Che differenza fa? Nessuna, ma ormai te ne sei andato e…

No, non sono impazzita, non sono nemmeno omoscessscualeeeee, anche se certi giorni vorrei, davvero, ma. E’ che sentivo prima “What difference does it make” che per me è una canzone molto erotica. Molto molto molto erotica. Perchè è languida, malata, ossessiva e in alcuni punti addirittura sgradevole. Ha un che di “nascosto”, sporco.

Non lo so, per me è così. Che i R.E.M. si sono detti “goodnight and thank You” (e hanno fatto benissimo) e Loro,… bè, loro tantissimi anni fa. Prima che io venissi al mondo, in tutta la mia bionditudine.

E-ro-ti-ca.

Sarà che ho una voglia di cazzo che è indescrivibile, che mi caverei le mutande qua in ufficio e mi strofinerei contro il bracciolo della seggiola, a mò di cagnetta in calore. Che è esattamente quello che sono. Ho proprio voglia di sesso, porcherie, cazzo cazzo e cazzo. Anzi no. CazzI.

Ma non un orgiona, no. Poca gente, tre quattro, con dei cazzi enormi, che glieli prendo in mano e in bocca e ci gioco, li lecco li mangio e poi mi riempiano tutta. Dappertutto, che mi prendano e mi girino e me ne facciano di tutti i colori, che mi infilzino la figa e me lo mettano nel culo e poi lo tirino fuori così glielo succhio e di nuovo. Di nuovo. Sudata, sporca, puzzolente. Piena di sperma distesa per terra. Col buco del culo che urla di dolore e la figa aperta e rossa. La bocca che è insensibile, per tutto lo sperma – a voi succede? A me sì, a volte, mi rimane tutta la lingua informicolata – che ho mandato giù. Con il senso di nausea e spossatezza e schifo per me stessa, che ho leccato la mia stessa merda.

Di quello ho voglia.

Ho voglia di succhiare il cazzo a un trans e poi farmi scopare. Che sia bella e femminile però. Deve essere credibile, una donna col cazzo, vero. No, no, signori, niente romance, nessun sospiro eroticamente prolungato, niente lingerie nera di pizzo e calze velate. Nessuna arma di seduzione, nessuna promessa romantica di incontri dolcemente focosi, non oggi.

Cazzo. Cazzo che mi faccia male che mi entri da dietro, che lo senta fino in gola e mi faccia male, da dire “per favore basta”, da sbattere la testa al muro, cazzo in gola che non ti puoi liberare, perchè uno ti tiene la testa schiacciata contro il suo pube, che hai i coglioni sul mento. Dita nel culo, lingue che mi frugano, figa aperta, pronta. Bagnata.

Fradicia. Finchè non ti gira la testa e non riesci più a stare in piedi.

Sarà quello.

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