Aaaaaaaaaaaaaaaaaahh!!!

Niente di meglio, per dimenticare le paturnie, di inventarsi una cazzata nuova. Inauguro dunque una nuova rubrica, all’interno di questo magnifico blog, dedicata alla grande Storia, vista con gli occhi di una bionda cretina.

Naturalmente nella rubrica parleremo di argomenti – parlerEMO? Sì daiiii, parlerO’, ok – di avvenimenti di stretta attualità, di ampio interesse, che possano essere utili a quanti, poveri loro, non hanno avuto la possibilità di studiar la Storia.

Historia magistra vitae, dicunt. No?

Quindi, eccoci qua!! Inutile dire che andrò a tirar fuori delle cose perfettamente inutili, dimenticate, prive di qualsiasi aggancio con la realtà odierna. Teniamo presente che io amo lo sport da divano e le cose macabre.

Quindi:

11 giugno 1955, Le Mans. Si corre come ogni anno la 24 ore, all’epoca il più importante evento automobilistico al mondo. IL mondiale di F1 esiste solo da 5 anni, le gare, quelle vere, sono queste, di endurance. Presso il – meraviglioso!! Ci sono stata io! – circuito semi permanente de La Sarthe sono arrivate 250.000 (!!!!!) persone, da tutta Europa.

Ci sono tutti, in gara. Aston Martin, Ferrari, Jaguar, Mercedes. Più una pletora di altri costruttori con vetture profondamente diverse, molto più piccole e lente, rispetto ai bolidi granturismo dei grandi costruttori. Mercedes e Ferrari sono impegnate anche nel mondiale di F1, le macchine a Le Mans sono giudate da piloti di F1. All’epoca era così.

Moss, Hawthorn, Fangio, Castellotti, tutti lì. Vincere la 24 ore di Le Mans vale quanto, se non più di una vittoria nel mondiale di F1. Sia per la squadra che per il pilota.

250.000 persone!!! A dieci anni dalla fine della guerra, chissà, magari con la voglia di godersi finalmente la vita, il rumore, le macchine meravigliose che sfrecciano a 300 all’ora… A dieci metri da dove sei tu. Con un guard rail ridicolmente basso. Su una strada statale. Normalmente aperta al traffico.

!?!?

Le auto all’epoca erano ME-RA-VI-GLIO-SE! La Mercedes 300 SLR, carrozzeria in lega di magnesio, pesa meno di 900Kg e fa 310 cavalli … coi freni a tamburo. Uno degli oggetti più belli che io abbia mai visto, Woooooshhh!!! Una scia argentata…
La Jaguar D-Type, sembra uno squalo con la bocca aperta e la pinna dorsale in vista. Verde! Velocissima, ma capace anche di fermarsi, la Jag ha i freni a disco, infatti. Piccolina, più lieve, rispetto a Mercedes e Ferrari, ma velocissima. La Ferrari 735 LM, rossa, grande, pesante, Potente, veloce. Meravigliose.

Alle 16.00, come sempre i piloti prendon la rincorsa e via! Dentro la macchina, niente cinture, ignition, prima e giù per la Dunlop, fino alla curva tertre rouge, per Hunaudierès… 4 Km di rettilineo, a 300 all’ora. E ancora Mulsanne. Insensato.

Dopo 35 giri sono ancora tutti lì, Hawthorn primo sulla Jag, seguito da Fangio sulla prima delle incredibili 300 SLR. Levegh, un gentleman driver, diciamo, ingaggiato dalla Mercedes , precede in pista Fangio, ma è doppiato… Subito dietro le Ferrari e le altre Jag e Mercedes.

E’ il 1955, la gente è vestita in modo pittoresco, tutti gli uomini hanno la giacca, tutte le donne – e ce ne sono quel giorno a Le Mans – la cofana e la gonna. Già allora Le Mans era un festone, tutti a ballare, mangiare, bere, guardar le macchine e divertirsi.

3 ore di gara. Hawthorn arriva sparato sul rettilineo dei box, vede un cartello che dice di fermarsi a rifornire, frena di botto. La Jaguar di Hawthorn ha i freni a DISCO, contrariamente a tutte le altre vetture in pista. La Jaguar frena, la Austin Healey di Macklin, sebbene molto più lenta, che lo segue, no.

Macklin, seguito a brevissima distanza da Levegh e Fangio, con le mercedes che filano a 270, lì, cerca di evitare sulla sinistra Hawthorn, perde il controllo della macchina e finisce in piena traiettoria di Levegh. A quella velocità, se ti trovi davanti uno che va a 100 all’ora meno di te non è che puoi far tanto. Levegh tampona la Austin, la Mercedes decolla senza perdere un filo di velocità e si stampa contro il terrapieno che separa la pista dagli spettatori.

Fangio supera i rottami per un pelo, una specie di miracolo, l’han sempre detto tutti che Fangio aveva culo.

La macchina di Levegh si spezza in due contro il terrapieno, fa due salti su sè stessa, perde tutto l’avantreno ed esplode. La carrozzeria della 330 SLR è di magnesio. Levegh muore sul colpo, sbalzato chissà dove, fuori dall’auto. Ma di Mercedes in fiamme sul terrapieno ce n’è metà.

Dov’è il resto!? Dove sono?!? Il Cofano? Il Motore? L’avantreno?!?

In tribuna. In mezzo alla gente, in mezzo alle ragazze, ai ragazzi, ai bambini, alle famiglie. Decapitando, massacrando, uccidendo chiunque fosse sulla loro strada. Incendiando quel poco che rimane dei corpi. Come una pioggia di bombe.

84 morti. Stimati. Forse 86.

La gara viene portata al termine, nella convinzione (non errata) che 250.000 persone che lasciano tutte insieme l’area avrebbero impedito l’arrivo delle ambulanze. Mercedes ritira le due vetture superstiti. Alla fine dell’anno si ritirerà dalle corse, per i prossimi 30 anni. La tragedia porterà all’abolizione delle corse automobilistiche in quasi tutta Europa. In Svizzera il divieto tuttora permane.

Le immagini dell’incidente sono sconvolgenti, piuttosto “graphic”.

Ma qui si fa storia, mica pippe! Quindi di seguito:

A quanto sembra lo spettatore che ha girato i primissimi (molto rari) fotogrammi del video è uno degli 83 morti fra il pubblico. 

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