahhhh, bè allora… Ma lo sa lei che gli estintori si tengono in mano e si dirige il getto contro le fiamme? Cioè, non è che si scagliano sull’incendio, per spegnerlo…

EP: Rghhhhh.

A: Ma parliamo un attimo del suo bechgraùn, dei motivi profondi che l’hanno spinta a prendere parte alla manifestazione, a protestare, anche in modo un po’ eccessivo, contro il governo, contro le banche, contro un sistema che nega lavoro e prospettive ai giovani…

EP: Eh!? Che stai a dddì?

A. No dicevo, avrà lei Signor Pelliccia, dei motivi profondi, avrà perso il lavoro, o forse ne avrà cercati tantissimi, avrà bussato a chissà quante porte per ottenerne uno, senza mai ricevere risposta. Avrà un affitto da pagare, gli studi…

EP: No, no. Io studio, vivo sulle spese dei miei… Spaccio ogni tanto, p’arrontonnà.

A. Ah, quindi può essere corretto dire che lei non fa un cazzo dalla mattina alla sera, al di là di impegnarsi in solenni cazzate, tipo quella di sabato?

EP: Erghhhmmmm. Grhgghhh… Grorhhhgh.

A. Lo prendo come un sì. I suoi compagni invece, che fanno? Hanno famiglia, sono stati duramente colpiti dalla crisi dei mercati e dell’economia, stentano ad arrivare alla fine del mese, immagino. Poveri ragazzi che hanno perso un sudatissimo posto di lavoro precario…

EP: No, la maggior parte sò studenti.

A. Ah, ok. Quindi dei cazzoni come lei.

EP: …

A. Ma … sento un rumore in lontananza, sembra quasi… Sembrano proprio… Eh già! Sembrano proprio sirene e non mi paiono di un ambulanza. Va bene signor Er pelliccia, è stato un piacere, io scappo che devo correre (contrariamente a lei) al lavoro. Buona giornata, tante belle cose, saluti la famiglia e la fidanzata, se ce l’ha. Arrivederci!!!

EP: … Eh?

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