Io sono nata vicino a un fiume, da genitori di fiume. Di un altro fiume però.

Nel senso che i miei si son spostati da un fiume grande ad un altro fiume grande. Sempre acqua è. In movimento. Lento, a volte, ma inesorabile.

Come una rana. Infatti c’ho i piedi larghi, sono una specie di rana da fiume.

E amo i fiumi, l’acqua, le paludi, quel … Fresco che senti quando passi su un ponte. Hai mai fatto caso che, verso fine estate, prima fa troppo caldo, quando passi su un ponte in città, zam! uno zaffo di fresco e spusa de freschìn… Meraviglioso. Che io le città senza fiume …  non mi sembrano neanche città.

Davvero. Per carità, Bologna, Ferrara, Milano… Sì, sì. Madrid? Bella, bellissima. Ma non hanno il FIUME. Lussemburgo? Farebbe cacare anche col fiume. Che comunque non c’è. C’è un buco, ma niente fiume. C’è il ponte, ma niente fiume.

Come faccio io ad appollaiarmi pensierosa sulla spalletta? A guardare l’acqua. Come faccio a fare tuuuuuutto il giro dei ponti? Il fiume è vita, per una città.

Per me, naturalmente, poi magari a qualcun altro il fiume fa ca-ca-re. Io ci cammino lungo il fiume, ci parlo – o meglio parlo da sola, come se mi ascoltasse – lungo il fiume (Adige) ci ho dato uno dei miei primi baci veri, è facile se vivi dove vivevo io, ti verrebbe da baciare anche il cestino dell’immondizia, lì. Lì per me è più o meno da Teatro Romano a Borgo Trento (Ospedale) , lungo il fiume. Vale tutto.

Sul fiume ho fatto, sempre in città, alcuni dei miei pianti più strazianti, quelli che ti vorresti buttare giù, proprio dentro nel fiume. Sai, lì, tra Ponte Castelvecchio, l’Arsenale e Viale della Repubblica, sotto, che quando il fiume è basso si può andare a correre, a portare il cane o, nel mio caso a volte, a piangere. Tutte le lacrime del mondo per delle cose stupide, per morosetti che ora nemmeno mi ricordo come si chiamano… Sul fiume ho parlato parlato parlato, con amici, amiche, morosi. Sono stata zitta a guardarlo il fiume.

Quando va tranquillo, in Estate, che non sembra neanche così aggressivo… E puoi metterti lì, sulla ringhiera, col tuo gelato, a guardare il fiume e ringraziare chissà chi per essere nata lì e vivere lì. Perchè è vero che l’Italia sarà anche un posto di m-m-m-merda, ma stare a mangiare il gelato su Ponte PIetra, guardando un colpo Castel San Pietro e l’altro colpo la città, tutta, mentre LUI ti scorre sotto. Beh, cari. Non ce n’è tanti di posti così al mondo.

Quando in autunno (novembre, ovvio) è gonfio, ma GON-FIO. Cattivo, rabbioso, che si porta via tutto, che cambia colore, pien di fango, marrone. FA paura, fa una paura tremenda, quando lo vedi lì, a due metri, tre dall’argine, quando di solito è sette otto metri sotto. Quando lambisce la passera di Ponte Pietra.

Che lo guardi e pensi che, se per caso gli venissero i cinque minuti, spazzerebbe via tutto.

Poi ci sarebbe il Po, con i pioppi e la darsene e le goline e quei posti infami in cui mangi sul barcone… Ma quella è un’altra parte, di me e delle cose che amo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Giuro che non l’ho fatto apposta!!!!! E’ che era un po’ che non andavo sul canale di Adele (Youtube) e ho visto solo ora che è uscito il video di “Someone like You”. 

Eccolo qua. E poi dicono delle coincidenze…

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