Il mio livello di comprensione di quanto è successo tre giorni fa è = 0.

Ma piano piano – sono bionda, capitemi – ci arrivo anch’io. Ci arrivo piano piano anche perchè ho sempre avuto l’assurda pretesa, per quanto io possa anche ritenere di avere pensieri in comune con una certa parte politica (opposta a quella con cui scrivo a penna, per capirsi) , di pensare SOLO con la mia testolina vuota. Ci vuole più tempo, si capisce.

La mia idea è che in linea di massima NESSUN commento giornalistico o assimilabile, abbia nemmeno minimamente cercato di comprendere cosa davvero possa essere successo.

A sinistra – e nei giornali cosiddetti “moderati”- ho letto solo delle banalità ed appunto, una ripetizione quasi pedissequa delle cagate che Breivik ha scritto. “C’erano anche immigrati di seconda generazione tra le vittime” – Il Corriere – sì, grazie al cazzo, certo che c’erano, esattamente nella medesima percentuale in cui sono presente nella popolazione Norvegese.

A destra, superando la mia naturale ritrosia – sono fatta così, amatemi! – e turandomi il naso ho letto sostanzialmente questo: “Breivik è un pazzo. Isolato.” Questo ovviamente scremando l’immane mucchio di merda rappresentato dall’editoriale di Feltri (ma quello lì è un giornalista? Io gli farei il test per la demenza senile, veramente), la dichiarazione di Borghezio (perchè, gli scritti più recenti di Oriana Fallaci cosa sono? Un secchio di merda fumante.)  ed altre patetiche uscite di questi signori che quando vogliono fare gli intellettuali sembra che caghino dalla bocca.

C’è un post su un blog che seguo spesso, perchè Uriel scrive proprio BENE, che secondo me prova a dare una lettura molto, molto, mooooolto interessante di quanto successo.

Ovvero questo post è esattamente quello che avrei voluto leggere negli editoriali e nei corsivi dei nostri famoooosi intellettuali dei miei piedi puzzolenti. Altrochè banalità del cazzo di Sofri o idiozie spacciate per anticonformismo di quel vecchio COGLIONE di Feltri…

Non sto qua a ripetere quanto c’è scritto, invito chiunque voglia ad andarselo a leggere, per me è davvero interessante. Il succo però, che è quel che pensavo anch’io, è che nel momento in cui una società, una cultura, un modo di pensare (in questo caso anche quello della sinistra de noaltri) diventa quasi dogmatico – o la pensi come noi, di fondo, o sei fuori dal coro – chi la pensa in mdo diametralmente diverso tende ad estremizzare ancora di più le proprie posizioni.

E’ questo che mi sembra pericoloso. Io, a Lux, vedo bene o male come stanno le cose e le cose (senz’altro in modo meno estremo) sono molto vicine a quanto Uriel dice della Norvegia. Lussemburgo è un posto dove obiettivamente, se non ti interessa la luce del sole, si sta benone. E’ anche una società però, ferocemente convinta che “le cose da noi SI’ che vanno come devono andare”, che crede fermamente nella superiorità del proprio modello rispetto a qualunque altro, una superiorità quasi “morale”… Dice niente questa frase?

Chi è fuori è fuori. Puoi – e qui cito Uriel – essere di destra o di sinistra, metallari o emo, lesbiche o etero, potete essere davvero come vi pare, come in un’orchestra ognuno suona uno strumento diverso…. a patto che suoniate tutti la stessa musica. – Ma se vuoi suonare una musica diversa (i.e. essere Fascista) allora sei automaticamente e molto democraticamente emarginato. E cosa fai? Ti ritrovi SOLO con chi la pensa come te, in questo modo alcuni idioti si estremizzano, magari di questi, uno da via di matto.

Allo stesso modo, in proporzioni infinitameeente minori, temo il “politicamente corretto” a senso unico: Non si può pensare “La cultura islamica, cazzo, sarà quel che sarà, ma se vivi in Italia DEVI seguire le usanze italiane (Esempio: non si può segrerare in casa moglie e figlie)” altrimenti diventi di destra. Non si può pensare “Cazzo, certo che gli zingari rubano!” altrimenti diventi un/una leghista microcefalo.

Mi spaventa l’obbligo al conformismo – QUESTA è l’idea di società migliore possibile – perchè senza valvole di sfogo per questi imbecilli, ho paura di ciò che potrebbero fare. Tutto lì.

Per quello credo che in Italia, tutto sommato, sia più difficile che succedano cose di questo tipo, lo spero almeno. In quel senso parlavo delle cazzate che si dicono al Bar, se queste idee della minchia le puoi esporre al bar, e per questo la società non ti emargina (Credetemi, io non conosco la Norvegia, ma come ti emarginano in Nordeuropa, non ti emargina nes-su-no, sono dei maestri), forse non prenderai in mano un fucile d’assalto per andare ad uccidere dei poveri ragazzi.

O forse sì.

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